Home SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella LA SF1000 che darà battaglia a Mercedes e Red Bull

LA SF1000 che darà battaglia a Mercedes e Red Bull

by redazionetoscanatoday

La SF1000 che darà battaglia a Mercedes e Red Bull, per la prima volta una Ferrari viene presentata fuori dallo stabilimento di Maranello, al teatro Romolo Valli di Reggio Emilia dove nacque il tricolore

SF1000. Posto speciale per un occasione speciale perchè la 66esima vettura Rossa quest’anno sarà autrice di un importante evento, quello di celebrare il millesimo gran premio della Ferrari.

La sensazione di fronte alla FS100 è quella di un’evoluzione estrema della vettura della scorsa stagione soprattutto nella zona delle pance, ancora più rastremate, segno di un gran lavoro nella collocazione dei componenti della power unit e sulla monoscocca. Un cambiamento del genere è frutto di un gran lavoro dei tecnici, che a fronte di un minor ingombro sono riusciti a mantenere lo stesso livello di potenza e migliorando allo stesso tempo consumi e prestazioni. Tutto questo unito a un passo accorciato grazie alla nuova scatola del cambio, permettendo alla Ferrari 2020 un diffusore più efficiente e riducendo allo stesso tempo le superfici per diminuire la resistenza aerodinamica.

In questo senso la zona coca-coca e delle pace sono quelle che per prima saltano all’occhio, con le ultime che presentano uno scivolo per velocizzare lo scorrimento dei flussi d’aria.

La dieta

La dieta permetterà alla SF1000 sia di avere una superficie maggiore del fondo dalla quale aumentare il carico aerodinamico (la parte della vettura che genera più kg verso il basso) sia di generare un afflusso di aria maggiore al diffusore, altro protagonista generatore di downforce. Tutta questa ricerca nello snellimento servirà per contrastare un importante quantità di carico aerodinamico che la vettura, anche tramite la parole di Mattia Binotto, sarà in grado di sviluppare.

Il cambiamento non significa solo giocare meglio con gli spazi ma riprogettare anche le parti che gli stanno intorno, come ad esempio il sistema di raffreddamento. L ’airscope, a tal proposito, è stato rivisto, rimpicciolito e riabbassato per permettere alla pinna posteriore di pulire ancora di più i flussi, segno di gran fiducia nella resistenza della power unit. Non solo, ai lati dell’ air scoop della Ferrari 2020 si notano due appendici aerodinamiche (ricordano molto quelli della Mclaren e BMW nell’era dei V8) che indirizzeranno l’aria verso la pinna e l’ala posteriore, quest’ultima simile a quella della scorsa stagione ma che verrà sicuramente rivista per Melbourne.

L’ala anteriore della SF1000 (con cinque profili aerodinamici) è ancora quella di Singapore, che ovviamente non sarà la specifica definitiva, ma che comunque da già un’idea sulla filosofia che verrà seguita quest’anno. Sempre outwash ma con la parte bassa centrale più arrotondata (a cucchiaio), cercando di raccogliere più aria possibile per meglio stabilizzare l’anteriore, ha la capacità di sigillare il fondo vettura e aumentare il carico aerodinamico al posteriore senza avere un grosso impatto sulla resistenza all’avanzamento.

Le sospensioni push rod

In aiuto le sospensioni push rod ora fissate sul montante tramite un bracket (protuberanza), soluzione che dovrebbe contrastare maggiormente il sottosterzo, abbassando il centro di gravità e migliorando aerodinamica e reattività nelle curve lente, tallone d’Achille della scorsa stagione culminato con quasi il minuto di ritardo in Ungheria. Rimane in sospeso il terzo elemento che vedremo solo a Barcellona durante i test invernali.

Molto lavorati nella SF1000, per quello che si è potuto vedere, sono i bage boards molto alti e con un nuovo elemento attaccato direttamente sul fondo vettura e due elementi a forma di boomerang ripresi dalla Red Bull, nel tentativo di velocizzare i flussi per un miglior isolamento del fondo vettura e per agevolare l’estrazione dal diffusore. Fondo che con molte feritoie è stato rivisto per contrastare il fenomeno del tyre squirt. Rivisti anche gli specchietti e i relativi attracchi, uno sul cockpit e l’altro sulle pance, entrambi per pulire i flussi sul corpo vettura.

Il tutto condito da un assetto rake ancora più marcato che aiuterà i tecnici a cercare il carico aerodinamico definitivo per trovare il miglior assetto su tutti i circuiti del mondiale.

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