di FORTESTOMACO – Anche a Viareggio sotto Natale e Capodanno si festeggia con cene e regali, si aspetta però con ansia il Gran Veglione!
di Fortestomaco
In questi ultimi vent’anni si è consumata la crisi del sistema politico cittadino: una sorta di big bang che ha dato origine al nostro caotico attuale universo parallelo.
I centri d’irradiazione e di concentrazione sono stati sostanzialmente due: il Pd da un lato, Forza Italia e Lega dall’altro. Con il botto e l’espansione disordinata e caotica di questi due mondi, sono venute meno alcune condizioni fondanti, universalmente accettate fino ad allora: la visione e il progetto, la cultura e i gruppi dirigenti.
Ripercorriamo sinteticamente le tappe dei due botti iniziali e gli svolgimenti espansivi del caos: crisi dell’Amministrazione di centrodestra del sindaco Luca Lunardini durata quattro anni; Commissario Prefettizio; crisi dell’Amministrazione di centrosinistra dell’avvocato Leonardo Betti (Pd) durata poco più di un anno; default finanziario del Comune; Commissario Prefettizio; elezione dell’Amministrazione Del Ghingaro; breve Commissariamento per ricorso su presunti brogli elettorali da parte dell’avvocato Massimiliano Baldini; poi, Del Ghingaro riammesso a sindaco e ancora rieletto al primo turno (grazie all’intesa e all’alleanza elettorale con il PD), e tuttora in carica.
La crisi dei partiti e delle coalizioni hanno aperto la strada all’esperienza cosiddetta civica. Un Civismo del tutto originale perché non basato su esperienze storiche e consolidate di associazionismo e volontariato, di strutture con radici nel tessuto cittadino verso le quali, invece, non ci sono state grandi simpatie: tutt’altro, vedasi i rapporti conflittuali con Il Mondo che Vorrei, la Casa delle Donne, la Croce Verde etc. Civismo, invece, di tipo nuovo, promosso da gruppi di persone tutte bene o male, più o meno, impegnate nella vecchia politica o che avevano avuto esperienze associative o culturali in città.
Un civismo un po’ farlocco, un po’ clientelare, inventato attraverso amicizie, rapporti tra colleghi di comune impegno e anche in ragione delle loro professioni. Facciamo dei nomi solo a titolo d’esempio: Emanuela Granaiola presidente Auser che ha fatto parte del Pd fino ad uno dei tanti commissariamenti dello stesso, poi radiata in città dal partito ma con la tessera del Pd a Roma perché indispensabile per la tenuta della maggioranza renziana al Senato; Rossella Martina, che costituì l’associazione Viareggio era una città bellissima e che prese i primi contatti e fu l’apripista al Del Ghingaro di cui fu vicesindaca prima della clamorosa rottura finita in carte legali…
Per capire la situazione di oggi bisogna fissare nella nostra memoria alcune parole chiave: trasformismo, il bene della città, dialettica destra-sinistra.
Il trasformismo ovvero il passaggio da un campo all’altro è stata la pulsione più importante di questo ultimo quindicennio e non ha risparmiato nessuno dei protagonisti, gli stessi di ieri che mutatis mutandis risono oggi tutti affacciati alla finestra o addirittura in campo per le nuove elezioni. Sono sempre gli stessi che girando banchi nuovi, sgomitano per riaccaparrarsi un posto nel mercato… Non quello di Piazza Cavour… Già!.. quello ceduto ad un privato per una quarantina d’anni! Siccome qualcuno si era attardato un po’, con uno scatto felino è ritornato in campo anche il pluridecorato trasformista di tutti i tempi Alberto Veronesi.
Veronesi planò a Viareggio con la presentazione di un autorevole dirigente di Rifondazione Comunista, sostenuto dalle amministrazioni di centrosinistra e poi da quella del centrodestra, poi passato ai delghingariani (fece addirittura precedere la direzione di un opera al Festival Pucciniano da una sua prolusione pro Del Ghingaro tra lo stupore e lo sconcerto di tutto il pubblico presente, e andò a disturbare il comizio di Salvini con un cartello contro il fascismo), poi candidato del Pd alle regionali, poi centrista a sostegno dell’alleanza del centrodestra e casa Pound a Lucca e poi, ora, un fratellino d’Italia: ha annunciato che anche lui sarà in campo con la sua associazione per le prossime elezioni, vuol fare come a Lucca e far vincere la destra con casa Pound stile libeccio.
