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Roberto Ceccatelli, l’anima del Peperoncino Matto

by redazionetoscanatoday
Roberto Ceccatelli, presidente Associazione Peperoncino Matto - Accademia Versilia Piccante

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E’ morto Roberto Ceccatelli, animatore e presidente del “Peperoncino Matto – Accademia Versilia Piccante”, Toscana Today così lo ricorda

Roberto Ceccatelli ha cessato di vivere, un amico, conosciuto in tutta Italia per il suo impegno culturale, presidente del Peperoncino Matto – Accademia Versilia Piccante. Vogliamo ricordarlo con tre testimonianze: il ricordo degli amici del Peperoncino, ciò che scrisse Roberto sulla pagina Facebook dell’associazione il 25 gennaio scorso, e il ricordo di Lucia Seppia. (Patrizia Baroni)


Gli amici del Peperoncino Matto

Stanotte Roberto Ceccatelli ci ha lasciato. In punta di piedi. L’Accademia Versilia Piccante, Il Peperoncino Matto perdono il Presidente, il caro amico, la persona che sapeva coinvolgere e motivare. Un uomo tessuto nell’eleganza e nel rispetto, che amava ascoltare prima di parlare. Una persona che riusciva a coniugare la prassi con i valori; che in questa società arida sapeva far emozionare in maniera coinvolgente attorno ad un progetto; che individuava prima degli altri le idee che se condivise potevano generare relazione, interesse, amore.

Era una persona positiva: riusciva a unire il desiderio di condividere gli affetti, con il bisogno di seminare i germi della cultura. La cultura come punto di riferimento per la vita, per il benessere individuale e sociale: da cui nascevano le sue iniziative. La letteratura, con la presentazione di libri a Villa Paolina. La musica, con l’organizzazione di concerti ed opere teatrali. La biologia, con le visite guidate alle ville toscane e le conferenze sulle realtà botaniche della nostra toscana. L’arte e la storia, con la valorizzazione della nostra Versilia e dei personaggi illustri che qui hanno vissuto. La convivialità, come esaltazione del gusto dello stare insieme a tavola e del riflettere in queste occasioni su temi e argomenti coinvolgenti e condivisi.

Roberto Ceccatelli con il prof. Alessandro Battaglia
Roberto Ceccatelli con il prof. Alessandro Battaglia

Ci piace riportare le parole scritte da Roberto nell’ultima sua pubblicazione:

“La via del benessere” presentata in una indimenticabile serata conviviale dell’Accademia Versilia Piccante di pochi mesi fa: “Parlare della “Strada del Benessere” è parlare della storia della nostra Associazione Culturale no-profit, “Il Peperoncino Matto – Accademia Versilia Piccante”.  Dico “nostra associazione”, perché la ricerca della strada del benessere è stata proposta e percorsa dai nostri Soci e simpatizzanti tutti assieme. Tante persone, tutte desiderose di stare insieme con l’obiettivo di sentirsi bene in compagnia di amici con interessi condivisi. L’impegno è stato lungo e faticoso: nell’arco di cinque anni abbiamo impiegato tempo, risorse ed energie per impostare e realizzare un progetto culturale che è partito da un semplice peperoncino per giungere nel mondo delle neuroscienze e alle “carezze dell’anima”. È stato detto che “la vita è la storia di un incontro”: per noi la vita è stata molto di più, direi un palcoscenico di molteplici incontri, tutti importanti e determinanti, che hanno generato cambiamenti nella vita di molti e nella mia in particolare.  Per questo mi rivolgo a voi in prima persona, perché queste cose di cui scrivo le ho vissute intensamente.   E persone “curiose ed in apertura”, hanno portato il confronto e la pratica delle esperienze nei luoghi di vita della gente, ivi compresi i momenti importanti attorno ad una tavola imbandita con buon cibo.  Credo con orgoglio che anche questo costituisca un elemento di promozione della cultura”. 

Diceva Pedro Almodovar, un autore che Roberto amava, che “la vera autenticità non sta nell’essere cosi come si è, ma nel riuscire a somigliare al sogno che si ha di se stessi”.  Crediamo che Roberto ci sia riuscito e con la sua vita sia stato un esempio positivo per noi tutti. Grazie Roberto, siamo orgogliosi di averti conosciuto e di aver condiviso con te una parte del percorso della vita. Ci mancherai.   


