INCHIESTA FESTIVAL PUCCINIANO 1 – Intervista all’avv. Sergio Spina. Perché nel 2019 la Fondazione annullò il contratto per Aida.
Questo è il primo articolo di una inchiesta sulle cause legali della Fondazione Festival Pucciniano che pubblichiamo oggi.
L’avvocato Sergio Spina, civilista dal 1996 e cassazionista dal 2008, è il legale dell’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” che organizza il Mythos Opera Festival. L’associazione ha come direttore artistico Nino Strano: già giovane assessore al Turismo della Regione Sicilia: è stato aiuto regista di Mauro Bolognini in Metello e in Un bellissimo novembre, con Franco Zeffirelli nel film Storia di una capinera, e nella Lirica – tra le varie opere – aiuto regista per la Bohème al Teatro Massimo di Palermo. L’altro nome di spicco dell’associazione culturale è il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara: pianista e cembalista, ha debuttato alla Carnegie Hall di New York con le Variazioni Goldberg di Bach, ha inciso per la DECCA e Classic Voice, conta oltre 1.500 recital in tutto il mondo, ed è titolare di Cattedra al Conservatorio di Palermo. L’avvocato Spina è un esperto di contrattualistica e di arbitrati, accreditato alla Corte Arbitrale Europea, si occupa di pubblica amministrazione – esperto in materie giuridiche dell’Ufficio Regionale per l’Espletamento Gare d’Appalto (UREGA) – ha rivestito le cariche di consigliere-tesoriere e presidente presso l’Associazione Forense nella sezione di Catania ed è attualmente il delegato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania.
Avvocato Spina, proviamo a riepilogare cosa è accaduto tra Mythos Opera Festival e Fondazione Festival Pucciniano?
Nel maggio 2019 venne firmata una convenzione con la quale la Fondazione Festival Pucciniano concedeva il Gran Teatro di Torre del Lago in uso al Mythos Opera Festival per rappresentare, il 2 agosto 2019, Aida di Giuseppe Verdi, pagando un affitto di 13.750,00 euro, e il tutto a proprie integrali spese. La Fondazione Festival Pucciniano pretese a garanzia anche il rilascio di una polizza fideiussoria “all risk”, da escutere anche nel caso in cui l’evento non si fosse svolto. Dico, a margine, che l’affitto del Gran Teatro di Torre del Lago era comunque garantito per il fatto che la biglietteria era nelle mani della Fondazione Festival Pucciniano. Il 17 giugno 2019 e poi il 24 giugno 2019, con due pec la Fondazione Festival Pucciniano comunicò a Mythos Opera Festival il recesso e la risoluzione della convenzione stipulata, sebbene ormai l’organizzazione dell’Opera Aida fosse già ad uno stadio avanzato. I manifesti erano già in giro.

Mi pare di ricordare che la Fondazione, per voce del suo presidente Alberto Veronesi, dichiarò pubblicamente che l’annullamento era dovuto alla vostra inadempienza contrattuale.
E’ semplicemente falso. E’ tutto documentabile. La verità è che l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura”, organizzatrice del Mythos Opera Festival, fu vittima di una serie di eventi incresciosi di per sé, e tanto più gravi perché realizzati da un ente di fatto pubblico avendo come unico socio il Comune di Viareggio e vivendo con i contributi pubblici.
Partiamo dall’inizio. Cito testualmente, sono parole della Fondazione Festival Pucciniano: “Nella primavera del 2019 (marzo 2019), il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara contattò la Fondazione Festival Pucciniano” e propose di concedere in uso il Gran Teatro di Torre del Lago per rappresentare Aida di Giuseppe Verdi.
Falso anche questo. Il Maestro Pappalardo Fiumara si incontrò con il presidente della Fondazione Alberto Veronesi e con il direttore generale Franco Moretti nella primavera del 2019, ma il presidente Veronesi aveva annunciato Aida al Gran Teatro di Torre del Lago già il 23 novembre 2018. Evidentemente, l’idea di Aida era stata discussa molto tempo prima.
Cosa prevedeva la convenzione?
Si trattava dell’affitto del Gran Teatro di Torre del Lago per organizzare l’opera lirica Aida di Giuseppe Verdi, produzione del Mythos Opera Festival, a cura e spese integralmente a carico dell’Associazione “Sicilia, Arte e Cultura”. La disponibilità della struttura veniva concessa per i giorni 30 e 31 luglio utili al montaggio, 1 agosto per le prove, e 2 agosto per la recita e lo smontaggio a seguire. La Fondazione Festival Pucciniano avrebbe inserito l’Opera Aida nella programmazione del 65° Festival Puccini come evento organizzato da terzi. Si trattava di un’offerta in più per il pubblico del Pucciniano, un valore aggiunto che alla Fondazione Festival Pucciniano non sarebbe costato un euro. La convenzione, ovviamente, venne concordata con il presidente Alberto Veronesi e il direttore generale Franco Moretti.
