Home SPORT passione e denaro RUGBY. Gli azzurri perdono con la Francia

RUGBY. Gli azzurri perdono con la Francia

by Tommaso Gardella

Non bastano tre mete contro un Francia troppo forte, gli azzurri perdono il secondo match del 6 nazioni

Dopo la pessima prestazione contro il Galles, dove è mancato tutto, l’Italia ha affrontato la Francia nella seconda partita del 6 Nazioni 2020 allo Stade de France di Parigi. Alla nostra nazionale, che partiva con lo sfavore del pronostico, si chiedeva una reazione, una partita dove provare a giocare e a fare gioco pur sapendo il valore dell’avversario. Il punteggio, sicuramente migliore di quello contro il Galles, non rivela tutto il significato di una partita consumatasi tra fasi di controllo (soprattutto francese) e momenti di enfasi agonistica (soprattutto italiana), che lasciavano poco spazio a lucidi ragionamenti.

Per l’Italia questa partita rappresentava (oltre al significato storico dei nostri incontri) una sorta di rinascita spirituale, dove la prestazione che ne sarebbe derivata avrebbe fatto capire di che pasta siamo realmente fatti e se saremmo stati costretti a rincorrere o avremmo avuto la possibilità di giocarci la partita.

Beh, ce la siamo giocata!

Nonostante un inizio gara difficile riusciamo a giocare, imponendo anche il nostro gioco fatto di ricicli veloci e di (finalmente) miglioramenti nei punti d’incontro, finalizzati sia al rallentamento dei loro possessi, aprendo la possibilità di rubare il pallone in ruck e sia, in fase di attacco, a far uscire velocemente il pallone per attaccare aggredire il lato scoperto francese. Sarà però l’orgoglio a giocare un ruolo fondamentale nella partita, nel bene e nel male, che consente alla compagine italiana di sconfiggere l’organizzazione avversaria e la propria stanchezza, e conquistare l’ultima meta, che arriva alla fine della partita.

Il primo quarto d’ora di ha paurosamente ricordato la gara contro il Galles, dove una Francia fortissima ha cominciato la partita battendo gli azzurri sul mero piano fisico in maniera quasi imbarazzante, andando a prenderli (venendo subito a prenderci) nella loro metà campo e costringendoli ad errori banali. Dopo 2 minuti un high takle dei nostri produce un calcio piazzato trasformato da Romain Ntamack. Errori che paghiamo 3 minuti dopo quando i francesi, entrati per la seconda volta nei nostri 22 metri, stampando il pallone in meta con Teddy Thomas, dopo un delizioso tocco di piede Ntamack che trasformando fissa il punteggio sull’8-0.

Siamo in balia di un avversario che dà la sensazione di poter fare quello che vuole e che continua a schiacciarci nella nostra metà campo (in appena 10 minuti si è giocato per il 60% del tempo nei nostri 50 metri), riuscendo varie volte a sfondare la linea difensiva soprattutto a destra. Nonostante un guizzo d’orgoglio italiano che resiste più volte alle onde d’urto francesi, dopo 15 fasi offensive arriva la seconda meta della Francia con Charles Ollivon per il 13-0.

A questo punto, quando si pensava di vedere un bis della partita contro il Galles, un’ imprevista leggerezza francese concede una mischia a favore dell’Italia nei propri 22 metri. È il primo pallone in attacco per gli azzurri che non si fanno pregare e dopo svariati tentativi di sfondamento centrale, durati 12 fasi, con un po’ di confusione e fortuna riescono a marcare la prima meta della partita. Jayden Hayward è lucido a raccogliere l’ovale da terra e a girarlo subito per Matteo Minozzi che, tutto solo, schiaccia il pallone di fianco alla bandierina, trasformazione di Allan e distacco dimezzato. Il momento è a favore degli azzurri che si vedono regalare un calcio piazzato per un fallo gratuito di Fickou alla mezz’ora. Seconda trasformazione di Tommaso Allan che, bissando, riscrive il punteggio: siamo 13-10.