La vera storia del Peperoncino Matto – di Roberto Ceccatelli

Roberto Ceccatelli
Roberto Ceccatelli

Chiariamo subito una cosa, così intendiamo quello di cui parliamo. Parlare della “Strada del Benessere” è come parlare della storia della nostra Associazione Culturale no-profit “Il Peperoncino Matto – Accademia Versilia Piccante”. Dico “nostra associazione”, perché la strada del benessere è stata percorsa dai nostri soci e i simpatizzanti tutti assieme: il “Peperoncino Matto” insieme al CMS-Centro Medico Specialistico con i suoi specialisti, al MdS Editore con i suoi scrittori, alle Edizioni Ancora e a vari altri. Tante persone, tutte di alto livello con cui abbiamo iniziato il percorso guardando a obiettivi iniziali minimali essendo relativi al mondo del peperoncino.

Gli obiettivi si sono poi col tempo ampliati e a poco a poco, passando in varie fasi, si sono focalizzati sulle “carezze dell’anima” di cui parleremo fra poco. In effetti la strada del benessere è una lunga strada lastricata di ottime intenzioni, ma con soluzioni che solo i tempi lunghi hanno permesso di realizzare. Percorrere questa strada è stato l’obiettivo primario e il valore costitutivo della nostra associazione culturale “Il Peperoncino Matto”. Sapevamo che la strada portava verso una mèta importante anche se i contorni erano sfumati, non ben definiti. Ma noi continuavamo a camminare, perché come dice A. Makado, “non c’è la via, la via si fa con l’andare”.

L’impegno è stato lungo e faticoso: nell’arco di cinque anni abbiamo impiegato tempo, energie e soldi per impostare e realizzare un progetto culturale che è partito da un semplice peperoncino per giungere nel mondo delle neuroscienze e alle famose “carezze dell’anima”. E’ stato detto che “la vita è la storia di un incontro” e per noi la vita è stata molto di più, direi un palcoscenico di molteplici incontri, incontri tutti importanti e determinanti, che hanno causato cambiamenti nella vita di molti e nella mia vita in particolare. Per questo scrivo in prima persona perché tutte le cose di cui scrivo mi hanno visto come protagonista o come co-protagonista. Tutto è iniziato in una torrida sera di agosto di cinque anni fa, insieme a una decina di amici sorseggiando un cocktail negroni al peperoncino… Una novità e una delizia che consiglio a tutti di provare (Club del Negroni, Via Regia, Viareggio) e che ha colpito tutti quanti noi, facendoci scattare l’idea di creare una associazione che avesse come scopo la ricerca del benessere, tramite la convivialità, il buon cibo e il buon bere… una cosa molto leggera quindi, quasi ad uso e consumo dei primi dieci protagonisti.

Eleggemmo come nostro compagno di strada il peperoncino. Lo studiammo e analizzammo le peculiarità di questo frutto che scoprimmo avere, oltre alla piccantezza, tante altre caratteristiche. Scoprimmo che usando il peperoncino si potevano curare molte malattie. Comprendemmo anche che il frutto contribuiva a creare benessere fisico migliorando le relazioni interpersonali. Da questo deriva il detto “il peperoncino unisce” e i nostri eventi conviviali ne hanno risentito ampiamente in modo positivo, creando intorno alla nostra associazione un clima di attenzione e di simpatia sconosciuto alle altre associazioni. A questa prima fase, è subentrata una fase di approfondimento negli studi della natura, delle erbe e delle piante, con il peperoncino sempre nostro filo conduttore.

Cominciammo a capire che focalizzare i nostri interessi solo sui cibi nei piatti era molto riduttivo e andammo oltre, scoprendo tutto un mondo pieno di interessi proprio dentro il piatto e sotto il piatto. Infatti la preparazione di ogni cibo deriva da tradizioni che si perdono nei tempi, si mescola con leggende, miti millenari, storie che variano di paese in paese e di anno in anno a seconda della disponibilità delle materie prime. In questo modo il gruppo iniziale di buongustai si ampliò e il contatto avvenuto con personaggi portatori di nuove conoscenze, fece fare all’associazione un salto di grande qualità. E’ la fase dell’incontro con la psicologia e le neuroscienze e, sempre tramite le piacevolezze del peperoncino, si sono conosciute persone come la Dott.ssa Bartalini, il Prof. Battaglia e la Dr.ssa Rovai che hanno arricchito quanto sapevamo sul benessere corporeo che avevamo raggiunto, con la componente neuropsicologica.

Il nostro interesse, circoscritto finora allo stomaco, si è così ampliato alle facoltà mentali e infine anche all’anima. Ricercare l’equilibrio tra le nostre pulsioni fisiche, la mente e l’anima diviene l’impegno di questi ultimi due anni, fino a comprendere che l’equilibrio si realizza quando si produce in noi stessi una sensazione simile ad “una carezza dell’anima”. La “carezza dell’anima“ è la scoperta che mi ha accomunato al Prof. Battaglia ed entrambi ne siamo fieri, perché ci sembrava riduttivo restringere tutta la ricerca del benessere ad una mera questione di stato chimico, raggiungibile con una formula perfetta di sostanze chimiche che il cervello produce in risposta a determinati stimoli. In questo campo operano tutta una serie di ormoni (ossitocina, dopamina, endorfina, serotonina, adrenalina, acido gamma) che fanno un grande e benemerito lavoro, ma a cui manca la possibilità di auto equilibrarsi e soprattutto con effetti non duraturi.

