SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

QUATTRORUOTE Oggi corrono per vincere il coronavirus

Anche il mondo del motorsport è bloccato (o quasi) aspettando con impazienza il momento in cui i semafori torneranno verdi

Mentre il WEC, DTM, FIA GT3, Idycar, IMSA e F1 (per citarne alcuni) hanno deciso di sospendere o rinviare le gare del calendario, viceversa il Rally (in barba a tutti ) sembra vivere in altro pianeta visti i weekend sin ora disputati: come se nulla fosse (l’ultimo quello del Messico di due settimane fa), stanno valutando di andare a disputare il prossimo appuntamento in Kenya per il Safari Rally.

La situazione in Kenya, e in generale in Africa, non risulta emergenziale come nel resto del mondo, dei 31 casi fino ad ora accertati, 21 sarebbero stati riscontarti a Nairobi, sede del Parco Assistenza della tappa africana. Per questo motivo la situazione rimane in stand by, in attesa di ulteriori aggiornamenti sul fronte contagi, vista anche la nuova ordinanza del governo che ha imposto restrizioni per quanto riguarda gli spostamenti via terra, nel tentativo di contenere il dilagare dell’epidemia.

Chi si sta davvero impegnando nella lotta contro il coronavirus è la F1

In Inghilterra sette team hanno risposto “presente” all’appello lanciato dal primo ministro Boris Johnson, che giorni fa aveva chiesto alle aziende più tecnologiche e ingegnerizzate del paese di riconvertirsi per agevolare la fabbricazione di respiratori polmonari.

Merecedes, RedBull, Mclaren, Williams, Renault, Haas, Racing Point e successivamente anche Prodrive (vincitrice di tre titoli iridati nel Rally con sua maestà Colin Mcrae), hanno deciso di voler far parte del “progetto Pitlane”, campagna lanciata dal governo inglese per far fronte alla crescente domanda di attrezzi sanitari da impiegare nella lotta alla COVID-19, condividendo il proprio know how (anche le Engineering che già operano in settori al di fuori del motorsport).

Il progetto poggia le proprie basi su tre diversi obiettivi

L’ingegnerizzazione dei dispositivi medici esistenti, l’aumento della produzione di respiratori polmonari esistenti all’interno del consorzio “VentilatorChallengeUK” e la ricerca per trovare nuovi materiali per la fabbricazione dei componenti per i ventilatori, con l’obiettivo di velocizzarne la produzione e allo stesso tempo cercare di abbatterne i costi. Oltre a ciò, i sette team, hanno dato la disponibilità ad aiutare il paese in altre attività utili alla lotta comune.

Il Gruppo Exor

Anche in Italia il gruppo Exor (della famiglia Agnelli), sotto al quale gravitano FCA, Ferrari e Magneti Marelli, ha messo a disposizione le proprie realtà per aiutare la bolognese SIARE, unica azienda italiana produttrice di respiratori polmonari, alla fabbricazione dei materiali necessari a soddisfare l’enorme richiesta che in questo periodo sta caratterizzando il mercato.

Nonostante l’invio di 25 tecnici dell’Esercito Italiano e la respinta di tutte le commesse estere, l’azienda bolognese sta faticando a rispettare la consegna, stabilita a 125 respiratori settimanali, e per questo motivo le tre imprese di Exor hanno offerto il loro aiuto per velocizzare la progettazione e la costruzione di ventilatori polmonari.

Il CEO di SIARE, Gianluca Preziosa, in un intervista a Reuters (agenzia di stampa britannica) ha dichiarato che “stiamo parlando con Fiat, Ferrari e Magneti Marelli per capire se ci possono dare una mano nella produzione di componenti elettronici” aggiungendo che nella produzione di ventilatori polmonari sono fondamentali le competenze di elettronica e pneumatica, settori dove le tre aziende (Ferrari in primis) sono grandi esperte.

La gara è ancora lunga, siamo solo ai primi giri, ma per ora il passo gara si sta rivelando in linea con le aspettative, con la speranza che il prossimo stint sia quello decisivo per il sorpasso valevole per la vittoria.