Home DIRITTO DEL LAVORO - di Giorgio GIannini RIAPERTURA – Datori di lavoro, Regioni e INAIL

RIAPERTURA – Datori di lavoro, Regioni e INAIL

by Giorgio Giannini
Giorgio Giannini, Avvocato (Milano)

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Inizia oggi una nuova rubrica sul diritto del lavoro, rivolta anche ai lettori che vogliono porre quesiti o sollevare problemi

Con il Decreto Legge, il Consiglio dei Ministri ha chiarito che per la riapertura di attività economiche, produttive e sociali sarà necessario rispettare “Protocolli o Linee Guida” adottati dalle “Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome”. In particolare, il Decreto Legge attribuisce un ruolo suppletivo ai Protocolli Nazionali che entrano in gioco solo in assenza delle Linee Guida regionali.

Limiti meno stringenti applicati dalle Regioni

E’ una questione di non poco conto: nel caos normativo prodotto dall’Emergenza Covid  – con un continuo sovrapporsi di norme nazionali e regionali di vario livello – le “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive” emanate dalla Conferenza delle Regioni il 15 maggio hanno introdotto limiti meno stringenti rispetto a quelli previsti dal Protocollo redatto dall’INAIL e dall’Istituito Superiore della Sanità (ISS) per garantire il distanziamento sociale. Innumerevoli ne sono gli esempi, ma forse quello che può essere preso a paradigma è la norma relativa alla distanza delle sedute all’interno dei ristoranti che passano dagli “almeno 2 metri” del Protocollo INAIL-ISS all’”almeno 1 metro” delle Linee di indirizzo regionali, salvo che tra “congiunti” e salva la possibilità di installare barriere protettive.

Se il riferimento del Decreto Legge ai “Protocolli o Linee Guida” ha il vantaggio di stabilire un minimo comune denominatore, la loro stretta osservanza da parte degli imprenditori e degli esercenti in genere assume un ruolo chiave per non incappare in potenziali profili di responsabilità civile o penale in caso di contagi.

Contagio Covid e infortunio sul lavoro

Per quanto concerne il personale dipendente ed i collaboratori, l’infezione da Covid è qualificata come infortunio sul lavoro con conseguente “copertura” indennitaria del periodo di astensione dal lavoro da parte dell’INAIL. La qualificazione come infortunio dell’infezione da Covid non dà origine ad alcuna automatica responsabilità civile o penale del datore di lavoro purché quest’ultimo esegua le indicazioni tecniche fornite per il contenimento del rischio da contagio nel proprio ambiente di lavoro ed apporti le modifiche alla propria organizzazione necessarie per dare attuazione alle predette indicazioni.

La responsabilità del datore di lavoro

In sostanza, per tornare all’esempio di prima, in attesa di una norma speciale che metta nero su bianco l’esonero di responsabilità del datore di lavoro/imprenditore in caso di rispetto dei Protocolli o delle Linee Guida regionali, il ristoratore che garantirà il distanziamento di almeno 1 metro tra le sedute, doterà i propri dipendenti dei dispositivi di protezione individuale e adotterà le misure prescritte dalle “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive” è ragionevole sostenere che non possa incorrere in alcuna responsabilità. Resta da capire se e come potranno essere adottate dai datori di lavoro/imprenditori molte misure previste dal Protocollo INAIL-ISS, ma non dalle “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive” emanate ieri dalla Conferenza Stato-Regioni e che pertanto, in assenza di una disciplina regionale ad hoc, potrebbero trovare applicazione avendo, come visto poc’anzi, natura suppletiva.

Stabilimenti balneari, un esempio del caos normativo che permane

Per fare un esempio: nell’ambito degli stabilimenti balneari il Protocollo INAIL-ISS prevede che “i percorsi di entrata ed uscita dovrebbero ove possibile essere differenziati prevedendo chiara segnaletica nell’orientamento dell’utenza”, “la  distribuzione delle postazioni da assegnare ai bagnanti dovrà essere chiaramente organizzata prevedendo: […] 3) l’individuazione di modalità di transito da e verso le postazioni/ombrelloni e stazionamento/movimento sulla battigia; […] 6) le procedure da seguire in caso di pioggia o cattivo tempo per evitare l’assembramento degli utenti presenti nei locali dello stabilimento”. E’ inoltre previsto che “per le cabine va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare…” nonché la raccomandazione francamente poco comprensibile, per il personale addetto all’attività di salvamento, di “non praticare la respirazione bocca a bocca ma di valutare il respiro soltanto guardando il torace delle vittima alla ricerca di attività respiratorie normale”.

In attesa di chiarimenti

In attesa di chiarimenti e di una norma ad hoc sull’esonero di responsabilità, è consigliabile per i datori di lavoro/imprenditori titolari di attività economiche e produttive adottare una disciplinare che rispetti le “Linee di indirizzo per la riapertura” emanate dalla Conferenza delle Regioni, ma che tenga anche in considerazione quanto previsto dal Protocollo INAIL-ISS nelle parti compatibili con il normale svolgimento della attività d’impresa. Per i clienti degli stabilimenti balneari si consiglia invece, per il momento, di non avventurarsi in acque profonde…

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