Gianfranco Pappalardo Fiumara

PUCCINIANO – La verità mai detta sull’AIDA annullata

INCHIESTA FESTIVAL PUCCINIANO 2 – Intervista esclusiva al Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara: “Il vero motivo fu che Veronesi mi chiese”.

Questo è il secondo articolo di una inchiesta sulle cause legali della Fondazione Festival Pucciniano che pubblichiamo oggi.

Primo articolo pubblicato: Intervista all’avv. Sergio Spina di “Mythos Opera Festival”: l’Aida scomparsa nel 2019 al Festival Puccini


Maestro Pappalardo Fiumara, la sua biografia di pianista e di docente è lunga più di quindici pagine tra concerti, riconoscimenti e pubblicazioni, a livello internazionale. Sa dove l’ho letta?

Dove?

In allegato al contratto di consulente della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago. Buffo vero?

Tragico, direi.

Oltre ad essere un buon amico del Maestro Alberto Veronesi, lei è stato anche consulente della Fondazione Festival Pucciniano. Fu deliberato, precisamente, dal consiglio di amministrazione della Fondazione il 3 marzo 2019.

Sì, con mia grande riconoscenza per l’attestazione di stima. Ma la stima a Torre del Lago è durato lo spazio di un mattino: l’8 giugno 2019 appresi solo dalla stampa di essere stato sospeso, e poi licenziato.

Il presidente Alberto Veronesi dichiarò l’8 giugno su Il Tirreno: “Sono amareggiato per la notizia che riguarda un consulente per i rapporti con il Mibac della Fondazione Festival Pucciniano, che, come riportato dalla stampa siciliana, avrebbe in questo momento gravi problemi con la giustizia. Di comune accordo con il cda, e per mia diretta iniziativa, il professionista viene immediatamente sospeso dalla carica. Riponiamo nella magistratura la massima fiducia ed esprimiamo il più vivo auspicio che egli possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestatigli”.

Peccato che l’auspicio di Veronesi si sia volatilizzato quando sono stato riconosciuto, di lì a poco tempo dopo, innocente da ogni accusa. Che riguardava, comunque, esclusivamente la mia sfera privata.

Cosa c’era scritto nella lettera di sospensione della Fondazione del suo incarico professionale?

Io non ho mai ricevuto nessuna lettera di sospensione del mio incarico. L’appresi solo leggendo i giornali.

Come amici, non male direi?

Guardi, capisco che lei voglia un po’ provocarmi, per cui è meglio chiarire subito: noi siciliani siamo gente generosa e ospitale per natura, Veronesi a più riprese mi chiese di poter dirigere in Sicilia perché era una realtà che a lui interessava molto professionalmente. Come Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” lo invitammo a dirigere per il Mythos Opera Festival, abbiamo naturalmente pagato le sue prestazioni, ci sono i manifesti a dimostrarlo.

Un amico, quindi. Mi sono espresso bene.

Vedo che lei insiste. Allora le faccio io alcune domande. Lei considera un amico una persona, per altro dovrei dire un collega come professionista, che la sospende da un incarico senza neppure una telefonata ed una comunicazione formale e che una volta attestato dalla Giustizia essere estraneo ad ogni accusa non viene reinserito nel suo incarico e non le viene neppure corrisposto il compenso stabilito nel contratto? Dopo avere dichiarato sui giornali il “più vivo auspicio che egli possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestatigli”. E questo, dopo che Gianfranco Pappalardo Fiumara e l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” che io ho fondato e della quale mi onoro di fare parte, gli aveva aperto le proprie porte senza chiedere niente in cambio?

Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Bene, allora proseguo. Lei sai che speculando sulla mia triste passata vicenda giudiziaria, il presidente Alberto Veronesi e il direttore generale Franco Moretti risolsero unilateralmente la convenzione con l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” annullando l’Aida prevista per il 2 agosto 2019. Perché Pappalardo era stato costretto agli arresti domiciliari. Come se potesse ricadere sulla responsabilità dell’Associazione. Ha un’idea del danno economico e di immagine che questo ha provocato all’Associazione? compreso le penali che dovemmo sostenere. Ovviamente, non posso immaginare che la Fondazione Festival Pucciniano sia gestita da due sole persone, per cui ogni decisione sarà avvenuta da parte del consiglio di amministrazione.

Insisto nella mia facoltà di non rispondere. Lei, comunque, fu nominato consulente della Fondazione.

