Fortestomaco_2025.10.15_La mela avvelenata del PD a Viareggio

“Quanta fretta ma dove corri? Dove vai?”

di FORTESTOMACO – Continua il viaggio in Versilia. La candidatura Maineri: una provocazione per mettere il Cantiere con le spalle al muro.


di Fortestomaco

E’ appena finita la tornata elettorale delle regionali, su cui torneremo per esaminare accuratamente i risultati e i dati nelle nostre zone e tra questi la percentuale stratosferica di si è dichiarato estraneo a questa politica decidendo di non recarsi alle urne. Quindi ritorniamo, con lo stomaco da ruminanti che abbiamo, a riflettere sulle ultime mosse del Pd viareggino alla vigilia del voto di domenica e durante la campagna elettorale che era in pieno svolgimento.

L’orticello del PD

La prematura scelta di indicare pubblicamente la candidatura di Federica Maineri a Sindaco di Viareggio, rischia di portare il Pd alle prossime elezioni con attorno un campicello ristretto, un piccolo orticello. La scelta, maturata in fretta e furia dopo una consultazione di un centinaio di iscritti e con una prevalenza di indicazioni per la Maineri, all’incirca una cinquantina di preferenze, costituisce una forzatura: voluta e premeditata, che rischia di inceppare i già tardivi lavori del Cantiere del Centro-Sinistra. Costituisce, e nessun furbesco indolcimento della pillola lo potrà rendere meno amaro, uno strappo alquanto lacerante.

Si interrompe, di fatto, un metodo che costituisce l’ABC della politica: infatti, se si vuole costruire una coalizione lo si fa sulla base di un rapporto paritario, di stima e rispetto reciproco tra le forze con le quali si vorrebbe avviare un percorso comune, costruire un’alleanza. Ed invece si è voluto mettere preventivamente tutti gli altri di fronte ad una scelta precostituita senza aver avviato una comune riflessione sui contenuti programmatici della futura alleanza e sulle caratteristiche della figura che meglio le possa rappresentare di fronte agli elettori.

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Che fretta c’era maledetta sicumera, di tirar fuori una proposta di candidatura prima ancora di avere avviato un confronto sui punti essenziali di un progetto per Viareggio? Se le idee tracciate in generale dalla consultazione interna sono quelle pubblicate nel comunicato stampa del PD si può dire proprio che idee non ce ne siano; non c’è un milligrammo di questioni elaborate, discusse e affrontate nemmeno all’interno del partito e con i propri iscritti. Solo dei titoli vaghi, generici e fumosi. Che se ne pensa dell’asse di penetrazione? Dello sviluppo portuale e delle attività produttive che si stanno misurando con un insieme di problemi economici e finanziari di prima grandezza? Che se ne pensa del turismo degli anni a venire, e del più complessivo sistema? Come e quali temi costituiranno la strategia per arrivare ad un ambito politico amministrativo versiliese? Cosa vorrebbe fare il Pd per contrastare la povertà? Per dare risposte efficaci al problema della casa? Cosa si vorrebbe fare per il centro cittadino e per le periferie? E per i giovani? E per lo sport? Si ridarà alla città un teatro come ad esempio il Politeama e cosa si vorrà fare delle strutture e dei contenitori culturali presenti? E le pinete, le storiche pinete, come verranno tutelate e salvaguardate, riorganizzate? Si costruirà ancora? Si pedonalizzerà il centro cittadino e come?

Qui Piddì, idee zero assoluto!

Per ora zero assoluto, nemmeno uno straccio di promemoria… Ma la candidatura, quella sì, e subito! Già ci immaginiamo le risposte, del resto quelle che danno da innumerevole tempo a questa parte a chi chiede umilmente di conoscere cosa pensa il Pd di Viareggio, che saranno del tipo: i temi verranno sviluppati e approfonditi dal lavoro del cantiere, ci incontreremo con le realtà cittadine, chiederemo loro di darci degli spunti, delle indicazioni che terremo in debito conto.

Il Cantiere picconato

Ma non prendeteci per i fondelli per favore! Quale Cantiere se si è cominciato a picconarlo prima ancora dell’inizio lavori? La candidata in pectore persino sul rapporto con persone che potrebbero uscire dalla maggioranza del Del Ghingaro non chiude niente. Poi, le eccelse menti dei dirigenti carbonari del Pd ci spiegheranno che è stata una cosa prevista dal loro statuto, che la consultazione interna è un fatto di democrazia, che hanno dato un contributo ed altre simili baggianate… Se sono davvero convinti di quelle giustificazioni (e la cosa sarebbe purtroppo ancora più grave) si confermerebbe solo la loro idiozia politica.

Una provocazione bella e buona

Si tratta invece di una provocazione bella e buona per mettere tutti gli altri con le spalle al muro: …Eccociqua! Questa è la nostra proposta (ultimativa) o bere sta minestra oppure le primarie, punto e a capo!

E badate bene, lo fa un partito che ha ottenuto alle precedenti elezioni comunali il 9% e spiccioli nonostante che alle contemporanee elezioni regionali di cinque anni or sono avesse superato il 20%. Chi pensano di prendere per il sedere (Trump avrebbe detto per il culo)? Un partito che si ritiene al di sopra di tutti e considera tutti gli altri dei babbei? Per di più: ma un partito privo pure di una sede può guidare una città come Viareggio?

