Teatro Nuovo Pisa

TEATRO NUOVO PISA – Domenica 30 grande finale

di BEATRICE BARDELLI – L’originale rassegna “Atti di primavera” al Teatro Nuovo di Pisa, due spettacoli mattina e pomeriggio.

Domenica 30 maggio chiude (in bellezza) la bella ed originale rassegna “Atti di primavera” organizzata, durante questo mese di maggio, al Teatro Nuovo di Pisa dal suo giovane e coraggioso direttore, Carlo Scorrano, che ha puntato tutte le proprie energie per riaprire il suo teatro al pubblico pisano dopo un lockdown da dimenticare. Come ogni domenica, la rassegna si è caratterizzata per offrire due spettacoli, uno la mattina, per bambini (ed adulti), l’altro, nel tardo pomeriggio, per un pubblico adulto.

Domenica, alle 11.30

Andrà in scena “Giufà”, ovvero le folli avventure di un ragazzo che non voleva crescere”, uno spettacolo per bambini e adulti prodotto dalla Compagnia Mana Chuma, per la regia di Mariano Nieddu, con Fabio Pagano e Luigi Petrolini, musiche ed effetti sonori di Fausto Caricato. Come dice Fabio Pagano, che interpreta Giufà: “La resilienza, la tenacia e la forza di volontà del personaggio protagonista appaiono le virtù morali indispensabili della fase che stiamo attraversando. Sorprende la capacità straniante e scanzonata con cui Giufà riesce a sdrammatizzare le situazioni paradossali in cui si imbatte!”. Si tratta di incontri con donne ammalianti, con marinai che arrivano da molto lontano, con personaggi bizzarri quali animali che predicono il futuro, tutti segneranno a loro modo il percorso di crescita di questo antico, quanto contemporaneo, protagonista. La genesi del personaggio resterà un mistero, al contrario del racconto del suo viaggio che viene svelato durante lo spettacolo. L’unica certezza che si ha su Giufà è la sua origine comune al mosaico culturale mediterraneo. Una provenienza multietnica che, in effetti, affonda le proprie radici nella favolistica tradizionale popolare di molti paesi del Mediterraneo, dalla Turchia, alla Libia, al Marocco, alla Grecia e a buona parte del Sud Italia.

La “Compagnia Mana Chuma”

E’ una compagnia calabrese di teatro contemporaneo, diretta da Massimo Barilla e Salvatore Arena, impegnata nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile, che è risultata vincitrice del Premio della Critica 2019 ANCT e che è stata riconosciuta, e finanziata, dalla Regione Calabria, ai sensi della legge 19/2017, come impresa di produzione teatrale. “Mana Chuma” ha scelto fin dal principio di confrontarsi soprattutto con l’identità culturale e storica del territorio meridionale, provando a far convergere il recupero di storie, figure, moduli e stili attinti dalla tradizione culturale locale e mediterranea, con l’utilizzo di forme artistiche innovative, sviluppando un proprio approccio alla drammaturgia legato alla contaminazione tra linguaggi differenti, e curando in particolar modo la ricerca sullo spazio e la sperimentazione di luoghi “altri” per il teatro. “Mana Chuma” pensa i propri spettacoli come piccoli progetti di ricerca in collaborazione con teatri, festival ma anche con organizzazioni della società civile, scuole, dipartimenti universitari, archivi, camere penali e organizzazioni di magistrati. Negli anni ha ampliato i propri percorsi di ricerca, provando a capitalizzare le esperienze acquisite lungo il suo ricco percorso ed offrendo maggiore spazio alle competenze multidisciplinari del proprio nucleo artistico (musica, video, poesia, drammaturgia, cinema, danza, tecnologie interattive).

Domenica, alle 20.00

L’ultimo spettacolo della rassegna “Atti di primavera” è dedicato a “La cantatrice calva”, la prima opera teatrale di Eugene Ionesco del 1950. Definita dallo stesso autore “anti-commedia”, è uno dei primi esempi di teatro dell’assurdo. Ionesco si ispirò ad un manuale di conversazione inglese dove fu colpito dalla banalità delle frasi contenute. Gli Smith e i Martin si ritrovano in un comune salotto, nei dintorni di Londra. I luoghi comuni sono i protagonisti della pièce ed i personaggi sono calati in una dimensione metafisica in una messa in scena ridotta alla più semplice espressione. La “cantatrice calva”, tuttavia, ci parla di noi: della nostra incapacità di comunicare e della frustrazione che deriva dal non essere capiti, del desiderio di far prevalere la nostra personale opinione su quella degli altri, a tutti i costi. Ionesco ci parla di ascolto, di contraddizioni e di stereotipi con un teatro innovativo e divertente, dove i personaggi sembrano parlarsi mentre, in realtà, mantengono tutti uno stato di isolamento, come se non riuscissero o non volessero comunicare. L’anti-commedia di Ionesco è una sintesi del paradosso odierno della comunicazione, che vede contrapposti i più innovativi sistemi digitali all’incapacità reale dell’umanità di ascoltarsi, di entrare in empatia con il prossimo.

