Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli Salvini, il diritto di parlare e il diritto di dissentire

Salvini, il diritto di parlare e il diritto di dissentire

Il ‘bello’ della democrazia

Il bello della democrazia è che può anche non piacere. A differenza di una dittatura che deve piacere per forza. Poiché quel ‘bello’ assume il valore di una contraddizione (se a me tu non piaci, tu puoi dire altrettanto nei miei confronti), i padri del pensiero democratico, in opposizione al dominante credo aristocratico e clericale, associarono alla parola ‘democrazia’ un’altra parola: tolleranza. In latino il verbo ‘tolerare’ suona precisamente come ‘sopportare’. La libertà di espressione è sancita con il sangue nella nostra Costituzione. Per cui, chi difende la Costituzione deve ‘sopportare’, altrimenti è un nemico della Costituzione. Il tema in Italia si ripropone, purtroppo, fin dalla nascita della Repubblica (il prima è scontato), ed ha caratterizzato l’ultimo quarto di secolo con il Rogo di Berlusconi. Adesso è la volta di Matteo Salvini. Cosa pensa e cosa dice Salvini (e prima di lui Berlusconi) viene dopo il ‘bello’ della democrazia: Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire. A scanso di equivoci, non l’ha detto il papa. La forza della democrazia sta nel non avere paura di chi la pensa diversamente da te, per questo in un regime democratico è ‘tollerata’ anche l’esistenza di un partito monarchico, e i parlamenti sono aperti anche alle estreme correnti le cui idee costituiscono una limitazione pesante dei principi democratici e della sovranità popolare. Ciò non significa che tutte le opinioni assumano il rango di idee, possono rimanere semplicemente sterco da trattare come tale. In questi giorni è stato annunciato l’arrivo di Matteo Salvini al Carnevale di Viareggio. La festa viareggina, per la sua fama, è sempre stata meta di pellegrinaggio politico: Bertinotti. Rutelli, Veltroni, e ai miei tempi Spadolini, Craxi… Adesso arriva Salvini, il quale ha annunciato anche la visita alla Cittadella del Carnevale dove si costruiscono i carri e le maschere. Il maggiore dei costruttori, Fabrizio Galli, ha dichiarato che lui quel giorno aveva già programmato un impegno di famiglia, altrimenti avrebbe ricevuto Salvini nel suo hangar cogliendo l’occasione per dirgli ciò che pensa sulla tolleranza e sull’inclusione sociale. Un altro carrista, Umberto Cinquini, ha dichiarato, invece, che lui non stringe la mano a chi “augura a donne e bambini di diventare mangime per i pesci”. Questo è il ‘bello’ della democrazia: e la democrazia muore se qualcuno imponesse a Fabrizio Galli di non andare con la propria famiglia per ricevere Salvini nel suo hangar; se qualcuno bussasse alla porta di casa di Umberto Cinquini obbligandolo a stringere la mano a Salvini; se qualcuno impedisse a Salvini di stringere la mano a chi vuole ed esprimere le sue idee nelle strade e nelle piazze, fossero pure le più lontane dalle mie. La democrazia e la Costituzione valgono sempre, non conoscono giorni festivi o feriali. (Solo a margine: grazie alla politica del Rogo del Demonio, la sinistra ha consegnato all’Italia vent’anni di Berlusconi, potrebbe riuscire a ripetere l’operazione con Salvini).

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