Rolando Viani, scrittore
LA CULTURA, TACCUINO - di Antonio Carollo

Rolando Viani, uno scrittore da riscoprire

Rolando Viani ebbe l’ammirazione di scrittori del calibro di Italo Calvino, Romano Bilenchi, Elio Vittorini, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi

Rolando Viani (1923-1977) occupa un posto di rilievo tra gli scrittori viareggini. Le sue opere di narrativa, “I ragazzi della spiaggia” (1956), “Mascalzone” (1961), “Pensieri di vetro” (1997), “L’orfanotrofio” (1970) sono tutte da riscoprire, compresi un certo numero di racconti e un romanzo. E’ una gradevole esperienza immergersi nelle acque inquiete della sua prosa secca e “svelta”, come scrisse il critico Giuseppe De Robertis. Il primo contatto si consiglia con il racconto “Il pulcino”. Leggetelo, rileggetelo. E’ un piccolo capolavoro. Lo stile è semplice e realistico, ma s’intuisce una raffinata capacità di strutturazione del racconto, di flessibilità negli spostamenti di obiettivo, di padronanza nella dislocazione delle azioni e delle reazioni psicologiche.Colpisce, all’inizio della narrazione, la bugia della mamma espressa nelle parole”Torno subito”, in sé quasi banali, ma, per un bambino che sta per essere rinchiuso in un orfanotrofio e che capisce, quanto sono cariche di paura, angoscia, smarrimento, lacerazione, crudeltà. La mamma, per addolcire il distacco, gli mette in mano un pulcino, lui lo sbatte per terra. Il racconto prosegue con la rievocazione della vita sulla spiaggia alla capanna della nonna, della morte del padre, mastro d’ascia, in un infortunio in cantiere, delle prime sensazioni in orfanotrofio, del crescendo di traumi e di cupa tristezza in un ambiente duro e a tratti disumano, attraverso una scrittura densa e tesa. Il Racconto “Il pulcino” è all’origine del massiccio romanzo “L’orfanotrofio”, che è la controprova dello spessore intellettuale dello scrittoreGli altri racconti ci fanno conoscere un Rolando Viani dal carattere complesso, a volte timido, a volte spavaldo, anticonformista, intruppato con i suoi amici in una vita da bohèmien, alle prese con le prime scoperte, le prime avventure amorose, toccato da un sentimento di disagio e di irrequietezza, e, per un breve periodo, di frustrazione per la lontananza da Viareggio. Schiettezza, sincerità, coraggio della verità, altissimo tasso autobiografico, contrassegnano la sua narrazione che ha il passo sicuro dei suoi amati classici dell’Ottocento francese e russo.  Rolando Viani ebbe l’ammirazione di scrittori del calibro di Italo Calvino, Romano Bilenchi, Elio Vittorini, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi.

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