Sara Jane

Sara Jane: i giovani di Viareggio con Marialina

Se questa è l’aria, auguro a Sara e ai giovani candidati non di entrare, ma di invadere il nuovo Consiglio Comunale.

Sarà perché Viareggio non mi appassiona molto, che rimango meravigliato. L’articolo di lunedì su Marialina Marcucci mi dicono abbia registrato oltre diecimila visualizzazioni. Sempre a quanto mi dicono, avrebbe suscitato anche un po’ di camurrie come direbbero in Sicilia, per quell’immagine riassunta con “scappate di casa”. L’intenzione, confesso, era una toccata e fuga: un nome altolocato che decide di fare il sindaco a Viareggio è di per sé una notizia. Se scorriamo la cronaca a ritroso negli anni, viene fuori una città incrostata nelle turbolenze, logorroica, presuntuosa, egoista, indifferente al bene pubblico quanto basta, anche se poi tutti hanno “i coriandoli nel sangue”. Come definire, quindi, se non meraviglia, lo scoprire che, improvvisamente, a Viareggio accade qualcosa di nuovo?

Martedì pomeriggio ricevo la telefonata di un vecchio amico, è una vita che non ci sentiamo, ha letto la mia intervista alla Marcucci. A un certo punto della conversazione mi dice: “E’ riuscita anche a mettere i giovani in prima fila, hai visto?”. Francamente no, gli rispondo, la mia è stata una toccata e fuga. E’ così che vengo a conoscenza di Sara Jane, candidata al Consiglio Comunale, capofila di un nutrito gruppo di giovani viareggini, e del lavoro che hanno fatto in occasione di queste elezioni.

Sara Jane ha 29 anni. E’ un’operatrice culturale, tra le fondatrici dell’associazione “Uno, nessuno, centomila”: “dove costruisco percorsi di partecipazione e condivisione” mi spiega al telefono. Partecipa anche alla produzione di “Limbo Festival”, sono andato a vedere di che si tratta: “Limbo offre un percorso curato di Musica, Benessere, Cibo, Talks, e Rituali, radicato nel paesaggio toscano, che favorisce l’autorealizzazione e l’arricchimento culturale. Uno spazio per riconnetterci con noi stessi, con gli altri e con il mondo vivente che ci circonda”. A vederla in fotografia, incorniciata dai riccioli che si muovono tra il biondo e il color ruggine, Sara non dà l’idea di essere vicecampionessa italiana di Karate: “mi ha insegnato il valore della disciplina e del rispetto degli altri” mi dice.

“E’ vero, abbiamo il mare, il Carnevale… Ma nessuno ha il coraggio di ammettere che Viareggio non è una città per giovani”. Sara, insieme agli altri giovani della coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Marialina Marcucci, ha realizzato un questionario che ha coinvolto 150 coetanei. “Tutti parlano dei giovani, invece noi crediamo che sia giunto il momento in cui siano i giovani a parlare a tutti. Per questo dobbiamo entrare direttamente in Consiglio Comunale” è il concetto di fondo. E non avrei dovuto meravigliarmi?

“Se osserviamo attentamente il nostro territorio, emerge un dato chiaro” mi dice Sara: “oggi i giovani a Viareggio si sentono poco rappresentati e poco coinvolti nella vita della città. Alla domanda Viareggio è una città per giovani? solo una minoranza risponde sì, mentre la grande maggioranza si divide tra chi risponde in parte e chi risponde no. Anche il livello di soddisfazione generale è basso: in media, i giovani valutano le opportunità offerte dalla città con un gradimento poco superiore a 2 su 5″.

Le mancanze principali che emergono dal questionario sono: spazi di aggregazione, eventi culturali, opportunità di lavoro, ascolto e comunicazione, abitazioni e affitti. “Un altro dato particolarmente significativo riguarda il futuro: oltre il 70% dei giovani dichiara di aver pensato di lasciare Viareggio” prosegue Sara. “E le motivazioni principali sono la mancanza di opportunità e di stimoli. Questo è forse il segnale più forte: non si tratta solo di migliorare ciò che già esiste, ma di evitare che una generazione intera scelga di andarsene”.

I Millenium che Marialina Marcucci ha voluto al proprio fianco hanno il sapore di altri tempi (quando i giovani facevano la differenza), ma con un senso pratico che forse noi, oggi Boomer, non avevamo (avvolti nelle utopie). Ad esempio il progetto Viareggio Urban Wave (una rete di skate park e sport urbani come spazi giovani, inclusivi e identitari) e quello della Spiaggia Sportiva Libera (un modello pubblico-sportivo per gestire in futuro tratti di spiaggia libera con associazioni del territorio). Merita leggerli.

” In Versilia circa il 35% delle abitazioni non è occupato stabilmente. La media nazionale si attesta intorno al 27%. Una parte rilevante di queste abitazioni è costituita da seconde case o immobili destinati all’uso turistico, e questo comporta naturalmente una sottrazione significativa di offerta abitativa per i residenti. Sul fronte dei prezzi, gli affitti a Viareggio si collocano mediamente tra i 900 e i 1.300 euro mensili per appartamenti standard, con un aumento di circa il 20% nell’ultimo anno secondo i principali portali immobiliari: a fronte di stipendi medi (per chi ha la fortuna di averli) stimati tra i 1.300 e i 1.700 euro, il costo dell’abitazione può arrivare a rappresentare tra il 60% e l’80% del reddito mensile. Conclusione: dal punto di vista sociale, in Italia circa il 65–70% degli under 35 vive ancora con i genitori , mentre oltre il 40% dei giovani in affitto spende più del 40% del proprio reddito per la casa, ben oltre la soglia di sostenibilità generalmente fissata al 30%”. Pausa. “Ne vogliamo parlare?”.

Se questa è l’aria, auguro a Sara e ai giovani candidati non di entrare, ma di invadere il nuovo Consiglio Comunale.