Avevo partecipato al bando pubblico emesso dalla Fondazione Festival Pucciniano il 28 marzo 2018 per l’incarico di direttore artistico…

Responsabile del procedimento del bando era il direttore generale Franco Moretti.

Si, il bando pubblico che poi venne revocato dalla Fondazione il 30 gennaio 2019 senza alcuna motivazione.

Le mostro l’originale della comunicazione che fu pubblicato sul sito web istituzionale della Fondazione.

L’effetto di quella revoca fu nei fatti far diventare Veronesi contemporaneamente presidente e direttore artistico della Fondazione Festival Pucciniano. Mai vista in nessun Teatro al mondo un’unica persona che somma due cariche del genere essendo al tempo stesso anche direttore d’orchestra in attività. Venni poi a sapere. come se già questo fosse poco, che la Fondazione aveva anche nominato l’agente personale di direttore d’orchestra di Alberto Veronesi, presidente della Fondazione, la signora Olivera Mercurio Tasic, come consulente musicale della Fondazione.

Confermo, questo è quanto risulta tutt’ora nella pagina dei collaboratori nel sito web ufficiale della Fondazione Festival Pucciniano.

Dissi chiaramente a Veronesi che avrei fatto intervenire il mio legale per verificare la correttezza del bando pubblico, ricordo anche che inviai una pec per chiedere le motivazioni della revoca, alla quale non ebbi mai risposta. Fu questo, forse, che spinse Veronesi e il consiglio di amministrazione a propormi l’incarico di consulente: considerando anche, che c’era già stato quell’incontro che avevo organizzato con il Ministro Alberto Bonisoli.

Io accettai l’incarico. Che si trattasse di un atto riparatore o meno della vicenda del bando per direttore artistico al quale avevo partecipato e poi revocato, e che io intendevo contestare possedendo tutti i titoli per essere valutato e scelto, non c’era motivo per cui non avrei dovuto accettare: il contenuto dell’incarico era decisamente interessante sul piano professionale e musicale. Ma le ripeto: non fui io a chiedere l’incarico di consulente della Fondazione.

Le faccio notare che dal sito web della Fondazione il suo contratto è ancora ben visibile come incarico esistente.

Ed io tengo a precisare che ad oggi non ho mai ricevuto un solo euro di compenso dalla Fondazione per quell’incarico e per il lavoro che ho svolto. E che dalla notizia della mia sospensione ricevuta solo leggendo i giornali, non ho più ricevuto dalla Fondazione segni di vita per il mio incarico, né da Veronesi né da Moretti. Ne discuteremo in Tribunale, ovviamente. Ma non è che la Legge sana gli aspetti morali e umani del comportamento delle persone. Le faccio un esempio: io sono un docente universitario, alla notizia della passata vicenda giudiziaria sono stato sospeso, come giusto: ma appena risolta la ferita, che ancora tale rimane per me, sono stato subito riassunto nella mia attività universitaria. Così come ho ripreso, anche se con fatica, la mia attività di musicista, sono andato a New York, sono stato insignito di un importante premio internazionale, ho avuto un incarico al Teatro Argentina per l’organizzazione di una stagione lirico-sinfonica…

Sì, ho letto che nel novembre 2019 lei fu insignito del “Premio Internazionale Maria Callas” alla Columbia University di New York.

Una bella soddisfazione, un premio del quale sono ovviamente molto onorato. Probabilmente a New York seguono criteri diversi nel giudicare la musica e i musicisti rispetto alla Fondazione Festival Pucciniano.

Il suo incarico e quello della signora Olivera Mercurio Tasic venne deliberato dal consiglio di amministrazione nella stessa seduta. In cosa consistesse la “consulenza musicale” non si capisce esattamente, nel suo caso invece l’incarico di consulente era per rilanciare con il Mibact il Festival Puccini. Può spiegarmi cosa significasse?

Avevo organizzato un incontro per portare Puccini in Sicilia, nella terra dei Teatri di Pietra, alla presenza del ministro della Cultura Alberto Bonisoli con il presidente della Fondazione Festival Pucciniano Alberto Veronesi e il direttore generale Franco Moretti. Io ero presente. Siamo nel febbraio 2019. Poi ci ricevette anche l’allora segretario generale del Mibact, il dottor Giovanni Panebianco, siciliano come me. Parlammo di molte cose, ma soprattutto furono delineate tre cose importanti: le celebrazioni pucciniane; un finanziamento del Ministero alla Fondazione Festival Pucciniano per acquistare il Teatro di Torre del Lago chiudendo così il mutuo esistente e per completare il Parco della Musica; infine, la richiesta al Ministro di inserire un componente da esso nominato nel comitato per le celebrazioni pucciniane per il 2024, centenario della nascita di Giacomo Puccini, come accade in altri Festival.