Perché la Fondazione risolse la vostra convenzione?
Le consegno la pec del 17 giugno 2019 che la Fondazione Festival Pucciniano scrisse a Mythos Opera Festival. Le leggo solo la motivazione:

Le confesso che leggere a firma di una Fondazione che comunica la rescissione da un contratto perché “esterrefatta” è sinceramente, e giuridicamente, grottesco. Comunque sia, la riprova che alla Fondazione Festival Pucciniano avevano in animo di eliminare l’Opera Aida nonostante fosse stata firmata una convenzione, si spiega molto semplicemente. Il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara era incorso in un incidente giudiziario riguardante la sua sfera privata, e dico incidente giudiziario perché poi da lì a breve venne completamente scagionato dalle accuse ipotizzate a suo carico. E’ palese, quando mai il venire meno di una persona, e per motivi personali, in una società o associazione blocca l’attività di quella società o associazione? Se invece di essere incorso in un incidente giudiziario riguardante la sua sfera privata, il Maestro Pappalardo Fiumara si fosse fratturato gli arti inferiori e superiori sulla neve, che faceva la Fondazione Festival Pucciniano? Risolveva il contratto per le condizioni di impossibilità del Maestro? Tanto più, che era stato sì il Maestro Pappalardo Fiumara ad intrattenere i rapporti con la Fondazione: ma qualcuno potrebbe affermare, con cognizione di intelligenza, che la complessa organizzazione di un’opera come Aida potesse essere frutto del solo lavoro di Pappalardo Fiumara? Si fosse trattato di una prestazione professionale privata, al limite… Ma ad organizzare Aida era un’associazione e non una sola persona.
La Fondazione Festival Pucciniano vi contestò anche la mancata produzione di documenti.
Dimostri la Fondazione che non abbiamo adempiuto alla consegna dei documenti richiesti, che avevano una natura tale per cui in loro difetto sarebbe scattata la clausola di risoluzione della convenzione.
E la polizza fideiussoria che la Fondazione avrebbe lamentato di non avere ricevuto?
E’ falso, al punto che la Fondazione Festival Pucciniano ha addirittura escusso la Polizza della Reale Mutua Assicurazioni, una polizza “all risk”, invocando la mancata esecuzione dell’Opera Aida per responsabilità dell’Associazione “Sicilia, Arte e Cultura”. Se non l’avessimo prodotta, come avrebbe fatto la Fondazione ad escuterla? Come vede, tutti motivi pretestuosi con il solo scopo di impedire la rappresentazione di Aida e forse per incassare la polizza assicurativa. La polizza assicurativa recava la data del 7 maggio 2019. Disse la Fondazione che la fotocopia era illeggibile, scura: può essere che la fotocopia fosse venuta male o l’invio del file, ma se così era cosa ci voleva a chiedere di inviarla di nuovo? Il Mythos Opera Festival fornì tutte le informazioni relative ai contratti degli artisti, scenografie, montaggio delle scene… Infine, tra le contestazioni della Fondazione Festival Pucciniano, la macroscopica arrampicata sugli specchi del falsus procurator.
Cosa significa “del falsus procurator”?
Falsus procurator, spiegato con semplicità, è il caso di un soggetto che firma un contratto a nome di un ente o associazione senza avere alcun titolo. Nel caso che ci occupa, a firmare la convenzione con la Fondazione Festival Pucciniano, per l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura, il Mythos Opera Festival, era stato il presidente facente funzioni durante il periodo di assenza del presidente. Alla contestazione della Fondazione Festival Pucciniano, l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura”, il Mythos Opera Festival, rispose spiegando, ma soprattutto aggiunse formalmente che riconosceva la validità della firma, e quindi della convenzione e degli obblighi assunti. La convenzione, dunque, era valida producendo tutti i suoi effetti giuridici. Quando si presenta una situazione di falsus procurator di norma è l’ente che è stato obbligato dalla persona senza titolo a lamentarsi, mentre in questo caso, invece, l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” ha confermato tutto.
Dunque, un’associazione che diventa “non operativa” per il venire meno nell’attività di una persona, il Maestro Pappalardo Fiumara. Una polizza assicurativa contestata, ma che viene incassata. E una firma difforme seppure confermata, che determina la caduta “esterrefatta” della buona fede e della fiducia nell’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura”. Le chiedo, avvocato: ma alla Fondazione Festival Pucciniano conoscevano questa associazione ed il Mythos Opera Festival, oppure solo il Maestro Pappalardo Fiumara?
