TEATRI – Un articolo di Dino Villatico di quindici anni fa

di ALDO BELLI – Critico musicale, già docente di Storia della Musica, l’attualità di una vana speranza e della voce che resiste

Dino Villatico, critico musicale, già docente di Storia della Musica, Storia ed Estetica Musicale. Un amico di Roma mi ha inviato un articolo da lui scritto nel marzo 2005, commentando: “Vedi, già quindici anni fa c’era qualcuno che lo diceva, ma nessuno si è preoccupato di ascoltare”. Riproponiamo la sua riflessione centrale nella lettera di risposta a una lettrice sul ‘Caso Scala” scoppiato in quell’anno, ma con lo scorrere delle righe quanto diceva Dino Villatico, allora, valeva per tutti i Teatri italiani.

“Azzerare tutto e ricominciare da capo” scriveva Villatico. “Affidando la dirigenza, come avviene in Germania, soltanto a persone del mondo della musica e dello spettacolo, escludendone manager prezzolati e politici rampanti”. Sono vicino a tutto coloro che amano la grande musica e il grande teatro -proseguiva – “con timore e tremore (… non poteva mancare il mio amatissimo Kirkegaard, il lettore più attento che mai ci sia stato dell’insondabile Don Giovanni), nulla sperando di veramente nuovo nel Paese dei riciclaggi d’ogni tipo e dei riciclati d’ogni consorteria, ma tuttavia levando la voce, per quel che possa valere, in difesa, almeno una volta, non già degl’interessi di una parte o di un individuo, ma di un teatro, e con il teatro, di un intero Paese, perché il mio stato d’animo attuale è esattamente quello delle parole di Francesca che risponde a Dante e che Rossini, nel suo Otello, mette in bocca a un gondoliere: ‘Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / nella miseria…”.

La vana speranza di Dino Villatico, dopo quindici anni rimane intatta; e pure quella “voce per quel che possa valere”, in difesa del Teatro e della nobile cultura italiana, che allora come oggi cerca di resistere “al degrado in cui il Paese è precipitato”.

La situazione dei Teatri e della cultura musicale in Italia in quindici anni è solo peggiorata, il Sistema vacilla al di là di quanto l’informazione di regime voglia fare apparire.