Pucciniano in Tribunale, “Come una brava geisha”

INCHIESTA SUL FESTIVAL PUCCINIANO 3 – La causa di una ex dipendente nascosta dalla Fondazione, che giace da 10 anni in Tribunale.

Questo è il terzo articolo di una inchiesta sulle cause legali della Fondazione Festival Pucciniano che pubblichiamo oggi.

Primo articolo pubblicato: Intervista all’avv. Sergio Spina di “Mythos Opera Festival”: l’Aida scomparsa nel 2019 al Festival Puccini

Secondo articolo pubblicato: Intervista al Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara. “Veronesi mi chiese”. La verità mai detta sull’Aida annullata nel 2019 al Festival Pucciniano di Torre del Lago.


Alla Fondazione Festival Pucciniano le cause in Tribunale vengono sistematicamente nascoste. La legge civile e fiscale obbliga di indicare nel bilancio annuale una cifra sulla possibile soccombenza, illustrando nella Relazione Integrativa e nella Relazione sulla Gestione i contenziosi in corso, il loro andamento e le loro previsioni, il tutto attestato dal Collegio dei Revisori dei Conti: ma com’è noto, sulle rive del Lago pucciniano la Legge è stata sospesa da tempo, coperta da un assordante silenzio.

Tra le cause nascoste c’è anche il ricorso 11.12.2012 depositato al Tribunale di Lucca – Sezione Lavoro: una ex dipendente citava la Fondazione per “mobbing orizzontale e verticale”, posto in essere dal direttore generale della Fondazione, e con un sottofondo che non tralascia l’aspetto sessuale. Dico subito che dal dicembre 2012 il Tribunale di Lucca non ha ancora emesso la sentenza, nonostante il dibattimento sia ovviamente terminato; e che a certificare gli effetti provocati sulla salute della ex dipendente sia stato l’INAIL fin dal 18 ottobre del 2012 con la dichiarazione di “erogazione delle prestazioni di legge… a seguito della malattia professionale contratta dal lavoratore”, in altri termini il riconoscimento della invalidità. Scrisse l’Inail alla Fondazione Festival Pucciniano il 10 aprile 2013: “Si ricorda, per doverosa informazione, che qualora, in sede penale o anche in sede civile, nelle contemplate dall’art.10 del D.P.R. 30.06.1965 n.1124, venga accertata la responsabilità del datore di lavoro, l’INAIL è tenuto a richiedere al datore di lavoro medesimo il rimborso delle spese sostenute o da sostenere per prestazioni, oneri accessori e interessi”.

Chiameremo la giovane donna, all’epoca trentenne, Erminda (per il dovuto rispetto di riservatezza). Erminda viene assunta dalla Fondazione come impiegata il 1 luglio 2009, è laureata in Relazioni Internazionali e parla tre lingue. In data 29 settembre 2012 rassegna le sue dimissioni “per giusta causa”.

Erminda era stata assunta con un contratto a tempo determinato di sei mesi, il presidente della Fondazione (il signor M.S.) le chiede se è disponibile a lavorare nell’Ufficio Segreteria e Affari Generali, la incarica di occuparsi della rassegna stampa, della redazione di relazioni, dei rapporti con i legali e con il consiglio di indirizzo della Fondazione; le assegna anche la responsabilità di curare la convocazione del consiglio di amministrazione e di redigerne il verbale. Per la rilevanza esterna dei compiti che le erano stati attribuiti, Erminda viene dotata anche di un telefono di servizio e di biglietti da visita personalizzati. Erminda accompagna il presidente in occasione delle riunioni alle quali partecipa anche fuori dalla sede della Fondazione. Viene inserita anche nella delegazione che si reca ad Abu Dhabi in occasione della rappresentazione di una Bohème, è lei che cura tutti gli aspetti organizzativi del viaggio. Erminda è proprio brava, così il presidente nel dicembre 2009 decide di trasformare il suo contratto in assunzione a tempo indeterminato. Erminda è diventata la ‘Segretaria di Presidenza’ della Fondazione Festival Pucciniano.

