Di Beatrice Bardelli
Un folto pubblico ha festeggiato il quarantennale della fondazione dell’associazione Onda Video di Pisa che, all’apertura della rassegna “Il Giardino del Video – quarta edizione – Segni dal futuro, 40 anni di arti elettroniche”, ha voluto offrire gratuitamente al pubblico pisano un concerto del trio formato da Eugenio Sanna (chitarra amplificata, listerelle metalliche, palloncini), Matthias Boss (violino) e Guy – Frank Pellerin (sassofoni soprano, tenore). Tre musicisti storici che hanno caratterizzato con la loro musica il panorama musicale internazionale, partecipando a concerti e formazioni un po’ ovunque per il globo terrestre. La serata ad ingresso libero, è stata resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Pisa – Comune di Pisa e del Cineclub Arsenale.
Ondavideo
La prima edizione della rassegna “Ondavideo” si tenne a Pisa nel 1985, con molte opere, tanti ospiti, e con il manifesto realizzato da Daniela Meucci, una delle fondatrici storiche del Cineclub Arsenale, purtroppo scomparsa troppo presto. Allora la videoarte era ancora largamente sconosciuta e non solo a Pisa.
“Quelle giornate, intrepide e fitte, tracciavano “segni di futuro”, e Ondavideo ha continuato a farlo fino ad oggi, proponendo immagini e musica fuori norma, esposizioni, seminari, concerti, rassegne, pubblicazioni, e producendo video – racconta Eugenio Sanna – . Con questo concerto si è voluto ricordare quel percorso con una serata dedicata alla musica del trio Sanna – Boss – Pellerin e, successivamente, con la proiezione di video e con una mostra retrospettiva che è stata inaugurata sabato 18 ottobre allo Studio di Matias Guerra in via S. Antonio 42 a Pisa, dove lui lavora per l’associazione Onda Video come curatore, regista e anche musicista di grande cultura internazionale, e che resterà aperta fino alla fine del mese”.
I tre musicisti: Eugenio Sanna…
( www.eugeniosanna.it; preparedguitar.blogspot.com ‘ 2016/01 ‘ eugenio-sa…), si è prodigato fin dagli anni ’80 per diffondere la musica totalmente improvvisata attraverso concerti dal vivo, seminari, workshop, incontri, dibattiti, scritti e articoli. È stato nel 1976 uno dei fondatori del C.R.I.M. (Centro di Ricerca sull’Improvvisazione Musicale) a Pisa, città in cui attualmente vive, ed ha suonato con la maggior parte dei musicisti contemporanei. Di recente è presidente e direttore artistico dell’associazione “Istanti Sonori” e si occupa della programmazione dell’omonimo festival a Pisa. A partire dal ’94, è stato invitato dalla clarinettista statunitense, Esther Lamneck, a tenere periodicamente lezioni di musica improvvisata al Dipartimento di Musica Elettronica e Contemporanea della New York University, per le master-classes degli studenti di quell’università. Ha suonato con Peter Kowald, Derek Bailey, Roger Turner, Edoardo Ricci, John Zorn, Giovanni Canale, Tristan Honsinger, Stefano Bartolini, John Edwards, Giuseppe Chiari, Edoardo Marraffa, Steve Noble, Luca Tilli, Luca Venitucci, Fabrizio Spera, Mario Schiano, Renato Geremia, Tony Rusconi, Massimo Simonini, Sebi Tramontana, Thomas Lehn, Tiziana Bertoncini, Esther Lamneck, Eric Lyon, Ute Volker, Eddie Prevost, Patrizia Oliva, Stefano Giusti, Paed Conca, Carlo Actis Dato, Mauro Orselli, Phil Minton, Liz Allbee, Marco Cristofolini e molti altri. E’ citato in molti testi tra cui “Storia del Jazz Moderno Italiano – I Musicisti”- sezione “I Chitarristi” (1980-1981), di Arrigo Zoli, edizioni AZI ed anche sotto N-Z vol. 3- Eugenio Sanna, su “Boghes e Sonos- Musica in Sardegna 1960-2020”, di Giacomo Serreli (ed. Scuola Sarda), “Pisa la Musica- 1965-1999” di Carlo Raffaelli e Luca Doni, ed. Eclettica (Collana Giradischi) e Wikipedia, alla voce Improvvisazione libera.
Matthias Boss (plustimbre.com ‘artisti’ boss), proveniente da Biel- Svizzera, è violinista, pittore e scultore ed uno degli artisti più interessanti e richiesti della scena musicale europea. Ha lavorato a numerosi progetti, sia musicali che teatrali, in tutta Europa ed ha suonato con Roberto Del Piano, Marcello Magliocchi, Carlos Zingaro, A.Moimeme, P.Curado, P.Chagas, J.P.Viegas, J.M.Van Schouwburg, Maresuke Okamoto, Nicola Guazzaloca, Marcio Mattos e molti altri. Ha tenuto concerti in tutta Italia, Portogallo, Austria, Germania, Inghilterra.
Guy-Frank Pellerin ( https://plustimbre.com ‘artisti’ pellerin), sassofonista di origine franco-canadese che vive a Castiglioncello da anni, ha militato nelle file della gloriosa “Celestial Communication Orchestra” di Alan Silva, suonando con gli emblematici musicisti del free-jazz: Bobby Few, Noel Mc Ghie, Frank Wright, Steve Lacy.
Il concerto
E’ stato un successo, Il pubblico è accorso numeroso per godere di una performance sonora rara per l’eclettismo dei musicisti e per la complice sintonia della loro musica improvvisata di cui sono stati pionieri. Lo ha ricordato Eugenio Sanna riferendosi ai concerti di musica improvvisata che faceva negli anni ’80 con il C.R.I.M. che fece pubblicare in italiano e in anteprima mondiale dalla storica editrice pisana “Nistri Lischi” il libro di Leo Smith “Creative Music”. Il concerto si è aperto con la “Suite per Bach e palloncini”, un gioco sonoro tra gli strumenti dei tre musicisti arricchito dall’originale uso di oggetti molteplici da parte di Eugenio Sanna che ha saputo armonizzarsi con i timbri del violino di Boss e del sassofono di Pellerin. “La musica di questo trio presenta connotazioni e disegni armonici duttili, elastici, plastici, il cui suono è estremamente evocativo e volto a creare schizzi e bozzetti sonori di elevata intensità visiva, pittorica e lirica, quasi come un moderno trio da camera, ricco di chiaroscuri e linee introspettive – spiega Eugenio Sanna – . Molti echi lontani e introiettati fuoriescono allo scoperto, talvolta con potenza energetica, oppure con rarefazione, in un disegno armonico a tratti complesso, delicato nelle sue sfumature e in cui il ritmo viene frastagliato, spezzettato e frammentato, portando i tre musicisti alla ricerca di nuovi composti musicali”. Di questa stessa formazione è stato pubblicato di recente, il CD “Water Reflections” (FMRCD604-0221) del 2019 per l’etichetta britannica “Future Music Records” che ha ricevuto ottimi consensi dalla critica internazionale”. Un concerto che rimarrà nella storia della musica improvvisata.“E’ importante ribadire che se un concerto di musica totalmente improvvisata è ben organizzato ed ha alle spalle una struttura pubblicitaria adeguata che lo sorregge – ha commentato a fine serata Eugenio Sanna – il pubblico c’è ed è numeroso. È inutile dire, che chi organizza crea cultura anche a favore del pubblico che è ricettivo a questa nuova esperienza sensoriale”.
(foto: di Massimo Bianchini g.c. all’autrice)