Luca Tessieri

Laureatosi con il massimo dei voti in Pianoforte e Direzione Artistica e Management musicale presso gli Istituti Superiori di Studi Musicali di Livorno e Lucca, a soli 11 anni aveva avuto il suo primo incontro con il teatro. Si è formato come attore con Sabrina Iannello (Teatro Labile di Pisa), ha frequentato numerosi stage intensivi e workshop formandosi con Fabrizio Mineo (Metodo Strasberg), Giovanni Delfino (metodo di Ingemar Lindh), Antonio Fava (Commedia dell’Arte) e poi con Ciro Masella, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca (compagnia Carrozzeria Orfeo). Come autore si è formato grazie a laboratori con Francesco Niccolini e Mario Cristiani, come pianista ha studiato con Michelangelo Boccaccio e Ilio Barontini e come compositore con Claudio Vaira e Pietro Rigacci. Ha partecipato come attore a numerosi spettacoli tra cui, i più significativi sono “L’importanza di chiamarsi Ernest”, “C’era una volta a Brooklyn”, “Il Delfino Arno” (spettacolo per bambini che ha debuttato con Fondazione Toscana Spettacolo). Ha fatto l’assistente alla regia di Lorenzo Maria Mucci e della compagnia “Altredestitinazioniteatro” nell’allestimento di spettacoli teatrali. Ha anche scritto e portato in scena tre spettacoli originali: “A modo mio”, “Sulla terrazza al mare” e “Lucciole”. Come regista ha realizzato numerosi lavori tra i quali i più importanti sono: “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta, “La Tempesta” di William Shakespeare, “L’Avaro” di Molière, “Rumors” di Neil Simon, “Non sparate sul postino” di Derek Benfield, “Arte” di Yasmina Reza, “Tradimenti” di Harold Pinter, “Il ponte levatoio” di Silvia Masotti.

Teatro del Ghigno

L’Associazione Culturale Teatro del Ghigno è stata fondata nel 1999 per volere delle attrici Paola Maccario, Rosanna Bruzzo, Barbara Passeri, con l’obiettivo di divulgare e sensibilizzare la territorialità sull’arte teatrale e culturale attraverso l’attività formativa, produttiva ed organizzativa. Dal 1999 al 2009 ha lavorato prevalentemente in Liguria dove ha collaborato con numerose istituzioni comunali, con la Regione Liguria e le quattro Province nell’organizzazione di spettacoli, eventi e manifestazioni artistiche, con uno sguardo particolare rivolto alla comicità. E’ stata fondata una scuola di recitazione e sono stati realizzati numerosi laboratori teatrali nelle scuole di vario ordine e grado e corsi di aggiornamento per insegnanti.

Negli anni, il “Teatro del Ghigno” ha collaborato con moltissimi artisti di fama nazionale, sia teatrale che televisiva, che hanno fatto crescere e ampliare l’attività associativa, tra questi: Ugo Dighero, Enrico Bonavera, Antonella Questa, Pia Engleberth, Rossana Carretto, Paolo Labati, Monica Demuru, Simonetta Guarino, Viviana Porro, Claudio Fois, Marco Terenzi, Katia Beni, Paola Minaccioni, Federica Cifola. Nel 2010 l’attività si è trasferita a Pisa dove viene fondato il “Centro Studio Attori e Comici Teatro del Ghigno” che propone diversi percorsi di formazione teatrale diventando una realtà consolidata sul territorio per la direzione artistica e didattica di Paola Maccario. In questi anni sono nate collaborazioni con numerose realtà cittadine e sono stati organizzati eventi in cui gli allievi si sono esibiti al Teatro Lux, Teatro Nuovo, Officine Garibaldi, Teatro Valgraziosa di Calci, Mixart e al Teatro dei Coraggiosi di Pomarance. Con lo spettacolo “Le cognate” è stato inaugurato il Teatro Verdi di Vicopisano che ha riaperto dopo essere stato ristrutturato. Nel 2020 è entrato a far parte dello staff Luca Tessieri, regista, attore e formatore teatrale.

Biglietti

Per info contattare: teatronuovopisa@gmail.com e il numero+39 3923233535. I biglietti si possono acquistare sul sito di Ciaotickets.it mentre la biglietteria del teatro sarà aperta il martedì dalle 16.30 alle 18.30 e il venerdì dalle 11.30 alle 13.30 o mezz’ora prima dello spettacolo.

(foto: Teatro Verdi Pisa)