Pupi Avati oggi nei cinema alla scoperta di Dante

di PUPI AVATI – L’Alta Fantasia, voglio convincermi che Dante, nella sua superlativa immaginazione, abbia vissuto la sublimità.


di Pupi Avati

Mi sono chiesto quale possa essere stato il rapporto di Dante con la propria creatività. Creatività che si appalesa in lui in modo inesplicabile, non trovandosi nei suoi avi, fin dai Fontana di Val di Pado, traccia alcuna di talentuosità letteraria, ma solo ingegno per battagliare, negoziare denaro o trafficare poderi.
Voglio convincermi che Dante, nel pervenire alla consapevolezza della sua superlativa immaginazione,
abbia vissuto la sublimità. Questa la felicità concessagli, il risarcimento dovutogli. Circoscrivere Dante nella forma del romanzo mi è parsa impresa impossibile fino a quando non è entrato nella mia vita Giovanni Boccaccio.

Se non mi fossi imbattuto in quel suo Trattatello in laude di Dante non avrei mai trovato l’ardire per accingermi a questa impresa.

Narrerò quindi Dante ricorrendo all’ineffabile Certaldese e un poco alle mie infinite, disordinate e soprattutto immaginarie letture.


Il libro

Il film