Il mio incarico, quindi, oltre che fondato sul curriculum professionale che lei ha ricordato, aveva un contenuto preciso e importante. Perché sia stato deliberato lo stesso giorno dell’incarico alla signora Mercurio Tasic naturalmente non lo so, in quella coincidenza non ebbi naturalmente alcuna parte: dell’incarico alla Signora Mercurio Tasic venni a conoscenza tempo dopo.

Sulla base di quell’incontro al Ministero, mi fu proposto da Veronesi l’incarico di consulente per portare avanti il progetto del quale avevamo discusso con il Ministro Alberto Bonisoli, ed io iniziai subito a lavorare.

Capisco, ma quella riunione spuntò fuori così, per caso?

Veronesi nel dicembre 2018 era stato invitato dal Mythos Opera Festival a dirigere due concerti di Natale, ad Agrigento e a Catania. Pagato per la sua prestazione, ovviamente. Ma aveva già diretto anche in agosto per Mythos, al Cortile Platamone di Catania: tra i cantanti, per altro, c’era anche la signora Olivera Mercurio Tasic, che Veronesi mi chiese di far scritturare dall’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” che organizzava il concerto. Fu in quella circostanza natalizia, che Veronesi mi parlò della necessità che aveva la Fondazione Festival Pucciniano di aprire una relazione più solida con il Ministero della Cultura in previsione del centenario pucciniano. Io gli avevo detto del nostro interesse a portare Puccini in Sicilia.

Amici non riconoscenti, posso dire così? Oppure, spaventati di venire coinvolti, come immagine, nella sua vicenda giudiziaria?

Gli amici si definiscono tali non solo quando c’è da mettersi a tavola apparecchiata. E il comportamento del presidente Veronesi, del direttore Moretti e della Fondazione Festival Pucciniano non ha niente di onorevole per come si sono dimostrati nei confronti di un professionista come me riconosciuto a livello internazionale, e per tutti i colleghi dell’Associazione “Sicilia, Arte e Cultura”, e del Mythos Opera Festival ad iniziare dal suo direttore artistico Nino Strano.

Veniamo all’Aida annullata.

Veronesi sapeva che Mythos Opera Festival avrebbe presentato nel cartellone estivo 2019 una produzione di Aida di Giuseppe Verdi. Non è vero che i nostri incontri per discutere una trasferta a Torre del Lago dell’Aida siciliana, per capirci, avvennero nel marzo 2019. Veronesi era entusiasta di portare Aida al Festival Pucciniano, l’aveva già annunciata pubblicamente a novembre del 2018 all’interno del cartellone 2019. Non fui io né gli amici del Mythos Opera Festival a chiedere di portare Aida a Torre del Lago, fu Veronesi a proporlo. Anche se la proposta per noi era sicuramente interessante per molti motivi.

Nel marzo, o nella primavera 2019, quindi, i vostri incontri furono per concludere l’operazione?

Nel mese di aprile 2019 Veronesi, con una serie di messaggi e di incontri che avemmo a Roma, mi chiese di concretizzare questa idea, considerando appunto che noi avevamo programmato una nostra Aida per la Sicilia con la regia di Attilio Colonnello. Per rappresentare Aida a Torre del Lago, ai cui costi avremmo provveduto noi, mi chiese 50.000 euro. Io risposi che non ci rientravamo, e aggiunsi: però, dovrei avere una serie di sponsorizzazioni; se così fosse, fare una eventuale replica spostando orchestra e coro, facendo due calcoli, forse l’Associazione potrebbe anche rientrarci. Nei giorni successivi, sul presupposto degli sponsor, arrivai a calcolare circa 62.000 di costi, escludendo le spese di servizio che avrebbe dovuto sostenere la Fondazione, tecnici, macchinisti…

65° Festival Puccini

E poi cosa accade?

Iniziai a ricevere tutta una serie di messaggi in francese da Veronesi, io mi trovavo in Olanda.

In francese?

In francese. Mi disse che era a Parigi. Cosa vuole che le dica! Mi scrisse che potevamo fare a ‘sbigliettamento’: man mano che la biglietteria della Fondazione Festival Pucciniano vendeva i biglietti, avrebbe girato gli incassi a Mythos Opera Festival. Alla mia domanda su cosa avrebbe comportato concretamente, Veronesi mi rispose che a suo giudizio avremmo potuto realizzare intorno a 120-150.000 euro di incassi, e aggiunse: noi ti garantiamo comunque un minimo garantito di circa 90.000 euro. Gli risposi che a questo punto poteva andare bene.