Tutto sembra rosa e fiori per Erminda, e per l’efficace svolgimento del lavoro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione: viceversa, inizia ad oscurarsi il cielo. Si inizia con i piccoli fastidi giornalieri. Il presidente chiede ad Erminda di occuparsi della rassegna stampa o dell’attività esterna che le delegava, o la cura di piccoli eventi in teatro nella stagione invernale, o un preliminare parere su proposte e progetti portati all’attenzione del presidente. Il direttore generale la rimprovera: lei Erminda, concede troppo tempo alle esigenze del presidente. Il direttore generale arriva a contrastare lo stesso presidente dicendogli che non ritiene Erminda “all’altezza di svolgere i compiti anche più banali” (sebbene in ogni azienda, la segreteria di presidenza dipende dal presidente, ma probabilmente non funziona così alla Fondazione Festival Pucciniano. Andiamo avanti.).

La situazione si aggrava all’inizio del 2010: quando nella nuova edizione del “Libro di Sala 2010″ della Fondazione del Festival Pucciniano, Erminda non figura più come “Segretaria di Presidenza”, ma “assistente agli Affari Generali”. Ovviamente, ad insaputa del presidente della Fondazione.

Le punzecchiature quotidiane proseguono, stando a quanto Erminda dichiara al Tribunale. Come quando si trova in ferie a Parigi e viene ‘cazziata’ dal direttore generale perché non aveva con sé il Blackberry di servizio “con la conseguenza di non aver potuto inviare una mail per conto del presidente”. Erminda precisa di essere in ferie e all’estero, ma “il direttore replicava che non gliene importava alcunché” (il direttore generale aveva ricevuto un incarico dal presidente e non aveva l’accesso al suo account email, da poter inoltrare così lui direttamente l’email del presidente?).

Novembre 2010. Arriva in Fondazione un nuovo presidente (il signor P.S.). “Appena terminata la riunione di insediamento” il direttore generale ordina ad Erminda di restituire il telefono di servizio e “di cancellare l’account mail di Presidenza e Segreteria di Presidenza, affermando che il nuovo presidente non aveva bisogno di una persona che curasse la sua segreteria” (a curare il presidente, dobbiamo dedurre, che stavolta avrebbe pensato lui personalmente senza intermediari). Erminda, laurea in Relazioni Internazionali, viene trasferita dal direttore generale al centralino: “esclusivamente a rispondere al telefono e smistare le comunicazioni ai vari colleghi”; alla sua postazione “fu posizionato un citofono”. Il direttore generale “in questa situazione alternava momenti di rabbia e di ambigua amicizia prendendosi confidenze che non si era mai preso prima. Tali comportamenti scossero” Erminda, “la quale sommava uno stato d’animo di vergogna unito ad una certa sensazione di paura” dice al Giudice del Tribunale di Lucca.

Erminda “un giorno fu chiamata in ufficio dal direttore generale per dettarle una lettera avente ad oggetto ipotesi di tagli dei contributi da parte degli enti della Fondazione”. “In quella occasione il direttore si avvicina a” Erminda “affermando che era troppo tesa e che lui non le avrebbe fatto niente che lei non volesse; al che” Erminda “uscì velocemente dalla stanza del direttore”. Nei giorni seguenti – dice Erminda nel suo ricorso in Tribunale – la responsabile degli Affari Generali le fa una confidenza: “chiese se il direttore avesse mai tentato approcci con lei, facendo riferimento ad una dipendente che aveva lavorato in quell’ufficio e che poi si era dimessa”. Intanto, il direttore prosegue con le critiche all’operato di Erminda, “altre volte la convocava immediatamente e poi quando si presentava le comunicava che non gli serviva più”; non sei attenta al tuo lavoro: le grida ripetutamente, sono sempre io a doverti ricordare le cose da fare.

Erminda, sicuramente di carattere non è una roccia, ma non è un requisito indispensabile per una impiegata. Erminda inizia ad accusare “disagi sempre più fastidiosi, episodi di tachicardia, con problemi di sudorazione mai accusati precedentemente”.

Continuo a trascrivere ciò che giace al Tribunale di Lucca da dieci anni. “Fu così che su ordine del direttore fu consegnato a” Erminda “un deodorante con invito ad usarlo: il direttore le disse che era un peccato che una “bambina così bella” avesse questi problemi”. Alcuni giorno dopo, durante una riunione con tutti gli impiegati, suona il campanello e il “direttore contesta a” Erminda “di non essersi alzata immediatamente per andare ad aprire la porta, che tale comportamento non doveva ripetersi spiegando il modo in cui” Erminda “avrebbe dovuto comportarsi: … muovere le gambette e correre incontro alle persone come una brava geisha…”. “Più volte in quei mesi il direttore generale si affaccia nella stanza” di Erminda “per fare una battuta volgare tipo: Erminda “domani mi raccomando minigonna e sorrisino perché arriva il direttore della banca che deve darci un mutuo…”.