Utilizzando quanto imparato, abbiamo sviluppato un ampio studio sul tema della ricerca della felicità e con le metodiche indicate dal Centro Medico del Prof. Battaglia abbiamo trovato i mezzi per raggiungere lo scopo… Così pure si è esteso il campo di ricerca al tema dell’amore, analizzato nella fase dell’innamoramento, della passione e dell’attaccamento. Gli stessi ormoni della felicità (ossitocina, dopamina, serotonina e feniletilamina) qui intervengono con l’aggiunta delle endorfine, con tempistiche ben definite. Quando la tempesta ormonale è terminata la relazione sentimentale può continuare con un incremento della produzione delle endorfine.

La nostra associazione, volendo contribuire alla migliore evoluzione del rapporto amoroso, ha sviluppato alcune salse con il peperoncino variamente piccanti, che erano rese disponibili all’inizio degli eventi conviviali da gustare spalmate su crostini di pane. Grande successo ha avuto anche una salsa ad alto tenore energetico, preparata con erbe di santoreggia (Satureja montana, usata prima dell’arrivo del peperoncino in Europa nel 1500) mescolata a crema piccante di peperoncini Habanero e Cayenna : una specie di Viagra naturale senza effetti secondari, con il nome di “Afrodisia”. Questo sempre nell’ottica di raggiungere l’effetto della “carezza dell’anima”, una specie di sensazione estatica che riesce a mettere in accordo i vari stimoli ormonali e a far vivere all’uomo una esperienza sensoriale unica.

E siamo giunti all’oggi: cosa ci riserverà il futuro? Penso che i prossimi passi continueranno lungo la strada intrapresa, conducendoci tutti insieme alla ricerca di un benessere superiore, forse un “benessere supremo” che renderà tutti felici:…chissà? In ogni modo un augurio a tutti di buona vita piena di felicità e di amore e… il peperoncino sia con Voi

(Il testo si trova nella prefazione del libro “La via del benessere” della collana “CMS ACADEMY” edito a cura di Alberto Battaglia, Alessandro Battaglia e Michele Ceragioli. Il libro si può avere telefonando alla Segreteria del CMS-Centro Medico Specialistico tel.0584.617631, [email protected]


Un frammento di vita – di Lucia Seppia

Roberto l’ho conosciuto poco più di un anno fa. Mi chiamò al Carmencita, il caffè a due passi dal lungomare di Viareggio, per parlare di Palazzo Paolina: voleva organizzare un incontro pubblico. Arrivò con il computer, e mi chiese subito se avevo una chiavetta per trasferire i miei dati: gli risposi che non avevo niente, potevo solo raccontare le cose che avevo messo insieme. Si mise comodo ed ascoltò, tra un excursus di musica, architettura, scultura, urbanistica, poesia e design. In quella mezz’ora durante la quale cercai di riassumere la situazione del palazzo, Roberto nell’ascolto progressivamente sorrideva con gli occhi, e alla fine esclamò: “Guarda te! E pensare che in questi ultimi tempi avevo quasi l’intenzione di tirare i remi in barca con l’associazione. Cara Lucia, mi hai dato una tale gioia e un entusiasmo… che non mollerò! Se ti va, sei dei nostri!”. E così è stato.

Ecco, l’ho voluto descrivere in questo piccolo frammento di vita, perché in Roberto vidi un uomo che sapeva ascoltare, che era felice di vedere che si potevano elaborare, con nuove persone, argomenti che avrebbero arricchito l’esperienza associativa. Vidi simpatia ed umiltà, al cospetto di una semisconosciuta come me che aveva fatto un “miniconvegno” al tavolo di un bar. Vidi un uomo curioso di volti nuovi, di argomenti che potevano portare emozioni nella sua grande famiglia del Peperoncino Matto, ma notai soprattutto la sincerità dell’uomo maturo e di cultura che apprezza, che gratifica gli altri, e che empaticamente sa immediatamente trasmettere affetto.

Mi ha chiamato spesso dopo quell’incontro: per i Pasticci di Leonardo; per una serata estiva su Paolina Bonaparte; per parlare sulle emozioni che danno alcuni vini, sapendo che ero una sommelier. Ho avuto un gran dolore a leggere che ci ha salutati. Un’altra persona, con la quale avrei condiviso belle cose, non c’era più. Le mie sentite condoglianze a Vanna e alla sua famiglia.

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