ATTUALITA', SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

SailGP, la prima tappa alla Bermuda va agli inglesi

di TOMMASO GARDELLA – Domenica è andata in scena la prima tappa del SailGP, dopo la cancellazione di febbraio a Sidney e vinta dagli inglesi.

Domenica è andata in scena la prima tappa – teoricamente la seconda, visto quella cancellata a febbraio a Sidney e vinta dagli inglesi – del Sail GP, appena alla seconda edizione ma già di un importanza velica seconda solo all’America’s Cup, che ci accompagnerà fino a Marzo 2022.

La scorsa edizione ha visto trionfare gli australiani, capitanati da Tom Slingsby, che quindi si presentavano alla vigilia della seconda edizione come i grandi favoriti, avendo anche avuto più tempo per sviluppare le nuove imbarcazioni, i catamarani F50 in grado di raggiungere e superare i 90 km/h. A fronteggiare gli aussies quest’anno, ci sono figure di tutto rispetto e dal palmares pieni zeppo di record, ori olimpici, mondiali e America’s Cup, come Peter Burling e Blair Tuke a capo di New Zealand, Ben Ainslie per l’Inghilterra e James Spithill per gli americani. Tutti grandi esperti, tutti campioni e tutti con un unico obiettivo: arrivare prima degli altri.

Domenica è stato Sir. Ben Ainslie a mettere il suo F50 davanti a tutti, vincendo una sola gara nelle fasi di qualificazione per primi tre posti – la chiave per accedere alla finale e giocarsi la vittoria assoluta – e piazzandosi quindi terzi, per un solo punto, davanti agli spagnoli. Gli australiani avevano dato l’impressione di poter dominare tranquillamente il weekend dopo una prima giornata dove avevano vinto tre gare su tre con un certo vantaggio e mostrando un’ invidiabile e quasi inscalfibile forza, che gli ha subito consacrati come imbarcazione più competitiva. Cosa che effettivamente e tutt’ora è.

La seconda giornata e quarta gara si apre con una grande vittoria degli inglesi – unita al secondo posto di gara 5 permetterà a Ainslie & Co. di qualificarsi per la finale – che dominano una gara caratterizzata da sportellate, scontri e ribaltamenti.

Appena partiti, gli spagnoli sono costretti ad “appoggiarsi” sui francesi per poter entrare nel gate di partenza e prende effettivamente parte alla gara, due leg successive arriva lo scontro che metterà fuorigioco americani e giapponesi. Nathan Outteridge, timoniere per il Giappone, è nella parte sinistra del campo di regata e dopo aver virato punta la prua dell’F50 verso il boundary di destra, mentre James Spithill sta timonando l’F50 a stelle e strisce sulla stessa traiettoria ma dal verso opposto, non vedendo la vela bianca e rossa dei nipponici che a quel punto non possono fare altro che provare a deviare la traiettoria, ormai in ritardo. Lo scontro accavalla i giapponesi sopra lo scafo di sinistra degli americani, ritrovandosi entrambi di colpo piantati in mezzo al campo di regata.
Il Giappone si ritira, gli americani invece riescono a proseguire ma poco dopo, complice probabilmente i danni subiti nell’incidente, si ribaltano e si ritirano.

Gara 5, vinta dagli aussies, ha poco da dire, se non lo scontro per il terzo posto che verrà vinto da Ben Ainslie.

Arriviamo quindi a gara 6, nella struttura della competizione la Finale, la gara che determina il vero vincitore della tappa.

Australia, Francia e Inghilterra. Uno scontro finale dove, visto l’uguaglianza delle barche, il vero protagonista è l’uomo e tutte le variabili del caso e dove il fattore match race assume un’importanza notevole. Ed è esattamente ciò che succede e che probabilmente Ben Ainslie sperava che accadesse.

Complice anche la poca competitività dei francesi, la gara, da subito, si trasforma in una corsa a due e lo si capisce anche dall’approccio degli inglesi, che giocano contro Tom Slingsby fin dal primo gate. Dopo una fase centrale di gara dove Ben Ainslie controlla da poco piu avanti il nativo australiano, un salto di vento aiuta i britannici ad allungare e a mettere al sicuro la vittoria. Terzi arrivano i francesi, quarti gli spagnoli e quinti i neozelandesi che dopo una problematica prima giornata passata a rincorrere il gruppone, rialzano la testa con un quarto e quinto posto la domenica che li toglie dall’ultima posizione. Sesta posizione per la Danimarca, guidata da Nicolai Sehesten, e ultime due posizione rispettivamente occupate dal Giappone, con Francesco Bruni nel ruolo di Flight Contorller, e dagli americani.

La prima tappa, grazie anche al fattore numerico e alle velocità raggiunte, si è rivelata incredibilmente spettacolare ed emozionante, con tante lotte per le posizioni che hanno superato il limite lasciando sugli scafi le cicatrici degli scontri. I grandi volti che ne timonano le sorti aggiungono interesse e spettacolo ad una competizione che in soli due anni ha creato grande attrazione verso se stessa e che non vediamo l’ora di ospitare qui a Taranto nel weekend del 5 e 6 di giugno.