La reazione del Cantiere

La risposta che non si è fatta attendere da parte degli altri partiti del Cantiere (Sinistra Italiana, Europa Verde, Spazio Progressista, Movimento 5 Stelle), al di là dei modi urbani e gentili, è già una risposta precisa e chiara e a buon intenditor poche parole: “non una candidatura espressione esclusiva di parte… ma una proposta inclusiva… per riuscirci è necessario individuare una figura civica che…. sappia allargare il campo e trasformare la pluralità in progetto comune…” e la sfida “…non è mettere in competizione candidature contrapposte ma generare la massima unità intorno ad una figura di sintesi..”

E’ come quel professore che per non mortificare troppo l’alunno interrogato gli dice: “Ho apprezzato il tuo impegno, il lavoro, le ricerche che hai fatto …ma… ma purtroppo non hai risposto adeguatamente alle domande … la prossima volta però vedrai, ne sono sicuro, farai meglio…” e subito dopo mette al Pd un bel 3 sul registro !

La Maineri!

La scelta della cinquantina che hanno espresso l’indicazione per la candidatura, non ha per niente considerato che la Maineri ha sostenuto l’amministrazione di Del Ghingaro di cui ne è stata vice per due anni e passa condividendo il programma, tutti – dicasi tutti – gli atti amministrativi e i metodi gestionali quotidiani. Non solo: la Maineri, da dirigente regionale del partito, è stata pure una protagonista del commissariamento del Pd locale e del defenestramento di tutto il vecchio gruppo dirigente che aveva ben altri programmi che non l’ammucchiata con l’ex sindaco di Capannori. Idem dicasi di quel segretario del Pd eletto dopo il commissariamento e che era ed è anche consigliere comunale, Filippo Ciucci, che oggi continua a guidare il Pd come se niente fosse successo. Lo potremmo chiamare Quinto Fabio Verrucoso ma, lasciando stare le verruche, nemmeno questo è adeguato perché lo storico poi riuscì a vincere i cartaginesi mentre il Ciucci sta guidando il Pd di Viareggio – centocinquanta, poco più poco meno di iscritti, più Club esclusivo che Partito – a Caporetto!

Ordine di scuderia: riciclare il gruppo dirigente

Viene evidenziandosi invece, giorno dopo giorno, la vera linea politica del partito: riciclare il vecchio gruppo dirigente, da riposizionare in continuità, mutatis mutandis, nella nuova situazione politica, in vista delle prossime elezioni.

L’arroganza non è dissimile da quei metodi propri di questa amministrazione: supponenza a non finire e incommensurabile auto-considerazione elevata a sublimità. Con queste caratteristiche è naturale l’allontanarsi anni luce dall’analisi concreta della realtà concreta o da quella che si chiama autocritica! E gli altri dovrebbero accettare e senza nemmeno alzare la mano! Già! tanto sono dei babbei e dove vanno senza di noi? Ma anche questa è una semplificazione e banalizzazione che la dice lunga dell’autostima superlativa che hanno di loro stessi.

Basta leggere il subitaneo post della Maineri e poi le sue interviste a pagina intera sulle cronache locali, proprio nel bel mezzo della campagna elettorale per le regionali: accetta e ringrazia per la fiducia del partito e si premura di dire sono pronta per questo cimento, per senso di responsabilità e spirito di squadra e che crede nella politica che nasce dall’ascolto.

Baciapile

Una commediola di misero fariseismo, dunque, propria di una famigliola di baciapile arroganti e presupponenti. L’aspetto davvero inquietante, che però la dice lunga sulla fase che sta vivendo il Pd oggi, è la totale distrazione dei dirigenti regionali del partito che, anzi pare, incoraggino questa strategia e queste scelte.

Dì una cosa di sinistra chiedeva anni fa Nanni Moretti: in questo caso dovremmo dire: di’ una cosa sensata; e soprattutto, fai una cosa utile ad unire e non a dividere. Il Pd di Viareggio invece, in questo modo, rischia di presentarsi da solo in un campo volutamente allagato e privo di humus, con qualche frase generica e con una candidata piena di sé, che già si presenta e scrive post a destra e a manca sul suo sacrificio ad accettare questa croce, come se fosse stata del tutto estranea a quello che si stava decidendo! Ma chi pensa di prendere in giro? I cittadini viareggini e l’elettorato di centrosinistra?

Purtroppo il gruppo dirigente sta anteponendo agli interessi generali della città, dei lavoratori, degli artigiani, dei commercianti viareggini e degli stessi iscritti e simpatizzanti i propri interessi personali, i miseri calcoli di setta. Che fiducia può dare una persona che dal 2014 in poi ha cambiato diversi vestiti: Sel, il Pd di Renzi, l’alleanza con Del Ghingaro, poi la Schlein adattandosi alle varie e diverse situazioni con estrema facilità, furbizia e scaltrezza; le doti, purtroppo emergenti, di parte di tanti dirigenti del Pd attuale in tante parti d’Italia.

In conclusione

Le destre sembrano, invece, aver trovato il loro proprio Cantiere e si preparano ad unirsi per la campagna elettorale della prossima primavera, così come sta facendo il civismo delghingariano e, se sapranno tappare velocemente qualche crepa che si è aperta nei loro muri di casa, possono dormire sonni tranquilli: non hanno competitor a sinistra… !

Sempreché i partiti dell’immaginario Cantiere di centrosinistra non abbiano il coraggio e la determinazione, anche sulla base dei risultati che hanno ottenuto domenica scorsa, di indurre il Pd a cambiare rotta o a far da loro quello che in molti si sarebbero aspettati dal Pd.