Home OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini Schumacher, Forza Campione! Quell'incontro 15 anni dopo…

Schumacher, Forza Campione! Quell'incontro 15 anni dopo…

by Giovanni Lorenzini

DA SEI anni. L’incidente accadde il 29 dicembre sulle nevi svizzere mentre stava sciando. Il campione di automobilismo Michael Schumacher sta combattendo una durissima battaglia per tornare ad una vita normale. Qualcuno si domanderà: che cosa c’entra Schumacher con le vicende viareggine e versiliesi che ogni tanto raccontiamo? Rovistando nella memoria e nell’archivio, appare il ricordo di un grande gesto di sensibilità del campione della Ferrari nel momento in cui la sua stella brillava nel firmamento sportivo mondiale. Un gesto che rivisto a quindici anni di distanza disegna i contorni ad una storia, bella e molto, ma molto triste nello stesso momento.

L’ANTEFATTO si consuma sulle colline camaioresi delle Seimiglia: è un sabato pomeriggio del gennaio 2003 quando un bambino viene investito da un’auto. Il piccolo, neppure 10 anni, finisce in coma per le ferite riportate nell’incidente. I medici e la famiglia del bambino lottano con tutte le armi della scienza e del cuore per svegliarlo dal ‘sonno’ nel quale dal giorno dell’incidente è precipitato.

Prima di allora, Il piccolo aveva una grande passione per i motori, stravedeva per la Ferrari e Schumacher. E allora per tentare di risvegliare i suoi riflessi sensoriali, perché non provare anche questa strada, farlo vivere un giorno in un box della Ferrari? Fu l’allora il presidente della Circoscrizione di Camaiore, Pier Francesco Pardini a mettersi in moto, scrivendo una lettera alla scuderia di Maranello, segnalando il caso e chiedendo la possibilità di fissare un incontro con Schumacher.

Un mese dopo arrivò la risposta firmata dall’allora manager della Ferrari, Stefano Domenicali con la conferma che Michael Schumacher avrebbe incontrato con piacere il piccolo e i genitori, con la speranza che quel contatto potesse favorire il suo recupero.

IL ‘CONTATTO‘ ci fu nel mese di aprile sulla pista di Fiorano, dove la Ferrari effettuava un ciclo di prove in previsione dell’impegno nel mondiale di Formula Uno. Grande emozioni. Grandi speranze. Grande disponibilità della Ferrari e del suo campione. ‘Schumacher volle rimanere a lungo con il piccolo, dimostrando una grande sensibilità, la sensibilità e l’attenzione verso chi stava soffrendo’. La voce, i rumori, tutto quello che apparteneva al mondo della Formula Uno e della Ferrari per svegliare il piccolo. Un tentativo che andava fatto nel segno della speranza.

IL RESTO della storia è triste. Molto triste. Da qualche anno, il piccolo non è più con noi, un angioletto è volato via: Michael Schumacher dopo la caduta con gli sci e il coma, sta combattendo la sua battaglia, sospinto dall’amore della sua famiglia e dal tifo di milioni di sportivi con la speranza che un miracolo (per chi ha fede) o una nuova cura (per chi crede nella scienza) possano favorirne il recupero.

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