Smart working, benefici e consigli per l’organizzazione

Tutti conoscono ormai l’espressione “smart working”, che possiamo tradurre come “lavoro agile”. Svolgere una professione da casa grazie alla tecnologia, anziché recarsi ogni giorno in un ufficio. L’emergenza Covid-19 ha imposto questa dimensione a molti lavoratori, ma si tratta di una pratica esistente già da tempo. La situazione attuale ha contribuito alla sua diffusione su larga scala, tanto che il mondo del lavoro potrebbe uscirne cambiato profondamente.

La comunità scientifica studia i benefici e le modalità ottimali di fruizione del “lavoro agile”. A ottobre 2019 sono stati presentati i risultati di una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano, che ha un Osservatorio Smartworking.

Lo studio ha riscontrato un tasso più alto di soddisfazione, di motivazione e di produttività negli smartworker. Un aspetto sul quale incidevano ad esempio l’assenza dello stress legato agli spostamenti e il focus sul raggiungimento di un risultato, senza orari rigidi e una sede fissa. È interessante sottolineare che anche i datori di lavoro interpellati nello studio si dichiaravano soddisfatti dei dipendenti “smart”, molto produttivi, autonomi e responsabilizzati.

Smart working, benefici e consigli per l'organizzazione
Foto di Free-Photos da Pixabay

Tali dati contrastano il pregiudizio che ritiene chi lavora da casa più ozioso e meno efficiente: la ricerca dimostra il contrario.

Lo smart working presenta però anche alcuni inconvenienti, ai quali ovviare adottando le giuste modalità di lavoro. Uno studio dell’University College di Londra ha cercato di individuare le criticità e gli accorgimenti per affrontarle al meglio.

Smart working efficiente: alcuni consigli

Lavorare da casa conferisce una maggiore libertà, ma ci espone maggiormente alle distrazioni e al rischio della disorganizzazione. Secondo il ricercatore e antropologo Dave Cook, dobbiamo considerare cinque punti nell’organizzazione dello smart working.

  • Predisporre nel modo migliore la postazione di lavoro, che dev’essere comoda e funzionale in ogni aspetto: dalla sedia adeguata alla presenza di tutti gli accessori utili, come le cuffie.
  • Limitare quanto più possibile le distrazioni: ad esempio, non cediamo alla tentazione di guardare spesso lo smartphone, se non è necessario.
  • Darsi routine giornaliere stabili: lo smartworking non deve comportare un’assenza totale di organizzazione e orari, altrimenti il lavoro può risultare caotico.
  • Stabilire l’orario in cui essere reperibili dai colleghi: così sapremo quale momento della giornata dedicare a telefonate o altri contatti.
  • Separare lavoro e tempo libero: cerchiamo di essere efficienti e, al termine della giornata di smart working, stacchiamo davvero la spina. Non perdiamoci in telefonate lavorative, dedichiamoci piuttosto a un hobby, ad attività rilassanti.

Verso il lavoro del futuro

Lo smart working è una dimensione interessante da diversi punti di vista. Oltre a migliorare soddisfazione e benessere del lavoratore, rendendolo più autonomo, consideriamo anche la riduzione dell’inquinamento dovuta ai minori spostamenti, nonché il risparmio di tempo.

Le giovani generazioni sono sempre più attratte dall’idea del “lavoro agile”: già nel 2018, uno studio condotto in Italia ha riscontrato un dato interessante. Tra i giovani intervistati, tutti di età tra 22 e 37 anni, il 52% si è detto disposto a rinunciare anche a 3000 euro di stipendio all’anno, pur di poter lavorare in modalità smart.

La strada verso il lavoro del futuro sembra tracciata, almeno nei settori dove il “lavoro agile” è possibile. Nel 2019, risultava in smart working solo il 12% dei lavoratori che avrebbero potuto beneficiare di tale modalità: una percentuale destinata indubbiamente a salire. Adesso occorrerà solo gestire il cambiamento con i giusti accorgimenti.