FOCUS, LA PSICOLOGA - di Alessia Ricci

Salve a tutti mi presento, sono la Sindrome Fibromialgica

di ALESSIA RICCI – Una malattia reumatologica che colpisce a livello nazionale 1.5 – 2 milioni di persone, difficile ad essere diagnosticata

“Salve a tutti mi presento, sono la Sindrome Fibromialgica, per gli amici Fibro o S.F. Sono una malattia reumatologica. Avrete sentito poco parlare di me, forse penserete che sono una malattia rara, in realtà sono molto diffusa. Colpisco a livello nazionale 1.5 – 2 milioni di persone, ma vista la difficoltà nel diagnosticarmi probabilmente ne colpisco molte di più.

Adesso non spaventatevi. Non sono una malattia mortale, però posso essere molto invalidante. Purtroppo mi prendono poco in considerazione, per questo, non so ancora come far soffrire di meno. Come tutti ho dei difetti: dolori cronici diffusi in tutto il corpo e una buona dose di stanchezza giornaliera. Ogni tanto mi diverto a far perdere la memoria o la concentrazione e talvolta anche il sonno. Alcuni medici mi conoscono, altri no e quando m’incontrano pensano che sia pazza o peggio che non esista, e questo non mi aiuta anzi mi fa peggiorare. Lo so che non ho un riscontro organico e non rispondo ai farmaci come vorrebbero ma questo non può giustificare la mia mancata presa in carico. Credo che se imparassero a conoscermi forse capirebbero come aiutarmi”.

Immagino che la Sindorme Fibromialgica, se potesse, si presenterebbe così. Per conoscerla meglio posso aggiungere che è una malattia reumatologica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso a tutte le parti del corpo e da affaticabilità ingiustificata. Inoltre presenta una variegata sintomatologia extra-scheletrica che varia da caso a caso, che può comprendere alterazioni cognitive, astenia, cefalea, disturbi del sonno e disturbi gastrointestinali, ansia, depressione, parestesie etc. senza, però, presentare alterazioni rilevabili con esami di laboratorio. La diagnosi si basa sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) che prevedono che la dolorabilità diffusa sia riscontrabile anche dalla presenza di aeree dolorabili alla digitopressione definite tender points.

La Fibromialgia è una patologia dolorosa e molto complessa. Non si limita al puro dolore fisico ma provoca alla persona un’enorme sofferenza psicologica. Il mancato riconoscimento della malattia a livello nazionale, l’incomprensione quindi da parte del sistema sanitario e di conseguenza del contesto lavorativo e/o familiare sono tra i principali fattori che disintegrano l’esistenza del malato fibromialgico facendolo sentire troppo spesso solo con la sua sofferenza.

Inoltre la difficoltà di diagnosi, la diversificatività dei trattamenti proposti e gli scarsi risultati conseguiti alimentano sentimenti di inaiutabilità, solitudine e rabbia a cui possono conseguire quadri depressivi maggiori o un aumento di sintomatologia ansiosa. Componenti emotive in grado di aggravare in un circolo vizioso la dolorabilità. Per questo nella Fibromialgia la sola terapia farmacologica è necessaria ma purtroppo non sufficiente; trattandosi di dolore cronico il farmaco può aiutare nell’alleviare la sintomatologia dolorosa ma non potrà agire su ciò che quotidianamente alimenta e mantiene la dolorabilità.

Il trattamento, come suggerito dalle linee guida d’intervento internazionali, dovrebbe basarsi quindi su una presa in carico multidisciplinare che vede all’opera diversi specialisti, come il medico curante, il reumatologo, lo psicoterapeuta, il fisioterapista, lo psichiatra, il nutrizionista etc. L’obiettivo principe del trattamento: rendere il paziente capace di confrontarsi con il dolore in modo che non lo subisca più in modo passivo ma possa agire su di esso, potenziando le sue strategie di gestione e controllo e aumentando così la propria qualità della vita.