Forse la foga, o come detto prima l’orgoglio, annebbia nuovamente la testa dei nostri ragazzi

Sulle conseguenze del rinvio di Allan, che calcia direttamente fuori, i francesi ci rifanno visita nei nostri 22 metri e per la terza volta in quattro visite tornano nella loro metà campo con punti in saccoccia. Ntamak su calcio piazzato prima, per un fallo di Zilocchi, e Greg Alldritt con una meta poi, ricacciano indietro l’Italia, distanziata nuovamente di 13 lunghezze, chiudendo il primo tempo con un severo, ma giusto, 23-10 che comunque non demoralizza i gli azzurri.

Rientriamo dall’intervallo con l’intento di riaprire la partita e giochiamo una buona parte centrale di gara, agguerriti e propositivi ma con dei limiti. Limiti che vengono fuori quando c’è bisogno di giocate rischiose e decisive a conclusione di lunghe fasi in attacco, o di concludere diverse azioni che sarebbero potute diventare molto pericolose, con un possesso palla superiore nel primo quarto d’ora della ripresa e che ci impediscono di capitalizzare le occasioni create, unitamente a una mancanza di qualità, velocità e pulizia di passaggi nei momenti clou.

Dopo circa 20’ di buona prestazione veniamo puniti dai francesi che, con un’ottima combinazione dei trequarti, creano scompiglio nelle nostra difesa e aprono un varco nel quale Ntamack s’infila come una lama nel burro, bruciando Morisi sulla velocità pura e andando a schiacciare il pallone per la quarta meta dell’incontro. Sembra essere quella che chiude il match ma l’orgoglio italiano brucia forte dentro i nostri ragazzi che ritrovano la forza per tornare in battaglia e che vengono  ripagati con la meta di Zani aiutato dall’ottimo supporto in attacco del pacchetto dei piloni, rinvigorito dagli ingressi di Riccioni, Fischetti e Licata e con la successiva trasformazione di Allan che fissano il punteggio sul 28-17.

La speranza italiana svanisce

Sul -11 la partita vive un momento di “stallo”. L’Italia vuole riaprire la partita e lo fa caricando a testa bassa e riuscendo a chiudere i francesi nei loro 22 metri per ben due volte. Questa volta però viene meno un’arma che aveva funzionato bene: il drive su rimessa laterale. A 10’ circa dalla fine della partita una presa difettosa di Budd, autore di un ottima prestazione, regala il pallone ai francesi che vincono poi un preziosissimo turnover nei loro 22 uscendo, così, da una situazione che durante la partita aveva dato diversi grattacapi alla difesa della Francia. 3’ dopo è Zani a sbagliare la rimessa complicando l’attacco italiano che dopo alcune fasi perde il possesso del pallone, complice anche un probabile in avanti francese non visto dall’arbitro Brace.

La speranza italiana viene spenta al 75’ quando, dopo una touche persa dall’Italia, viene fischiato fallo a favore dei francesi che, battendo velocemente con Serin, prendono di sorpresa la nostra difesa andando a segnare la loro ultima meta. A poco serve la meta italiana di Bellini, se non per averla fatta mentre l’intero stadio intonava l’inno francese.

Come detto, il punteggio mette in ombra varie fasi di una partita giocata a viso aperto dall’Italia che esce sconfitta, ma comunque a testa alta. Oltre alle 3 mete segnate fanno sorridere l’atteggiamento e la cattiveria messa in campo, giustificata dai nostri 237 takle contro i 203 dei francesi e da un’accresciuta efficacia in zona offensiva, testimoniata dalle 7 volte che l’Italia è entrata nei 22 metri avversari segnando 22 punti (3,14 punti per ingresso). Questi dati però non bastano a battere una Francia che ha dato la sensazione di aver un po’ scherzato con noi, accelerando quando vedeva la possibilità di fare male e lasciandoci il gioco in mano quando c’era da rifiatare, gestendo la partita sicura di vincerla in un modo o nell’altro.

La prestazione dell’Italia è comunque molto positiva e il lavoro fatto in settimana dal C.T. Franco Smith ha dato i suoi frutti, correggendo dove c’era da correggere e migliorando quanto di buono (poco) visto contro il Galles, creando un mix che dovrà fare da base per ulteriori step in avanti. Adesso ci sono due settimane per preparare al meglio il prossimo match contro la Scozia, dentro la cornice dello Stadio Olimpico di Roma il prossimo 22 febbraio, che potrebbe rappresentare un’importante svolta per il cammino azzurro.

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