COMMENTI E CULTURA, Poesia - di Patrizia Valpiani, POESIA E LETTERATURA

RACCONTO – “Oltre il muro” di Patrizia Valpiani

In libreria e negli shop on line è disponibile l’ultimo libro di Patrizia Valpiani, “Filo rosso” edizioni lucidellanotte – Toscana Today

Fa caldo oggi a Parigi, un calore che sa di stantio, di poco sano. Ti sei alzato dal tavolino del bistrot, nell’incavo dell’ascella il libro “Les fleurs du mal” odora di sudore. Ti sei perso, in questa grande periferia che sembra ovattata?
“Cammini sempre con la testa tra le nuvole”, ricordi che qualcuno te lo ripete spesso.
Pochi passi e ti siedi di nuovo, stavolta su una panchina sotto un olmo dal fogliame rinsecchito. L’aria torbida di smog estivo potrebbe essere fatta a fette.
Hai deciso di fermarti su quella panchina, dopo aver saggiato con mano le doghe. Reggono.
A fianco, la scultura di un illustre (forse ai suoi tempi) parigino sulla cui testa un piccione è immobile. L’osservi: la Ville Lumière ricorda tanti suoi illustri sconosciuti, poi li abbandona qua e là, in una specie di lotteria senza premi, a chi tocca tocca: le fattezze di marmo saranno rigide per l’eternità.
Lo sguardo ti cade sulle tue scarpe, una ha la stringa slacciata. Lento ti chini a fare il nodo. Un tram rumoreggia sull’altro lato della piazza. Non c’è un refolo di vento. Parigi è anche questo.
Alzi di nuovo lo sguardo, la piazza è ampia, su tre lati si aprono vicoli, sei arrivato da uno di questi. Sul quarto lato, si erge un lungo muraglione in cemento armato. Qua e là vecchie scritte di una vecchia rivoluzione giovanile scontano i loro ultimi tempi di visibilità. Si sente rumoreggiare, oltre quel muro.
Da uno degli sbocchi della piazza arriva un manipolo di ragazzini, calzoni di rattoppo, tecnica di risalita dei muri approssimativa. C’è una solidarietà tra loro che ti meraviglia, i più grandi aiutano i più piccoli. “Prima o poi ce la faranno tutti” pensi. I ragazzini ora sono a cavalcioni, rimangono seduti vicini uno all’altro e lasciano andare le gambe dall’altra parte.
“Ma che c’è di così importante oltre quel muro?”. Un muro è un ostacolo al cammino, alla vista, ai movimenti, ma loro non si danno per vinti, lassù si sentono padroni del mondo. Le loro risate colorano l’aria sporca.
L’oltre è una sorpresa, il gusto di qualcosa d’incerto che sta per accadere. Non racconteranno mai a casa questa scappatella; le avventure nelle strade, anche se pericolose, sono il sale dei loro giorni, una festa segreta da dividere tra amici.
Improvviso, dall’oltre arriva un boato, il boato di una folla che grida una parola sola, forte e chiara: “GOAL!”.
Il piccione, posato sulla testa dell’illustre sconosciuto di marmo, si indigna per tanto chiasso e, dopo un fremito, vola via schifato.