Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli Sciopero nazionale? roba da matti!

Sciopero nazionale? roba da matti!

by redazionetoscanatoday

CGIL CISL UIL hanno annunciato lo sciopero di tutte le categorie nel caso in cui Il Governo… E pure i benzinai. Ne sentivamo la mancanza

Sgomberiamo subito il campo: lo sciopero è un diritto conquistato con il sangue dai lavoratori e dalle lavoratrici nel Novecento (che nel corso del tempo abbia subìto spesso delle distorsioni non cambia la sostanza). Il Governo Conte sta esaminando un aggiornamento delle attività autorizzate a lavorare? Non escludo che possa cedere ad alcune improprie pressioni economiche. I sindacati hanno detto al Governo e alle parti sociali quello che dovevano dire: inquietare ulteriormentei i cittadini evocando pubblicamente lo sciopero potevano evitarlo, tranne che non pensino di utilizzare l’angoscia generale come occasione per risorgere dalla cenere. “Cgil Cisl, Uil sono pronte a proclamare in tutte le categorie che non svolgono attività essenziali lo stato di mobilitazione e la conseguente richiesta del ricorso alla cassa integrazione, fino ad arrivare allo sciopero generale” (fonte: Adn Kronos). Un padre della rivoluzione mondiale l’avrebbe definito uno slogan scarlatto: l’associazione tra ‘cassa integrazione’ e il tema delle ‘attività consentite”. Buona, cioè, per attirare l’attenzione, ma vuota di sostanza: e ci mancherebbe anche che il diritto della cassa integrazione fosse sottoposto a motivazioni diverse da quelle già stabilite dalle leggi.

La salute di chi continua a lavorare per il bene comune, prima di tutto. Il posto dei sindacalisti in questo momento è sui luoghi di lavoro, con i lavoratori e le lavoratrici (non voglio apparire malizioso, ma spero che le commesse dei supermercati abbiano visto in questi giorni i loro sindacalisti). Luciano Lama mi ha insegnato che lo sciopero generale è una cosa seria, l’ultimo strumento in una democrazia quando ogni altra strada è preclusa per difendere il lavoro e il Paese. Non mi pare che siamo a questo punto, oggi.

Esiste un problema di aziende dove è possibile salvare il salvabile? Non è un problema dei padroni, è un problema dei lavoratori e del Paese: perché se l’azienda fallisce si perderà il posto di lavoro; perché la cassa integrazione è anche e sempre un costo sociale per tutti i cittadini. Non sarà uno sciopero generale in un Paese in ginocchio a risolverlo: e se in gioco c’è la vita dei lavoratori e delle lavoratrici, spetta a loro decidere se riprendere a lavorare (non ai baroni del sindacato) garantite e rispettate le condizioni di sicurezza sanitaria (nel loro interesse e nell’interesse della salute di tutti – e quindi sulla base del parere scientifico della medicina).

Quanto ai benzinai, non ho capito se è un problema di sicurezza sanitaria o di guadagni insufficienti: l’unica cosa che credo di avere capito è che non è arrivato nessun contributo ai benzinai da parte delle grandi compagnie petrolifere; e da parte del Governo sull’accise della benzina (notoriamente parte grande del costo di un litro al consumatore finale).

Il Governo Conte non è nelle condizioni di poter decidere ciò che vuole arbitrariamente: in gioco c’è la nostra vita. Può tranquillizzarsi il sindacato. Ci sono i presidenti delle Regioni, ci sono i sindaci, ci sono gli italiani.

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