Aldo Belli direttore di Toscana Today con Rossella Lezzi presidente di Federalberghi Siena

Siena in Bike con l’Hotel Minerva

di ALDO BELLI – Viaggio nelle terre del Sangiovese /1

Per i senesi è il varco delle Lupe, lì sorgeva l’antica Porta di San Lorenzo. Arrivando da Viale Don Minzoni, le due lupe che allattano i gemelli Senio e Ascanio – simbolo civico della città – fanno da quinte all’edificio tardo ottocentesco con le finestre ad arco ribassato, l’Hotel Minerva si stacca dalla cinta muraria medioevale allungandosi su via Giuseppe Garibaldi, dove il percorso delle auto si arresta al limite oltre il quale ha inizio la zona pedonale. Siamo a due passi da Piazza del Campo.

Dal parcheggio interno dell’hotel accedo direttamente nella hall. L’ultima ristrutturazione, seguita personalmente da Rossella Lezzi, non copre il sapore di antico. Mi attende all’ingresso, rivela la bellezza giovanile che non è sfumata con la maturità. Mi viene in mente Guido Piovene che descriveva Siena come una città che conserva il carattere raccolto, quasi domestico. A dirla fra noi – chiosava Curzio Malaparte – la gentilezza sta di casa soltanto a Siena: altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, e di parole.

“Un momento di lentezza per ritrovare se stessi” mi dirà poco dopo Rossella Lezzi, seduti nel giardino terrazza che si affaccia sul cuore di Siena. Turismo slow è una filosofia di viaggio che predilige la qualità e l’autenticità dell’esperienza. “Siena non è una città mordi e fuggi, neppure come città d’arte e di storia, il suo lusso è lasciare che sia lei a venire incontro al viaggiatore. Il tempo, qui, torna ad avere un significato, Quello della lentezza, appunto”.

Un rullio di tamburi echeggia nell’aria non capisco da dove. Il panorama a gradoni di orti, case ed edifici medievali occupa interamente lo sguardo dalla terrazza giardino dell’Hotel Minerva. Anche questo fa parte dell’accoglienza? le chiedo scherzosamente. Rossella sorride. “Siamo nella Contrada della Lupa, sono i tamburini che si tengono in allenamento per la passeggiata storica del Palio”. Sulla destra domina il laterizio della Basilica di San Francesco, il campanile quadrato, la tipica massa austera delle chiese francescane. Il tempo si è fermato. E’ la stessa visuale che appare dalle finestre silenziose delle camere.

Rossella Lezzi mi ricorda Montluc ridotto agli estremi che nel Cinquecento chiamò le donne senesi alla difesa di Siena e di Montalcino, ultimi baluardi della libertà toscana. Donne ardite e cortesi, dicono fossero. Bastano pochi minuti. Manager e donna di cultura, Rossella. Scopro che prima faceva la giornalista, a Roma, e che è una figlia d’arte: la sua famiglia s’interessa di alberghi da tre generazioni, ha lasciato la sua impronta anche a Forte dei Marmi. Capisco perché sia stata scelta e poi confermata alla guida di Federalberghi di Siena e provincia.

Ardita, dunque, nel senso di ardimentosa. “Il senese” mi risponde, è oggi l’esempio di un territorio che ha riposizionato la centralità del suo patrimonio ambientale e storico come mezzo di rinascita e crescita economica”. Debbo darle ragione: soprattutto dopo avere esaurito il mio piccolo tour nelle eccellenze del Sangiovese, della chianina e della cinta senese.

“Il turismo slow è stata la chiave di volta: lentezza, autenticità, scoperta. Lentezza significa opportunità di viaggiare e vivere il territorio in modo salutare e a basso impatto ecologico: biciclette, percorsi a piedi, treni…” L’Hotel Minerva è un Bike Hotel: non significa semplicemente il servizio accessorio delle biciclette a disposizione dei clienti, il Bike Hotel offre servizi specifici per chi viaggia o si allena su due ruote, come il deposito bici sicuro e l’assistenza tecnica e logistica; è diventato una filosofia dell’ospitalità: non solo dormire, ma vivere il territorio con ritmi più lenti, paesaggio, enogastronomia e mobilità dolce. “Pensa alle Strade Bianche, all’Eroica, alle colline del Chianti, alla Via Francigena” mi dice.

Le Strade Bianche si snodano tra i saliscendi delle Crete Senesi, della Val d’Arbia e della Val d’Orcia, alternando tratti asfaltati a caratteristici settori di sterrato, riunisce ogni anno il ciclismo professionistico: ma si possono percorrere tutto l’anno liberamente dagli sportivi e dagli amanti della bici. L’Eroica nasce nel 1997 a Gaiole in Chianti, leggo che 92 cacciatori di sentimenti ed emozioni diedero il via alla prima edizione di questo evento ciclistico magico che ogni anno combina in modo unico percorsi impegnativi, magnifici paesaggi e ristori indimenticabili, coinvolgendo negli anni milioni di ospiti slow tourism.

Autenticità” prosegue Rossella, “significa immergersi nella cultura locale, vivendo le tradizioni e assaggiando i prodotti tipici: anche il cibo, non solo i monumenti e le opere d’arte, è cultura. Scoperta, infine, perché viaggiando lentamente il paesaggio, la strada, ti rivela particolari del tutto inaspettati e che, invece, possiedono ed esprimono il talento di questa terra”.

La politica purtroppo è lontana dai piccoli e grandi imprenditori, sovente a gestione familiare, che cercano quotidianamente di applicare il made in Italy. Anche in Toscana non è più sufficiente il sistema tradizionale di welfare del moderno Granducato.

“Il Trentino investe annualmente in promozione del territorio quasi 40 milioni di euro, la Regione Toscana al massimo arriva a 9 milioni. Permane un problema di giusta considerazione e al tempo stesso la sottovalutazione della concorrenza: la Toscana, noi, siamo unici al mondo e questo è pacifico, ma non siamo i soli in Europa a vantare un turismo improntato sulla lentezza, l’autenticità e la scoperta”.

Il nonno Giovanni Righi Parenti, celebre studioso di cucina, è stato l’autore del Panforte Regina Margherita. Rossella non ne ha fatto un motivo di vanto durante la nostra conversazione: e non perché, ovviamente, non ne vada orgogliosa. Implicitamente, credo, solo per dire che nessuno vive di rendita per il passato, gli individui come le città.

(continua)