Alberto Veronesi aveva diretto un concerto per il Mythos Opera Festival a Catania il 12 agosto 2018.

Alberto Veronesi, sempre per il Mythos Opera Festival, aveva diretto altri due concerti nel dicembre 2018 a Catania e ad Agrigento.

Il presidente della Fondazione Festival Pucciniano Alberto Veronesi e il suo direttore generale Franco Moretti conoscevano bene l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” e il Mythos Opera Festival. Tant’è che dopo l’incidente del Maestro Pappalardo Fiumara, il direttore artistico del Mythos, Nino Strano, si recò personalmente a Torre del Lago da Veronesi e Moretti. Quindi, il falsus procurator significa alterare la realtà dei fatti creando un danno sia alla parte che si rappresenta, sia alla parte che in fiducia sottoscrive. Poiché il procuratore non era assolutamente falso, stranamente l’unica danneggiata è stata l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” e il Mythos Opera Festival. Come se Veronesi e Moretti non sapessero chi fossero l’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” e il Mythos Opera Festival.
Vuole un’altra dimostrazione? Il 3 marzo 2019 il consiglio di amministrazione della Fondazione Festival Pucciniano nominò il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara (ideatore e fondatore del Mythos Opera Festival) consulente della Fondazione, per i suoi meriti professionali riconosciuti a livello internazionale, con più di 15 pagine di curriculum allegate. Il 29 maggio 2019, neppure un mese prima della risoluzione unilaterale della convenzione, e quindi dell’annullamento della rappresentazione dell’Opera Aida a Torre del Lago, il presidente della Fondazione Festival Pucciniano Alberto Veronesi partecipò al Palazzo delle Aquile a Palermo, alla conferenza stampa di presentazione del cartellone estivo 2019 del Teatro di Verdura, organizzata dall’Assessorato alle Culture del Comune di Palermo. La presentazione comprendeva anche gli eventi del Mythos Opera Festival. Presenti in conferenza stampa il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone, e per il Mythos Opera Festival il direttore artistico Nino Strano, il sovrintendente Gianfranco Pappalardo Fiumara, ed il direttore d’orchestra Alberto Veronesi.
E allora, il motivo della decisione della Fondazione Festival Pucciniano di annullare Aida?
La convenzione e l’incidente giudiziario del Maestro Gianfranco Pappalado Fiumara, come le ho dimostrato, sono stati usati ad arte per un solo scopo, dopo la firma del contratto perfettamente valido: escutere la polizza assicurativa e creare un danno all’Associazione Culturale “Sicilia, Arte e Cultura” e al Mythos Opera Festival: un pessimo comportamento che ha procurato danni economici, oltre che d’immagine, al Mythos Opera Festival e per l’associazione che contava ovviamente anche sugli incassi dell’Aida di Torre del Lago per l’equilibrio del bilancio della stagione estiva 2019. La motivazione più concreta, gliela dirà il Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara, mi ha riferito che ha deciso di raccontare come andarono effettivamente le cose e che ha già concordato con lei un’intervista.
Grazie per l’intervista, avvocato Sergio Spina.
In quel 65° Festival Puccini si incrociarono alcune coincidenze strane nel giro di poche settimane. Il concerto di Katia Ricciarelli annunciato con clamore non si fa e neppure viene rinviato ad altra data; l’Opera Aida organizzata con il Mythos Opera Festival salta; e salta pure Alberto Veronesi da presidente della Fondazione Festival Pucciniano. Ma c’è anche una quarta coincidenza: proprio nello stesso periodo, si tiene a Firenze, in Regione Toscana, una riunione alquanto burrascosa del Partito Democratico sulla gestione della Fondazione Festival Pucciniano, nessuno ne ha mai parlato pubblicamente; fatto sta, che poi arrivarono le dimissioni da presidente di Alberto Veronesi (rimaste un giallo pubblicamente per diversi giorni) e contestualmente alle sue dimissioni – date spontaneamente o imposte dal Partito Protettore? – la sua nomina a direttore musicale per tre anni retribuita con un compenso di 70.200 euro all’anno. Cosa accadde precisamente in quella riunione segreta di maggiorenti del Partito Democratico con l’assessore regionale alla Cultura della Regione Toscana?
Toscana Today, come nel suo stile, rimane a disposizione di quanti interessati direttamente per dare conto delle loro opinioni o di una versione diversa dai contenuti del presente articolo.
Aldo Belli giornalista.
