Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana
ATTUALITA'

Toscana – Giani: un ponte alto 23 m. sul Parco Fluviale

Mozione di Silvia Noferi in Consiglio Regionale. 128.000 m.cubi di materiali per 4 anni di cantiere, 34 tonnellate di polveri.

Il consigliere regionale Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle) ha depositato una nuova mozione in Consiglio Regionale.

L’area interessata

L’area in cui si intende realizzare il viadotto e il nuovo ponte sull’Arno è una zona di grande interesse naturalistico, sulla sponda destra insiste un paesaggio lacustre riconosciuto Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e sulla sponda sinistra centri abitati e ampi brani a trama agricola.

Il progetto anti-ambientale

L’attuale progetto proposto dalla Regione Toscana in accordo con la città Metropolitana e i Comuni di Signa e Lastra a Signa,” scrive Silvia Noferi, “prevede una strada extraurbana secondaria Tipo C (velocità di percorrenza 60-100 km/h, raggio minimo delle curve 118 m, pendenza massima 7%) e sarà su rilevato, con un’altezza del piano stradale di 5 metri dal piano di campagna. Per poi iniziare a salire su pile all’interno del Parco Fluviale per attraversare l’Arno e continuare in sopraelevato fino alla rotonda del parco dei Renai (parco inserito nel progetto Natura 2000, come oasi naturale protetta). Il piano stradale raggiungerà una quota di 23 metri sul piano campagna per superare l’attuale tratto ferroviario con notevole impatto visivo “a barriera”. Il viadotto prevede due corsie, che considerando le arginature nel tratto del Parco Fluviale avrà un ingombro in sezione di circa 30 metri.

Le opere complementari

L’allacciamento del viadotto con la viabilità esistente comporterà la realizzazione di tre rotatorie: una in corrispondenza dello svincolo della FI-PI-LI a Lastra a Signa, una a San Colombano e una in corrispondenza del parco dei Renai, quest’ultima di ridotte dimensioni con un diametro esterno di 34 metri. Nella zona è prevista anche la realizzazione la cassa di espansione di San Colombano 2, un’arginatura a chiusura completa progettata dal Consorzio di Bonifica del Valdarno nell’area dell’attuale Parco Fluviale di Lastra a Signa e lo scavo di due casse di laminazione delle acque basse nelle aree prospicienti il parco. In caso di evento alluvionale l’area denominata A1 dovrà essere svuotata con idrovore per colmare il dislivello in altezza con l’area As2 causando un grande impatto acustico-ambientale, vista anche la vocazione faunistica dell’area A1.

128.000 metri cubi di materiali durante 4 anni di cantiere

Durante la fase di cantierizzazione dell’opera (previsione 4 anni) sono previsti due campi base, per il rimessaggio dei mezzi di lavoro, cisterne di carburante, deposito di materiali ecc. e due campi operativi. Le misure di mitigazione previste per questa fase sono sinteticamente individuate “nell’adozione di idonee pratiche operative da parte di chi eseguirà i lavori”. La realizzazione dei rilevati stradali e delle arginature delle casse di espansione comporteranno
il movimento, e di conseguenza il traffico di mezzi pesanti, di notevoli quantità di materiali stimati in circa 128.000 metri cubi. L’ubicazione di un campo base all’interno del Parco Fluviale, oltre all’impatto acustico ed atmosferico priverà la cittadinanza di un bene prezioso distruggendo un’oasi naturalistica di rara bellezza che era stata donata al territorio come compensazione per la costruzione del depuratore di San Colombano.

34 tonnellate di polveri disperse in aria

I calcoli previsionali stimano la produzione di 34 tonnellate di polveri disperse in aria durante la fase di cantierizzazione alle quali si debbono aggiungere le emissioni di gas inquinanti dei mezzi (Nitrati, PM10, PM2, Monossido di Carbonio).

E’ necessario un nuovo attraversamento dell’Arno? Sì, ma…

La costruzione di un nuovo attraversamento dell’Arno si rende necessaria per molteplici ragioni “prosegue il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi, tra le quali: l’espansione della città metropolitana di Firenze; La necessità di una alternativa di collegamento tra le macro-aree a destra e a sinistra dell’Arno; per alleggerire la situazione di traffico nelle zone densamente popolate prossime all’attuale attraversamento del Ponte a Signa, ormai obsoleto; per le implicazioni di maggior flusso di persone e merci che si avranno con lo sviluppo della Darsena Europa a Livorno e con l’ampliamento del porto di Piombino.

Non è indispensabile devastare l’ambiente

Conclude la mozione che il consigliere Noferi ha proposto all’approvazione del Consiglio Regionale: la Giunta Giani deve abbandonare l’attuale tracciato e ritornare al tracciato della “Bretellina del 2016” che prevedeva un viadotto a due corsie per collegare lo svincolo della FI-PI-LI a Lastra a Signa con l’Indicatore, attraversando tutto in sopraelevato l’Arno all’altezza del Depuratore di San Colombano e il Bisenzio; senza invadere il Parco Fluviale di Lastra a Signa e compromettere il Parco dei Renai.


Il testo originale della mozione