Home OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini Quando Trump s’innamorò della nautica viareggina

Quando Trump s’innamorò della nautica viareggina

by Giovanni Lorenzini
Donald Trump

Era il 1979 e l’amore scoccò per uno di quegli yacht che hanno dato lustro al made in Italy e alla nautica viareggina nel mondo

 IL SUO volto e il suo nome, praticamente ogni giorno, compaiono sugli schermi tv di tutto il mondo. Non potrebbe essere diversamente visto che è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. D’acchito, verrebbe da chiedersi: che cosa c’entra con le vicende viareggine (e versiliesi) questo opulento imprenditore americano plurimiliardario prestato alla politica? C’entra, perché per un breve periodo, Trump ha legato il suo nome ad un gioiello della nautica viareggina, uno di quegli yacht che hanno dato lustro al made in Italy e a un comparto produttivo che in città è un’eccellenza da molti anni.

PARTIAMO dal 25 giugno 1979 quando la Darsena viareggina è in festa per il varo dal cantiere Benetti di quello che viene considerato un autentico gioiello della nautica d’eccellenza: lo yacht Nabila, un panfilo lungo quasi 90 metri, dodato di ogni bendiddio, addirittura cinque ponti, un ospedale interno. Di tutti e di più. Non manca niente. Chi l’ha fatto costruire – il ricco armatore arabo Adnan Khashoggi – non ha badato a spese, scegliendo Viareggio perché sa benissimo nei cantieri della Darsena ci sono le maestranze più preparate e dotate di inventiva del mondo della nautica a livello internazionale. Mesi e mesi di lavoro per centinaia di dipendenti, orgogliosamente coinvolti in un progetto ad ampio respiro. Uno yacht extralusso che per una decina di anni diventerà anche uno status di eccellenza e di prestigio per Khashoggi, ammirato e fotografo in mezzo mondo, proiettato dolcemente nelle prime pagine dei settimanali glamour anche per la presenza, come ospiti, di personaggi del mondo dello spettacolo.

CON IL PASSARE degli anni, il Nabila diventa ingombrante per Khashoggi che decide di venderlo trovando come acquirente  l’emiro del Brunei, in quale lo tiene un paio di anni, poi cede alle lusinghe – accompagnate da bigliettoni – dell’imprenditore rampante americano, Donald Trump, un tipo che ha il bernoccolo per gli affari. Donald non sono si innamora del Nabila e lo acquista, gli cambia anche nome facendolo diventare Trump Princess, ma decide anche  di trasformarlo in un casinò galleggiante, riservato a giocatori incalliti, tutti rigorosamente con un robusto conto in banca e un debole per le fiches, il rosso e nero e in generale per l’azzardo. Trump apporta una modifica allo yacht superaccessoriato – a ben vedere, comincia a studiare da…. futuro presidente degli Stati Uniti – smantellando l’ospedale e le sale operatorie presenti nella ‘dotazione’ originale studiata dai progettisti e dai tecnici del cantiere Benetti, trasformandolo in semplici magazzini. Insomma, Trump con il ‘vecchio’ Nabila ci fa un bel po’ di soldi e poi lo rivende, ricavandone un bel guadagno. Trenta anni dopo, il Nabila – che ha cambiato ancora nome e armatore – continua la sua vita e Trump è il presidente degli Stati Uniti..

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