Governo rosso-giallo

Se deve nascere un nuovo governo con le solite facce

di ALDO BELLI – Si sta profilando l’ennesima onta alla nostra democrazia sulla pelle degli italiani e delle città bombardate dal Covid

E’ un po’ come se durante l’occupazione tedesca ancora in atto in Italia, si fossero messi a discutere di far dimettere il Governo Badoglio per farne uno nuovo uguale al vecchio. Più o meno, è quanto sta accadendo in questi giorni in Italia. L’unica differenza, è che allora il presidente Roosevelt e il primo ministro Churchill avrebbero ordinato al generale Eisenhower di prendere a calci nel culo tutti i partecipanti, mentre oggi non esiste più nessuno, o quasi, capace di utilizzare i piedi anche per fini diversi da quelli di camminare, la libera informazione compresa.

Gli Alleati non impiegarono molto tempo per rendersi conto di quale pasta frolla fosse fatto l’uomo, non era quanto di meglio si poteva sperare, ma chi sente sulle proprie spalle la responsabilità del destino di una nazione è prima di tutto cosciente delle compatibilità, con senso di realismo. Il Governo Conte-bis non mi piace fin dall’inizio, perché credo nella democrazia e nella sovranità popolare: un nazione civile non può essere governata da uomini e forze politiche che si dichiarano veementemente alternative fino al giorno prima e poi si presentano all’altare unendosi in matrimonio. Ciascuno è libero di copulare con chi vuole, ma nella vita privata. In quella pubblica la coerenza e la fedeltà non consentono deroghe, perché le parole nell’esercizio del potere pubblico costituiscono il contratto che lega i rappresentanti agli elettori, e quando non si rispettano le parole si tradisce il contratto: che significa tradire la democrazia. E’ superfluo ripetere le massime pronunciate col tono irreversibile tra grillini e piddini prima dell’unione celebrata il 5 settembre 2019.

Oggi non ci sono i tedeschi di Hitler alle porte, ma è a tutti evidente che la pandemia rappresenta un grande nemico che non desiste. Un comando in battaglia si cambia solo se costituisce un pericolo vitale per la vittoria. Il Governo Conte-bis ha dimostrato in molti modi di non essere all’altezza di questa guerra, che è quella del Covid ma anche del rilancio economico e del benessere del Paese. Avremmo quindi da tirare un sospiro di sollievo nella sua destituzione parlamentare, se solo potessimo immaginare un governo con ben altra autorevolezza e competenza, ma purtroppo non è così. Se l’Italia deve cambiare governo per rivedere le stesse facce che hanno tradito il contratto elettorale, sarebbe meglio evitare un’ennesima onta alla democrazia italiana. E concentrare ogni energia in Parlamento per un War Cabinet, un Governo di Guerra, con l’unico scopo di debellare la pandemia e di programmare la ricostruzione del dopoguerra in attesa che si possa ritornare alle urne.

Tanto più, che in tutta questa discussione sul rimpasto del governo PD-Cinque Stelle non c’è niente di nobile, trovare un motivo che nasca dagli interessi degli italiani è come cercare un ago nel pagliaio.