Dicembre 2011. Erminda non sta bene, soffre di insonnia e di incubi ricorrenti, poi subentra una forte colite spastica. Al rientro dalle vacanze è costretta a tornare a casa. Il medico le prescrive prima 15 giorni di riposo poi prorogati, “per l’insorgenza di una sindrome ansiosa retroattiva”. Erminda rimane assente dal lavoro per quattro mesi. Rientra alla Fondazione Festival Pucciniano il 2 maggio 2012. Il suo posto è di nuovo a rispondere al telefono e ad accogliere le persone. “Non devi preoccuparti di non essere importante” le viene detto: “perché sarebbe stata “l’interfaccia della Fondazione”. Alla riunioni periodiche di tutti i dipendenti, Erminda dice di non venire mai invitata.

Giugno 2012. Vigilia dell’arrivo del nuovo presidente (il signor G.F.). “Il direttore si affacciò nella stanza di” Erminda “e della sua collega affermando testualmente: “lunedì dovete mettervi minigonna e calze a rete e scollatura, arriva il nuovo presidente…”.

La storia di Erminda – laureata in Relazioni Internazionali – finisce con un cagnolino al guinzaglio nel Parco della Musica, che si trova tra il Gran Teatro e il Lago, sotto gli occhi dei colleghi che la deridevano: “… e la sera mentre io sono all’opera mi tieni il cagnolino tanto ti diverti, è un onore per te stare con il mio cane”. E poi, il presidente, salutandola: “Ci penso io a rimetterti a posto l’intestino” (Erminda rimane “sorpresa dalla conoscenza da parte del presidente appena arrivato, della sua patologia”).

Il Giudice del Tribunale di Lucca avrà sicuramente letto, le conclusioni (le righe e tra le righe): “Le ripetute affermazioni circa la necessaria “disponibilità” della ricorrente ad accogliere direttori di banca o il nuovo presidente con atteggiamenti ed abbigliamenti particolari dimostrano sia l’intento vessatorio sia la ridotta e ingiustificata considerazione della personalità della ricorrente anche come donna”.

La Fondazione accettò le dimissioni di Erminda presentate il 29 settembre 2012: “respingendone i motivi addotti” e trattenendo “nell’ultima busta paga l’indennità di mancato preavviso pario ad €. 2.293,64”.

Erminda è irrintracciabile. Mi auguro che la sua invalidità per motivi di lavoro certificata dall’INAIL sia migliorata in questi anni. Rumors riferiscono che ripetutamente sia stata contattata per giungere ad una transazione della causa dietro un compenso in denaro, che Erminda avrebbe sempre rifiutato: si tratta, ovviamente, di rumors, per cui come tali vanno letti.

Rimanendo ai fatti. Come si evince dalla pagina degli incarichi dati a “Consulenti e Collaboratori” – Amministrazione Trasparente del sito web ufficiale della Fondazione Festival Pucciniano, risulta che in data 30 gennaio 2020 il direttore generale – parte in causa – su procura della presidente della Fondazione Festival Pucciniano Maria Laura Simonetti ha rinnovato l’incarico del legale per la causa di Erminda. Nei bilanci della Fondazione dal 2013 ad oggi non c’è traccia di questa causa dinanzi al Tribunale di Lucca. La causa di Erminda è contro la Fondazione Festival Pucciniano per ipotesi di reato riguardanti il direttore generale: ma non risulta che il consiglio di amministrazione e i presidenti che si sono succeduti dal 2012 abbiano mai notificato al direttore generale nessuna comunicazione (obbligatoria in qualsiasi azienda, e tanto più per una Fondazione pubblica) di preventiva pretesa di risarcimento danni in pendenza di una causa civile dinanzi al Tribunale di Lucca subordinata all’esito del procedimento giudiziario.


La versione dei fatti

La versione dei fatti pubblicata corrisponde al contenuto di parte della ricorrente contro la Fondazione Festival Pucciniano. Toscana. Toscana Today, come nel proprio stile, rimane a disposizione per dare conto pubblicamente della versione dei fatti della Fondazione Festival Pucciniano e di quanti direttamente interessati alla vicenda.

(foto: fonte licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/887452 )