Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio
Operazione Spartito

Pucciniano sotto attacco 4/ La tomba del sindaco GDG

Il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro continua a proteggere il Bubbone Pucciniano, così assumendosi responsabilità che non ha.

La sequenza di articoli che Toscana Today ha pubblicato oggi rappresenta l’ultimo chilometro di un Bubbone ormai destinato ad esplodere. Le migliaia di lettori dei nostri articoli è indicativa di un umore nazionale che la politica dovrebbe non sottovalutare (l’articolo su Giani e la Procura della Repubblica ha avuto circa 15.000 lettori, ma anche per gli altri articoli i lettori sono stati migliaia, senza contare le decine di migliaia di persone raggiunte su Facebook e le centinaia di condivisioni).

Il primo a non sottovalutare dovrebbe essere il sindaco di Viareggio, per un superiore interesse pubblico e della cultura italiana nel mondo: in quanto sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro riassume – prima di ogni altro – la responsabilità morale nei confronti di Giacomo Puccini, del quale la Fondazione porta il nome e ne dovrebbe costituire l’eredità. Dopo questo, il sindaco non dovrebbe sottovalutare anche per il dovere di amministratore pubblico quale è.

Non pensiamo che GDG sia indifferente al Bubbone Pucciniano. Tutto di lui si può dire, tranne che sia un fesso. Lo dimostra la risposta dell’assessore alla Cultura Maria Sandra Mei all’interrogazione del capogruppo della Lega Alessandro Santini, che ovviamente non può non avere concordato con il sindaco: a differenza del passato, l’Amministrazione Comunale non ha difeso la Fondazione, si è limitata a rinviare al mittente. Tradotto: l’attuale presidente della Fondazione Maria Laura Simonetti è stato archiviato insieme al suo consiglio di amministrazione. Presto avremo un nuovo vertice. Anche se il consigliere Santini ha ragione, l’assessore alla Cultura deve rispondere punto per punto e produrre la documentazione richiesta: come la legge e i regolamenti comunali prevedono. Ciascuno deve assumersi la propria responsabilità.

La decisione di Del Ghingaro è sicuramente salutare, anche se sul quanto ne riparleremo a tempo debito. Però, c’è un ma: quello, appunto, di non sottovalutare il Bubbone, che prima o poi scoppierà e dal quale difficilmente il sindaco potrebbe rimanere illeso. Già una volta gli è andata bene, nel 2019. Confidare sul bis potrebbe essere un azzardo imperdonabile per lui. Se può essergli di aiuto, il sindaco di Torino Chiara Appendino ha trovato la sua tomba politica nel Teatro Regio. E neppure immaginava che potesse finire così il suo splendore.

Del Ghingaro, infatti, nutre importanti – e legittime – ambizioni: una candidatura alle prossime elezioni politiche, o a sindaco di Lucca. Se confida per la vittoria in Andrea Marcucci e in Eugenio Giani, può mettere subito la scarpe al chiodo. La sua chance ha un solo nome: Giorgio Del Ghingaro. Come sempre, del resto: GDG vince quando fa di testa sua (e se c’è sopra anche un pizzico di sale della moglie come dicono, possiamo dire solo che è un uomo fortunato).

Con la sua testa non ragionò quando nominò Alberto Veronesi presidente della Fondazione Festival Pucciniano. E neppure quando (per due volte) confermò direttore generale Franco Moretti: rimase vittima delle adulazioni e del canto delle sirene. Per un uomo dotato di un senso della vanità oltre la soglia farmaceutica, è difficile anche solo prendere atto, tra sé e sé, di essere stato ingannato. E’ uno dei suoi principali difetti considerarsi esente dalla possibilità di commettere errori come ogni comune mortale. Adesso, forse, proprio per le ambizioni che sta coltivando, dovrebbe invece sforzarsi a considerare gli errori un fatto normale che rientra nelle probabilità di chiunque faccia qualcosa. Anche perché ci sono errori ed errori.