Non mi pare che la convenzione che poi avete firmato dica questo.

Aspetti un attimo. Veronesi, in francese e in italiano, mi scrisse: però, vorrei che le rappresentazioni di Aida che dirigerò io in Sicilia…

La interrompo, Maestro. Riformulo quello che lei ha appena detto e lei mi risponda se ho capito bene. La Fondazione Festival Pucciniano avrebbe co-organizzato a Torre del Lago con l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” un’Aida prodotta dal Mythos Opera Festival e le rappresentazioni di Aida nel cartellone in Sicilia sarebbero state dirette dal suo presidente Alberto Veronesi. E’ così.

E’ così.

E il presidente Alberto Veronesi, che rappresentava la Fondazione Festival Pucciniano e trattava per essa, considerava parte dell’accordo con la Fondazione che fosse lui a dirigere in Sicilia. Ho capito bene?

Esattamente.

E avrebbe diretto a pagamento? Le sue direzioni d’orchestra dell’Aida voi le avreste dovute pagare?

Ovviamente. Ma non solo, Veronesi mi chiese di dirigere, ma anche con un cachet maggiore in base ad una eventuale percentuale in più rispetto a quanto saremmo andati a concordare. In sostanza, la richiesta fu di un cachet di 10.000 euro a recita. Per le precedenti direzioni d’orchestra che l’Associazione gli aveva affidato, il cachet era stato di 3.000-4.000 euro.

E lei cosa rispose?

Tergiversai un po’. Gli dissi che era da vedersi, e che avrei dovuto parlarne con gli altri dell’Associazione, il ‘comitato organizzatore’ come lo chiamavamo tra di noi. Tutto sommato, a noi conveniva l’operazione a Torre del Lago, avendo l’allestimento di Aida già pronto.

Mi assumo la responsabilità di quanto le sto dicendo, e comunque ho anche testimoni. Sì, Veronesi voleva dirigere in Sicilia ed avere dei cachet più meritori.

Questo significa che Mythos avrebbe concluso un accordo con il Maestro Alberto Veronesi come presidente della Fondazione per la Fondazione Festival Pucciniano, e contemporaneamente un contratto privato con lui come direttore d’orchestra?

E come, altrimenti?

E l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” inserì Alberto Veronesi come direttore d’orchestra nel vostro cartellone estivo e nel materiale pubblicitario del Mithos Opera Festival.

E’ vero. Lo ammetto. Per noi portare la nostra Aida a Torre del Lago poteva significare molto sia in termini di immagine per Mythos Opera Festival, che in termini economici per la tenuta del nostro bilancio. Il fatto che Veronesi dimostrasse di mescolare il suo ruolo di presidente della Fondazione Festival Pucciniano con i propri interessi personali, obbiettivamente se non rappresentava un problema per il consiglio di amministrazione della Fondazione, o del suo direttore generale, o del Comune di Viareggio che della Fondazione è socio, obbiettivamente dovevamo considerarlo noi un problema nostro?

Continuo nella facoltà di non rispondere. Per il cachet maggiorato, però…

Dirigere Aida in Sicilia poteva passare, ma quei 10.000 euro a recita…

Per cui avete prima risposto di sì, e poi una volta firmata la convenzione con la Fondazione Festival Pucciniano avete detto di no?

Adesso sono io che mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Mi limito solo a ricordarle che improvvisamente, convenzione firmata e in esecuzione, la Fondazione Festival Pucciniano risolse unilateralmente il contratto con l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” annullando Aida a Torre del Lago già in cartellone per il 2 agosto 2019; e che il professor Gianfranco Pappalardo Fiumara dopo essere stato sospeso dall’incarico di consulente ricevuto dalla Fondazione, non venne più fatto lavorare né pagato per il compenso stabilito, nonostante il contratto di incarico sia ancora regolarmente firmato e che il direttore generale della Fondazione Festival Pucciniano non mi abbia mai notificato né la revoca del contratto né la delibera del consiglio di amministrazione della Fondazione di revoca dell’incarico deliberato il 3 marzo 2019.

La ringrazio Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara per la sua disponibilità.


Toscana Today rimane, come nel suo stile, a disposizione per dare conto dell’opinione e della diversa versione dei fatti a quanti interessati dal contenuto di questa intervista.