Pucciniano sotto attacco 2/ In Italia: Ariacs e Assolirica

Le due grandi associazioni italiane della Lirica denunciano: è necessario chiamare artisti provenienti da una accademia di Amburgo?

Il 26 marzo Ariacs (Associazione dei Rappresentanti Italiani di Artisti di Concerti e Spettacoli ) e Assolirica (l’associazione di categoria che riunisce i liberi professionisti della lirica in Italia) avevano inviato una lettera di denuncia sulla gestione del Festival Puccini di Torre del Lago (indirizzata al direttore generale Franco Moretti e al direttore artistico del Festival Pucciniano Giorgio Battistelli, al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo Antonio Parente, ai presidenti della VII Commissione del Senato Sen. Riccardo Nencini e della VII Commissione della Camera dei Deputati Vittoria Casa). Adesso siamo al bis, in risposta alla Fondazione Festival Pucciniano definita infondata e risibile (per i lettori: non siamo in grado di pubblicare la lettera della Fondazione poiché Toscana Today è cancellata nella mailing list della Fondazione e del Comune di Viareggio, anche se il servizio è pagato con denaro pubblico, probabilmente noi non rientriamo tra i giornalisti compiacenti).

La lettera di Ariacs e Assolirica

Gentilissimi,
In merito alla missiva a Voi recapitata dalla Direzione del Festival pucciniano, teniamo anzitutto a fare alcune precisazioni sottolineando l’infondatezza e la risibilità delle argomentazioni addotte.

1 – La nostra rivendicazione non è certo di carattere numerico, ma semmai di carattere tecnico-artistico. Riteniamo sinceramente inconcepibile che per ruoli di cui il mercato italiano è fortemente rappresentativo – e con interpreti di altissimo livello presenti sia sul mercato nazionale che internazionale – come Mimì, Musetta, Marcello o Tosca si sia ricorso ad artisti NON DI CHIARA FAMA e di nazionalità non italiana ed extracomunitari.

2 – Per quanto poi riguarda specificatamente le “giustificazioni” addotte la domanda che sorge è: non ci sono in Italia dei Marcello e delle Musette? Oltretutto è necessario chiamare artisti proveniente da una accademia (Opernstudio) di Amburgo?

3 – Per quanto concerne l’impiego poi di studenti dell’Accademia di formazione del Festival pucciniano, abbiamo già più volte stigmatizzato come questo sia contrario rispetto all’impiego degli artisti professionisti. Un conto è realizzare, come avvenuto in passato, delle produzioni RISERVATE ai ragazzi dell’Accademia, presentate e soprattutto offerte al pubblico come tale. Non riteniamo invece eticamente serio, per motivi che lei stesso potrà ben comprendere, proporre al pubblico una rappresentazione come composta da professionisti mentre invece la si affida di fatto a degli studenti.

4 – Assolutamente incongrua poi riteniamo l’ultima nota relativa alle maestranze ed alle masse artistiche! Vorremo anche vedere se orchestre, cori, macchinisti, tecnici e maschere venissero importati da altri paesi! Questo ultimo punto fa palesemente cadere tutto l’impianto della lettera trasmessa dalla direzione del Festival.

Ci teniamo infine a ribadire che Torre del Lago in questo è purtroppo in ottima compagnia con diverse altre Fondazioni Lirico-Sinfoniche, anche se fortunatamente non mancano invece esempi più virtuosi. Inoltre ribadiamo con sempre maggiore forza che le nostre istanze sono in questo preciso momento storico volte a sostenere la categoria di artisti italiani o qui residenti in quanto nella stragrande maggioranza dei casi non hanno potuto accedere ad alcun tipo di ristoro. A questo proposito non possiamo non stigmatizzare le recenti produzioni del Teatro Alla Scala di Salome e, da indiscrezioni, la composizione del cast di un’opera di Cavalli di prossima programmazione del Teatro milanese.

Con i più cordiali saluti, Franco Silvestri presidente ARIACSGianluca Floris presidente ASSOLIRICA – Verona/Cagliari 7 aprile 2021