Fabio Massimo Castaldo - Vicepresidente Parlamento Europeo

Solvay, da Rosignano all’Europa

di PAOLO PESCUCCI – L’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo (5 Stelle) ha presentato una interrogazione alla Commissione europea.

Nei giorni scorsi Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Parlamento europeo ha presentato una interrogazione alla Commissione europea – cofirmata dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Chiara Gemma, Dino Giarrusso e Daniela Rondinelli – “abbiamo ricordato alla Commissione le violazioni della direttiva 2000/60/CE da parte della Solvay di Rosignano e abbiamo chiesto di promuovere l’adozione di uno standard informativo UE obbligatorio per la rendicontazione degli impatti non finanziari di un’impresa”.

Solvay di Rosignano, che nonostante risulti fra i più inquinanti siti industriali d’Italia avendo sversato in mare, come confermato da analisi delle autorità preposte, più di 400 tonnellate di mercurio, e così tanto bicarbonato ed agenti sbiancanti da aver creato le cosiddette spiagge bianche, che dietro il loro candore tropicale potrebbero nascondere pericoli per la salute. Bene lo stabilimento toscano di Solvay secondo quanto comunicato dallo staff di Castaldo sarebbe a rischio di greenwashing (neologismo per indicare la tendenza di molte aziende di proclamare presunti comportamenti sostenibili in modo da ottenere maggior profitto andando ad attirare i consumatori attenti alla salute del pianeta). La multinazionale proprietaria ha ricevuto una valutazione positiva da diverse agenzie di rating che tengono conto dei fattori ambientali, sociali e di governance delle aziende.

La mancanza di regole precise per la rendicontazione societaria in materia ambientale crea oltre il danno anche la beffa. “Questo caso dimostra che tutti i nostri dubbi sull’accuratezza e la comparabilità tra le informazioni fornite dalle imprese in materia di sostenibilità ambientale sono fondati”. Quindi dal caso eclatante della Solvay di Rosignano parte l’iniziativa più generale per una revisione degli standard informativi che l’UE chiede alle aziende per rendicontare gli impatti non finanziari d’impresa, in specie quelli ambientali.