FOCUS, Operazione Spartito

Se anche Riccardo Muti dice che così non c’è futuro

“Non è di eventi che l’Italia ha bisogno, “ma delle idee, della linfa nuova che viene dai giovani, di tante diverse rappresentazioni”

Riccardo Muti rompe un’altra crosta del Sistema Opera in Italia, lo ha fatto con le dichiarazioni che ha reso all’ANSA. A chi dice che tutto in Italia continua a procedere nonostante tutto, secondo le istruzioni del Monopoli con una sola coppia di giocatori (il ministro Franceschini e il direttore generale Salvo Nastasi), il vento che la pandemia è andata sollevando tra il Tirreno e l’Adriatico indica un barometro assai diverso.

Ecco il barometro che indica la bassa pressione. Se perfino un autorità come Riccardo Muti sente il bisogno di dire “che siamo il Paese che ha dato il nome alle note, che ha inventato il teatro in musica, che ha costruito gli strumenti più straordinari, mentre all’est del mondo la Cina, la Corea, il Giappone, Taiwan hanno capito l’importanza della musica nella formazione della società, in Italia si chiudono i teatri di cui pure i nostri antenati hanno cosparso la penisola. Teatri che devono essere riaperti e affidati ai giovani, con l’aiuto degli enti locali, degli imprenditori, delle persone abbienti. Perché non è di eventi che l’Italia ha bisogno, ma delle idee, della linfa nuova che viene dai giovani, di tante diverse rappresentazioni che convincano il pubblico a seguire, a partecipare”.

Dice ancora il Maestro Muti, la cui paura è che il pubblico possa abituarsi a fare a meno dei teatri e dei concerti dal vivo: “In Italia ci sono regioni intere prive di teatri, tanti conservatori che diplomano giovani molto bravi, ma poche orchestre, mentre altrove non è così, in Germania costruiscono teatri, in Asia la sola città di Seul conta 18 orchestre”. Non serve avere pochi grandi teatri “come cattedrali nel deserto”, è di un tessuto di piccoli teatri e di orchestre che l’Italia e gli italiani hanno bisogno per assicurarsi un degno futuro”.

Sì ha ragione Riccardo Muti, siamo “un Paese straordinario che ha abdicato al suo compito di guida in Europa”, dove i musicisti e i cantanti non sono abbastanza considerati, dove per i giovani “sempre più bravi” che escono dai tanti conservatori, “non c’è futuro se non la disoccupazione”. E dove la musica non si insegna nelle scuole e anzi negli anni si sono chiuse le orchestre della Rai, “un crimine”, denuncia Muti all’ANSA.

Adesso Muti, oggi Marco Tutino, alcuni giorni fa Giancarlo Del Monaco (per la serie degli ebook di Toscana Today), e poi i protagonisti del lavoro nei Teatri, Enrico Sciarra, Franco Silvestri, Gianluca Floris, nelle settimane scorse le manifestazione pubbliche degli artisti da Milano a Palermo.

Quando l’aria tende a salire verso l’alto si raffredda e nell’incontro con masse d’aria a differenti temperature può provocare l’instabilità atmosferica: ecco cosa indica il barometro, oltre l’apparente sicurezza del Potere blindato nel Mibact. Se solo anche un piccolo pezzo della buona politica, in ogni latitudine del Parlamento e del Paese, riuscisse a farsi portavoce di questa onda che cresce in nome della Cultura e del futuro dei Teatri e della Musica in Italia, il destino dei nemici della Patria sarebbe segnato.

(foto. Paolo Restani licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paolo_Restani_Riccardo_Muti.jpg )