Andrea Appetito, Tomàs
COMMENTI, POST - di Andrea Appetito

Riallacciare i ponti con la notte

di ANDREA APPETITO – Riallacciare i ponti con la notte e saltare dentro le nostre ombre. Una nuova rubrica di Toscana Today.

È tempo di riprendere posizione. Se la vita si era staccata, se avevamo dimenticato il rubinetto aperto o la fiamma del fuoco spenta. È bene riallacciare i ponti con la notte e saltare dentro le nostre ombre. La gabbia del giorno schiaccia i corpi e chiude i porti.


Coltivare vecchie storie di coraggio e giustizia. Il mondo in cui noi adulti siamo cresciuti per i bambini e gli adolescenti non è nemmeno un ricordo. Per questo se penso a un romanzo che racconti la dopostoria che viviamo penso a La strada di Cormac McCarthy. Credo sia un affresco di una bellezza tragica e struggente dedicata proprio a loro


Un paio di mesi fa Credit Suisse ha pubblicato il suo rapporto annuale. Capirlo è semplice, l’ho capito pure io. Gli anni della cosiddetta crisi hanno accentuato la forbice tra poveri e ricchi: pochi ricchi sempre più ricchi, più poveri sempre più poveri. La narrazione è semplice: ci sono pochi ricchi, molti poveri. Il problema principale del Paese quindi è la distribuzione della ricchezza. Ma i ricchi ovviamente non sono per la distribuzione, arriva allora in soccorso la narrazione politica secondo la quale il problema del Paese sono gli immigrati. È una narrazione utile ai molto ricchi: scatena l’ira degli impoveriti che si sentono minacciati dai più poveri di loro e mantiene i profitti dei ricchi saldamente nelle mani dei ricchi (tra parentesi: non ci si arricchisce magicamente: in questo Paese, lo sperimentiamo tutti lavorando, il lavoro costa così poco, è a così buon mercato… e i molto ricchi lo pagano molto poco … oltre al fatto che poi i molto ricchi speculano e si accoppiano tra di loro, due altri fattori che impediscono la distribuzione minima della ricchezza… ). Arriva allora il paladino dei ricchi che fa il ministro dell’ordine e dice che bisogna tagliare i fondi per l’accoglienza e mette in guardia tutti dal problema più grosso: l’immigrazione. Al tempo stesso però se guardi bene vuole tagliare i fondi per l’accoglienza ma anche le tasse ai più ricchi, insomma favorisce la riforma del sistema fiscale che toglie il principio della proporzionalità e che mette meno tasse ai ricchi e più tasse per tutti. Due piccioni con una fava. E molto a buon mercato visto che ci siamo cascati in tanti. Pazienza. Ci riprenderemo presto, visto che questo giochetto è talmente elementare che anche i bambini lo capiscono… Gli adulti a volte no, sono troppo presi dal mentire a loro stessi.


Avrebbe voluto fare il Risorgimento ma è nato fuori tempo, allora ha inventato Sandokan e le tigri di Mompracem. Avrebbe voluto viaggiare nella grande tazza di acqua salata, ma al massimo si è imbarcato in una crociera sull’Adriatico. Sarebbe stato un grandissimo sceneggiatore, ma è morto prima che il cinema vero e proprio nascesse. E’ stato lo scrittore dei due mondi… ma non c’è nemmeno un mezzobusto di Salgari nei manuali di letteratura italiana. Sarebbe stato apprezzato di più dai critici se non fosse stato costretto a scrivere a cottimo dagli editori che lo hanno sfruttato. Infine si è suicidato lasciando un biglietto che comincia così: “Sono un vinto”.


Disertare. L’interrogativo di Spinoza rimane ancora drammaticamente cruciale: perché gli esseri umani combattono per la loro servitù come se si trattasse della loro salvezza? Nel 2017: 1029 morti a causa del lavoro. Sommerso, precario, over 60, sfruttato . Lo stesso livello di mortalità del 1911. Sono i dati di una guerra (per la servitù). E come in ogni guerra c’è chi accumula profitti e chi accumula morti.


L’uomo rincalzò il fuoco contro lo zoccolo di roccia dove l’aveva acceso … e mentre stavano seduti al calduccio nel rifugio raccontò delle storie al bambino . Vecchie storie di coraggio e giustizia, per quel poco che ne ricordava…


Nella sezione libri si può acquistare il romanzo di Andrea Appetito: Tomàs (edizioni gieffe).