Enrico De Giuli - Uilcom
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TEATRO LA FENICE – Manca solo la Procura della Repubblica

Enrico De Giuli e Gino Bortolozzo, per le Segreterie Uilcom e Usb, aggiungono altre ombre sul bando pubblico emesso dal sovrintendente.

La dichiarazione di oggi di Enrico De Giuli e Gino Bortolozzo per le Segreterie Uilcom e Usb sulla Fondazione Teatro La Fenice evidenziano altri particolari sul Bando Revocato per l’assunzione di un dirigente amministrativo a tempo indeterminato.

“L’abbiamo appreso dalla stampa” dicono, “visto che non è stata comunicata né alla RSU né alle OO.SS., la decisione di annullare il bando di concorso per dirigente amministrativo nell’ambito delle risorse umane, per scarsità di candidati con i requisiti” E proseguono: “Se abbiamo capito bene sono state presentate solo 3 domande di partecipazione, tra cui quella dell’attuale Direttore del Personale della Fenice, che è stato l’unico ad avere i titoli per poter partecipare al concorso emesso dal suo ufficio. Temevamo che il bando fosse troppo tagliato sulle sue vesti ed effettivamente visto come è andata la partecipazione non avevamo torto. Poiché l’unico concorrente rischiava di essere l’attuale Direttore del Personale del Teatro si è proceduto al ritiro del bando, anche se non risulta nulla dal sito del Teatro”.

Anche Toscana Today, in effetti era andata a vedere sul sito ufficiale della Fondazione Teatro La Fenice dopo avere ricevuta la notizia della revoca del bando, per poter pubblicare fedelmente le motivazioni ufficiali. Ma non l’abbiamo trovato.
Enrico De Giuli e Gino Bortolozzo esternano il loro stupore: “Accorgersi solo ora della scarsa partecipazione al concorso per manager di grandi case automobilistiche e di importanti aziende ospedaliere” (il riferimento è probabilmente alle aspirazioni dichiarate dal sovrintendente Ortombina) “quando erano penalizzati dai punteggi previsti dal bando stesso, ci sembra francamente fuori luogo visto che lo avevamo segnalato ben prima della scadenza del bando stesso”.

“Penalizzati dai punteggi previsti” nel caso di un concorso pubblico lascia intendere qualcosa di inquietante. Un concorso truccato da parte di un ente soggetto al controllo pubblico, quale è la Fondazione Teatro La Fenice? Naturalmente, ci asteniamo da qualsiasi commento, e come sempre propendiamo per la legalità degli atti contestati seguendo il principio che il mondo è migliore quando una cattiva presunzione si rileva sbagliata: motivo per cui, sarebbe interessante – e trasparente per i cittadini di Venezia prima di tutto – poter pubblicare la versione del sovrintendente Fortunato Ortombina. Toscana Today rimane a sua disposizione e del Teatro La Fenice.

Una risposta a chiarimento da parte della direzione del Teatro dovrebbe includere anche la puntualizzazione resa da Enrico De Giuli e Gino Bortolozzo: “Ribadiamo al sovrintendente che in base allo Statuto della Fondazione egli ha il potere di nominare ben tre dirigenti: un direttore generale, un direttore amministrativo e un direttore artistico, tutti a tempo determinato con il contratto di lavoro legato alla durata del contratto del Sovrintendente che li nomina. La legge attribuisce ai sovrintendenti i poteri e le responsabilità comprese appunto quelle di nominare la propria squadra, i propri direttori che sono figure dirigenziali a tempo determinato legate a lui da un rapporto fiduciario”. Si tratta di una puntualizzazione relativa al bando, sulla quale sarebbe utile – fosse solo per i veneziani – sapere quale è l’opinione del collegio dei revisori dei conti della Fenice che rappresentano il Ministero della Cultura.

La Uilcom e l’Unità Sindacale di Base, infine, alzano il tiro, ricordando l’esposto da loro presentato al Ministero della Cultura e alla Corte dei Conti Veneto il 22 gennaio scorso (ne daremo conto in un prossimo articolo), dopo aver espresso la propria “felicità” per l’esposto presentato dal segretario generale della Fials Enrico Sciarra: “Non possiamo che essere felici della sua discesa in campo, ci fa sentire di non essere gli unici folli a voler difendere quanto concordato e sottoscritto nel CCNL delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, e cioè che il responsabile del Personale non è un dirigente, ma un funzionario con costi notevolmente inferiori rispetto a quelli che l’ente continua a sopportare”.

Il tiro alzato si riassume in due note.

La prima: “Temiamo che nonostante gli esposti presentati, il sovrintendente voglia continuare imperterrito per la sua strada a bandire nuovamente il concorso per dirigente per svolgere le mansioni del direttore del personale che da contratto dovrebbe essere un funzionario”. Il sovrintendente Ortombina ha già dichiarato pubblicamente su alcune testate venete, che lo farà.

La seconda nota è l’auspicio che “anche gli altri sottoscrittori del CCNL delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, se non a livello Nazionale come fatto dalla Fials, almeno a livello locale facciano sentire la loro opinione, visto che dovremo essere sentiti a breve sul tema delle dotazioni organiche e sui relativi costi”. Come dire: adesso, facciamo l’appello per contare chi sta da una parte e chi dall’altra. Staremo a vedere chi alzerà la mano.

Certo è che tra esposti e dichiarazioni pubbliche, Corte dei Conti e Inps, a questo punto manca solo che intervenga la Procura della Repubblica di Venezia.