La Granaiola tesse invece la sua tela dietro le quinte, in gran stile democristiano: tra un po’ di fede e un po’ di blasfemia si porta dietro i pupilli (Sandra Mei, Federico Pierucci e il capitan coraggio e coerenza Zappelli). Hanno fatto posto nel conclave a Walter Alberigi e ora fanno dei post davvero scompiscianti: camminano per strada, sono i duri che guardano avanti, la sinistra del futuro il calderone che bolle e come quello delle streghe nel Macbeth faccia apparire loro come futuri monarchi… Ed altri ancor ne sorgono? Un terzo? un quarto?…Un quinto?.. O mio terror! Dell’ultimo uno speglio in mano, e nuovi re s’attergano dentro al cristallo arcano… Ahi vista orribile!…
Sono post che assomigliano a quelli della Maineri, che però hanno il sole risplendente alle spalle che illumina e dà la luce eterna a Viareggio. Ma che coraggio! Han tirato il carro dI Del Ghingaro fino a qualche settimana fa (no la Maineri e il PD: loro lo hanno fatto fino al 2022 poi furono licenziati in tronco), ma gli altri, quelli di Fare Viareggio. Hanno lavorato in comunione… Noo, molto di più , in totale acquiescenza agli stili e ai metodi delghingariani: il bannare tutte le voci critiche; le lodi sperticate al capo; il lavoro per la Bellezza di Viareggio (distrutta la terrazza storica di Giacomo Puccini sostituita con una spianata alla Miami Beach; lo stadietto ancora da sistemare ma non più dei pini perché , come sostenuto dal Pierucci botanico, non sono autoctoni meglio sostituirli con le palme, il baobab, la tamboiti, le spine di bufalo e l’albero del pomello); Viareggio capitale della cultura la candidatura caduta miseramente nel vuoto; il Festival pucciniano del maestro Bombardone e delle loggette di Mass o Neria (spiegare al segretario del Pd di Viareggio che non ci si riferisce al set di infusione); il bypass aortocoronarico di via Mazzini e la cessione del mercato al privato… Ma, con estrema tempestività, hanno alzato la paletta perché il Del Ghingaro – dicono- s’era spostato a destra…. E loro per quattr’anni (elezioni di Lucca) sono stati con lui a destra, al servizio e a ritirar l’indennità di assessori…Ma che faccia! Dico: ma non si vergognano?
Purtroppo non ci sono idee in campo per delineare come la città possa trasformarsi, riorganizzarsi, attrezzarsi per navigare nelle acque agitate del prossimo futuro. Ci sono i segni alquanto marcati della decadenza, dell’abbrutimento, del declino progressivo di Viareggio proprio in un mondo nel bel mezzo della sua trasformazione. Cambia il turismo, cambia l’economia, le istituzioni stanno scricchiolando, la gente è diventata estranea alla politica e non va più a votare, c’è una omologazione commerciale che come un blob sta espandendosi in ogni direzione, c’è un problema di sicurezza nelle strade, di giorno e di notte, che è figlio del degrado, della crisi sociale, delle psicosi e dell’assenza di futuro, e poi anche la presenza non organizzata né gestita adeguatamente dell’immigrazione o anche per la presenza di strutture malavitose da sempre interessate agli affari nelle località turistiche, l’ambiente naturale aggredito che sta declinando più o meno lentamente (le pinete, il lago…).
C’è spazio solo per il riciclaggio e nella politica locale stiamo guadagnando posti di primo piano nella classifica assoluta. Centrodestra e Centrosinistra sullo stesso piano: mancano figure in grado di interpretare i loro progetti che per ora non ci sono ma che saranno a breve definiti da tavoli, tavolini, incontri, forum, associazioni (Viareggio Libera, Viareggio sei bellissima, Viareggio forte, la Rinascita di Viareggio, Viareggio in campo…) ed altre baggianate simili: colpi di faro accecante per non far vedere il deserto che c’è dietro, anzi, che dietro ci sono sempre loro, da 25 anni a questa parte, che si riciclano continuamente passando da destra a sinistra al centro, da un soggetto ad un altro senza colpo ferire.
E vi meravigliate che in questo caravanserraglio, un abile politico continua ancora a solcare il mare agitatissimo della politica locale? Che ha scelto di non affidarsi ad un partito ma si muove a suo agio e intraprendentemente tra destra e sinistra e centro, non è diretto da nessun gruppo ristretto ma ha rapporti con interessi economici, finanziari imprenditoriali diversi, non ha una visione precisa di progetto ma si muove tra le varie pulsioni, che non ha studiato granché la storia della città ma sa muoversi pragmaticamente e come un abile artificiere punta sulle cose che colpiscono l’opinione pubblica, che stupiscono che anche fanno sognare i giorni belli che furono. Non solo, a differenza di tutti gli altri sta costruendo una prospettiva di continuità a questa esperienza chiamiamola per facilità civica. Ed infatti è nata l’Area Civica Viareggio: sei liste civiche che saranno in campo. E’ il tentativo, un vero e proprio progetto per dare uno spessore politico e originale ad un assembramento fuori dalla politica tradizionale e per proseguire la sperimentazione viareggina che potrebbe diventare così laboratorio per un progetto regionale.
L’hai visto mai? Potremmo cantare a tutti gli altri la bellissima canzone “Papaveri e papere” di Nilla Pizzi: “Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti. E tu sei piccolina, e tu sei piccolina. Lo sai che i papaveri son alti,alti, alti. Sei nata paperina, che cosa ci vuoi far…
Se si smettesse di personalizzare il confronto politico e invece si mettessero in campo i progetti e gli assi programmatici principali alternativi, forse si potrebbe ancora tentare di rimediare a quella che già abbiamo previsto sarà una diaspora elettorale dove ciascuno sarà solo alleato di se stesso e dove i club carbonari saranno sempre più chiusi e privi di soci.
Comunque sia vi auguro di passare bene e nella concordia familiare queste feste e il Capodanno. Mi raccomando: attenti a non mangiare troppo e troppo pesante, a non eccedere con gli alcolici. Se viene a sommarsi l’acidità delle mangiate a quella determinata dalla politica locale il vostro stomaco potrebbe esplodere! Per questo, oltre a evitare gli eccessi, vi consiglio di far scorta e di portare sempre con voi quel digestivo Antonetto che, all’occorrenza, potete prendere anche in tram!
