Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli Studenti, lavoratori, ospedali, che respirano amianto

Studenti, lavoratori, ospedali, che respirano amianto

Tommaso Fattori, candidato presidente Toscana

“In Toscana stiamo assistendo ad un picco di decessi e di malati di amianto” (Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto)

In Toscana stiamo assistendo ad un picco di decessi e di malati di amianto, aveva dichiarato già nel marzo dello scorso anno Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. In dicembre, il Consiglio Regionale aveva approvato l’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Toscana a Sìnistra). Con l’approvazione (marzo 2020) dell’Informativa è partita la “costruzione” del nuovo Piano regionale di tutela dall’amianto (legge regionale 51 del 19 settembre 2013).

Necessità improrogabile di risanare e bonificare il territorio rimuovendo l’amianto dai numerosi siti industriali, edifici pubblici e privati che rendono ancora oggi i cittadini inconsapevolmente esposti alla fibra killer con gravi rischi per la salute” rilevava l’ordine del giorno di dicembre, evidenziando la conclusione “con grande ritardo di tutti gli approfondimenti tecnici propedeutici alla definizione del Piano regionale”.

Mappatura dell’amianto in Toscana

Purtroppo, la mappatura che proponiamo ai lettori ovvero quella ufficiale di ARPAT-Regione Toscana (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) risulta aggiornata al 30 settembre 2007. E’ comunque indicativa, anche per il prospetto seguente:

Disaggregati per provincia (mappati/casi positivi)

Arezzo 331/55, Firenze 1.205/329, Grosseto 5/4, Livorno 198/49, Lucca 290/45, Massa Carrara 169/64, Pisa 426/87, Prato 119/11, Pistoia 320/45, Siena 282/55).

L’ARPAT

Dal 2007 sono trascorsi dodici anni, probabilmente (lo speriamo) nel frattempo qualcosa sarà intervenuto nelle bonifiche. Tuttavia, è preoccupante che l’agenzia regionale, che costa ai cittadini toscani svariate centinaia di migliaia di euro ogni anno, sia in grado di offrire un quadro della situazione vecchio di dodici anni. Considerando che la Giunta Regionale ha deciso di costituire un osservatorio permanente facente ovviamente perno sull’ARPAT che “monitorerà le evoluzioni del fenomeno amianto”, confidiamo nel prossimo presidente della Toscana.

Lo Stato Assassino

Dalla mappatura regionale emerge il paradosso di uno Stato (e per Stato intendo tutti i livelli delle istituzioni pubbliche) che declama la prevenzione della salute e al tempo stesso produce miasmi tossici per la salute dei cittadini. Dalla mappatura della Regione emerge che il 75% dei casi positivi al pericolo amianto-salute dei cittadini e dei lavoratori riguarda edifici pubblici o aperti al pubblico: 806 su 1.086. Sono incluse le sedi dei municipi, e perfino edifici scolastici.

6.000 morti in Italia nel 2019

Il numero dei deceduti per causa dell’amianto sono stati accertati dall’Osservatorio Nazionale Amianto. Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima) nel settembre scorso ha dichiarato che l’impatto dell’amianto per i soli costi diretti (ritiro dal lavoro, cure e morte) nei 28 Paesi dell’Unione europea è pari allo 0,7% del Pil, circa 410 miliardi all’anno. In Italia ci sono ancora 96.000 i siti contaminati.

L’emergenza in Toscana

In Toscana stiamo assistendo ad un picco di decessi e di malati di amianto ha detto Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “Fino al 2018 i casi di mesotelioma censiti dall’Ona sono 1.900, ne risultano 1.594 fino al 2015, cui debbono essere aggiunti i circa 3.500 decessi per tumore del polmone e i circa 1.100 decessi per asbestosi e altre malattie, per un totale di circa 6.500 decessi fino a tutto il 2018: è questa l’emergenza amianto in Toscana”.

L’allarme in Consiglio Regionale

Tommaso Fattori (oggi candidato presidente della Regione Toscana per “Toscana a Sìnistra”) e Paolo Sarti, il 17 dicembre scorso hanno presentato un ordine del giorno approvato dal Consiglio Regionale nel quale è stato chiesto al Governo Toscano “di avviare senza indugio il procedimento del Piano regionale per la tutela dall’amianto. Considerata la necessità improrogabile di risanare e bonificare il territorio rimuovendo l’amianto dai numerosi siti industriali, edifici pubblici e privati che rendono ancora oggi i cittadini inconsapevolmente esposti alla fibra killer con gravi rischi per la salute”.

La Regione il 24 marzo ha dato il via all’iter per l’approvazione del Piano tutela dall’amianto con un finanziamento di 10 milioni di euro per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto dagli edifici pubblici con priorità di scuole e ospedali. E’ una buona notizia, anche se non può sfuggire la contestualità della decisione in prossimità di una scadenza elettorale. Il peccato di pensare male si attenua, comunque, nell’orrore di leggere: “con priorità di scuole e ospedali”.

Terzo mondo

Ancora nel 2020 in Toscana (e in Italia) la salute dei lavoratori e degli studenti, dei malati negli ospedali, è quotidianamente a rischio, decine di migliaia di cittadini “inconsapevolmente esposti alla fibra killer con gravi rischi per la salute” come scrivono Fattori e Sarti. La Regione spende centinaia di milioni ogni anno, mi chiedo se esista una priorità. Ma lo chiedo anche ai sindaci nel cui comune insistono scuole e ospedali. Lo chiedo ai sindacati dei lavoratori, che dovrebbero tutelare la salute di chi lavora. E lo chiedo pure alla magistratura, anche se so bene che i giudici non possono essere lo scarico delle inefficienze della politica. Intendo dire: lo chiederei pure al papa, nel senso che in questo Paese i cittadini normali non sanno più a che santo rivolgersi.

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