Quello commesso nelle nomine al Pucciniano, ad esempio, è un errore che sarebbe potuto capitare a chiunque. Non solo a lui, niente nel 2015 poteva apparentemente suggerire che la nomina di Alberto Veronesi sarebbe stata una tragedia. Poche settimane dopo la nomina, Del Ghingaro dichiarò di fronte al Consiglio Comunale che Veronesi aveva rinunciato alla causa pendente al Tribunale di Lucca contro la Fondazione Festival Pucciniano per 370.000 euro, condizione essenziale per non rendere l’atto sindacale di nomina macchiato dal conflitto d’interessi: non era vero. Fu il primo inganno di Veronesi che Del Ghingaro avrebbe dovuto ingoiare fino al luglio 2019.

Nel 2019, infatti, Del Ghingaro comprese che la misura era colma, e defenestrò Veronesi da presidente: purtroppo, in un modo maldestro, che a Del Ghingaro non fa comunque onore. Ovvero, barattando le dimissioni con l’incarico di direttore musicale (72.000 euro l’anno), una carica del tutto inventata, mai esistita negli organici della Fondazione. Censurabile certamente, ma per come vanno le cose in Italia non è una novità.

A quel punto, Del Ghingaro, stufo di doversi sobbarcare i guai del Pucciniano, scelse il nuovo presidente: l’ex prefetto di Lucca Maria Laura Simonetti. E che doveva fare di più? Un generale dei Lupi di Toscana? Finalmente, Giorgio poteva dormire sonni tranquilli. Viceversa, un’altra tragedia. Quando si dice la scarogna! Anche se in verità, nella fretta dimenticò un passaggio fondamentale: quello di accompagnare alla porta anche il direttore generale illegale (perché non previsto dallo Statuto della Fondazione), Franco Moretti, che con Veronesi gestisce di fatto la Fondazione da vent’anni. Anche in questo caso, però, Del Ghingaro non ragionò completamente con la propria testa, ma si affidò al suggerimento della vicepresidente della Fondazione, Maria Lina Marcucci (che, tra parentesi, ha come propria addetta stampa di presidente della Fondazione Carnevale la stessa addetta stampa della Fondazione Festival Pucciniano, il coniuge del direttore generale Franco Moretti. Coincidenze naturalmente, pure coincidenze). Ugualmente, Giorgio rimase vittima del canto delle sirene quando la Regione Toscana, in testa il suo ex amico Eugenio Giani, gli garantì a luglio 2019 la piena tranquillità proponendogli (insieme alla nomina dell’ex prefetto) anche la nomina di un proprio professionista di fiducia nel consiglio di amministrazione della Fondazione, Stefano Pozzoli, e il nuovo direttore artistico, Giorgio Battistelli (abbiamo pubblicato oggi ciò che hanno scritto Ariacs e Assolirica).

Or bene, in tutta questa baraonda, il sindaco Del Ghingaro che c’entra? Se aggiungiamo poi (prima quanto dopo l’avvicendamento del luglio 2019) che di molti anelli del Bubbone Pucciniano è stato mantenuto all’oscuro, avendoli appresi solo con gli articoli pubblicati da Toscana Today. Che sapeva Giorgio che sul lago erano spariti oltre 15.000 biglietti omaggio? O che era stato fatto un bando pubblico taroccato per l’addetto stampa della Fondazione? Qualcuno dalla Fondazione l’aveva informato dei guai combinati da Veronesi al Foro Italico e ad Arezzo? Non risulta. E allora?

Se questa è la verità, ecco allora la domanda. Che gliene viene a Giorgio Del Ghingaro con il continuare a proteggere il Bubbone Pucciniano? Pensi all’Appendino. Azzeri tutto l’organico della Fondazione Festival Pucciniano, faccia raccogliere alla sua portavoce tutti gli articoli documentati pubblicati da Toscana Today e li invii – è un atto dovuto in quanto fatti a sua conoscenza – alla Procura della Repubblica di Lucca. Prima che sia troppo tardi. (matilde torre)