Carlo Levi e Rocco Scotellaro, 'Lucania61'

Rocco Scotellaro, una vita per il Sud

A Tricarico grandi festeggiamenti il 19 Aprile, per la ricorrenza della nascita di Rocco Scotellaro, avrebbe compiuto 97 anni

A Tricarico, in provincia di Matera, grandi festeggiamenti  il 19 Aprile, per celebrare la ricorrenza della nascita di un suo figlio eccellente: Rocco Scotellaro. Avrebbe compiuto 97 anni. Uomo dalle tante definizioni Rocco Scotellaro: poeta contadino, sindaco contadino, politico, scrittore, poeta della libertà contadina, ebbe una vita breve, ma vissuta con intensa passione e grande impegno politico e letterario.

Sindaco di Tricarico

Figlio di un umile calzolaio si adoperò perché la gente del sud, la sua gente, vedesse un’alba nuova. Interrotti gli studi di giurisprudenza a Roma, a causa della guerra e per la morte prematura del padre, tornò a Tricarico, si iscrisse al Comitato di Liberazione Nazionale  e diede il via ad una intensa attività sindacale e alla fondazione della sezione del partito socialista,  pur continuando i suoi studi a Bari e a Napoli anche grazie ad una borsa di studio ottenuta dopo essere entrato in rapporti con il Movimento Comunità di Adriano Olivetti. Collaborò per breve tempo anche alla rivista ‘Comunità’.

Nel 1946, a soli 23 anni divenne  sindaco di Tricarico, con il sogno di contribuire al riscatto dei poveri contadini del sud. Nel 1946 conobbe anche Carlo Levi e Manlio Rossi-Doria. Sperava e lavorava per un’alba nuova ma l’otto febbraio del 1950 vide invece aprirsi per lui le porte del carcere di Matera, in cui trascorse 45 giorni  di prigionia, in seguito alla falsa accusa  di concussione da parte dei suoi detrattori politici che mal sopportavano il suo impegno politico. L’antico carcere di Matera conserva ancora intatta la cella, oggi a lui intitolata, in cui fu rinchiuso.

La piena assoluzione non cancellò l’amarezza per il tradimento subito da parte del suo stesso popolo e Rocco andò via dal paesino natio e abbandonò definitivamente la politica per dedicarsi alla letteratura, senza mai però dimenticare l’impegno a favore del riscatto dei contadini del sud che, anche nel dopoguerra, vivevano in condizioni igienico sanitarie ed economiche disperate.

Rocco Scotellaro, l'Unità

Il poeta contadino

Trasferitosi a Napoli, dopo un breve periodo di collaborazione con la casa editrice Einaudi, partecipò a Portici, per conto dello SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno) e per interessamento di  Manlio Rossi-Doria, agli studi preliminari per il piano regionale della Basilicata. Fondamentale l’incontro con Carlo Levi che accompagnò anche in  Calabria per valutare gli effetti della riforma agraria. Levi, amico e mentore, lo sostenne nelle sue fatiche letterarie e lo aiutò a far pubblicare le prime poesie.

Definito poeta contadino per i contenuti della sua opera, non certo in segno di dispregio, era uomo di grandi interessi e cultura, parlava più lingue e sperimentò molteplici ambiti letterari in cui trasfuse il suo impegno sociale, l’interesse per l’umanità sofferente, dipinta nella cruda realtà dei fatti in circa cento poesie, vari racconti, un’opera teatrale, e in due opere incompiute: un romanzo e l’inchiesta ‘Contadini del sud’.

La morte, il suicidio di Amelia Rosselli

La morte lo colse prematuramente, a soli 30 anni,  il 15 dicembre del 1953, e a Rocco fu negato di vedere l’alba nuova cui agognava per i suoi conterranei, il risveglio sociale che con i suoi scritti aveva contribuito a far germogliare. L’infarto che stroncò la giovane ma feconda vita di Rocco, portò alla follia Amelia Rosselli, la compagna  conosciuta a Roma, che lo aveva seguito, coinvolta dal profondo amore per il poeta, persino  nel piccolo e misero paese della Lucania. La donna, dopo il funerale dell’amato, vagò sconvolta per giorni nelle campagne lucane. Il folle calvario finì con il suicidio nel 1996.

Il successo letterario

Grazie a Carlo Levi e Manlio-Rossi Doria  le opere di Rocco Scotellaro furono pubblicate postume e la raccolta di poesie “E’ fatto giorno” – Mondadori – Milano 1954-  fu insignita del premio Viareggio e sempre nel 1954, il premio San Pellegrino fu attribuito all’opera “I contadini del sud”.

In seguito alla pubblicazione del libro “Contadini del sud” l’editore Franco Laterza, il proff. Rossi Doria e Michele Mulieri, un contadino dalla singolare storia di anarchico rivoluzionario, furono querelati per diffamazione da Rocco Ravelli,  segretario del fascio di Grassano (MT). Al processo tenutosi nel 1956,  in cui furono testimoni fra gli altri anche Carlo Levi e il proff. Rocco Mazzarone, e molti  braccianti, vennero alla luce numerosi atti di violenza e prepotenza compiuti da padroni e  fascisti contro la popolazione di Grassano, sede di confino di Carlo Levi nel 1935. (vedi L’Unità pg. 5 Sabato 3 marzo 1956)

Carlo Levi immortalò il giovane poeta nel famoso dipinto ‘Lucania 61’, commissionato dal Comitato per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia, per rappresentare la Basilicata alla mostra Italia 61, inaugurata a Torino nel maggio del 1961.  Rocco, filo conduttore del ritratto della Basilicata, è dipinto in una storia al contrario: prima nel pallore della morte pianto da un gruppo di donne in una caverna dei sassi, poi al centro di una vasta folla in cui, giovane uomo dai capelli rossi e il viso lentigginoso, parla in una piazza, osservato da noti intellettuali dell’epoca: Giuseppe Zanardelli, Francesco Saverio Nitti, Giustino Fortunato, Guido Dorso.

Oggi la sua eredità poetica, sociale e letteraria è ancora di notevole attualità. E’ fatto giorno si, ma il tempo è ancora lungo prima che giunga al pieno compimento.

Essi vestono e parlano e giudicano secondo un accordo che li avvince,

si riconoscerebbero in qualsiasi parte della terra’

(‘I contadini guardano l’aria’. Prosa giornalistica di R. Scotellaro)

Lucania '61
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di Rocco Scotellaro