Home LA PIETRA DI MINERVA - di Giancarlo Altavilla Una legge per promuovere la lettura

Una legge per promuovere la lettura

by Giancarlo Altavilla

Leggere! Il Senato ha approvato una serie di norme, dallo sconto sul prezzo dei libri alla ‘carta della cultura’ (contro la povertà educativa), tese a sostenere l’editoria e a diffondere la lettura

Il Senato ha licenziato, un paio di giorni fa, una serie di norme che, dal limite dello sconto al 5% sul prezzo dei libri, alla ‘carta della cultura’ (contro la povertà educativa), sono tese a sostenere l’editoria e a diffondere l’abitudine degli italiani a frequentare le librerie e le biblioteche, a leggere, insomma. Si sa, in Italia si legge poco; gli uomini meno delle donne, gli adulti meno dei giovani, al Sud meno che al Nord. In compenso si stampa parecchio, quasi 80.000 nuovi titoli ogni anno, con un andamento crescente.

Non è che si può incrementare per legge il numero dei lettori, né obbligare chicchessia a infilare il naso nelle pagine di un libro; lo scrisse Daniel Pennac: ‘amare e leggere non ammettono l’imperativo’. È certo, tuttavia, che una disciplina del settore che agevoli gli acquisti, tuteli la piccola editoria e le librerie indipendenti (quelle cioè non appartenenti alla grande distribuzione) è la benvenuta.

Alle norme appena approvate, aggiungerei queste premesse

Considerando, che leggere permette di conoscere il mondo che sta oltre sé stessi;

Considerando che leggere indica una visione nuova sulle cose, che non è solo quella di chi ha scritto le pagine, ma l’esito che la loro lettura ha su chi le ha lette;

Considerando che leggere fa vivere il lettore nelle storie in cui lo conducono le pagine, inducendolo a pensare e riflettere, a partecipare e scegliere;

Considerando che leggere insegna a stare con sé stessi e ad apprezzare il silenzio, interrotto solo dal fruscìo delle pagine;

Considerando che nei libri si nascondono storie meravigliose, fatti che non conoscevi, scienze e teorie che ignoravi;

Considerando che mica per caso lettura fa rima con avventura;

Considerando che chi ama i libri non è mai solo e vive nelle mille vite dei personaggi che, leggendo, ha imparato ad amare;

Considerando che il libro è uno scrigno pieno di parole il cui ordine, oltre ad avere un significato che si svela piano, è anche una melodia dal suono muto che invade mente e pensieri;

Considerando che leggere un libro, toccarne le pagine e sentirne l’odore è un’esperienza dei sensi;

Considerando che i libri sono un’espressione intima dell’uomo, sia di tutti coloro che scrivono, sia di tutti quelli che li leggono;

Considerando che il libro scritto è uno, ma diventa due, cento, mille e oltre, quanti sono i suoi lettori, che rivengono nelle sue pagine opinioni ed emozioni proprie, che ne rendono nuovo e personale il suo valore;

Considerando che i libri parlano, non solo dello scrittore, ma anche del suo lettore, il quale, con le sue scelte e le sue predilezioni, si racconta a chi sa leggere (appunto) la sua libreria;

Considerando l’emozione struggente di leggere l’ultima pagina di un libro che ha saputo rapirci e commuoverci.

Ecco, inserirei questi ‘considerando’ nella nuova legge; non sono norme, ovviamente, ma, chissà, potrebbero essere un modo per dire che leggere è volersi bene e che le pagine e le parole scritte sono carezze intime. E quindi, stavolta almeno, diamo retta al Senato.

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