Home Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli Uscire da soli? Non è così male. Uno studio

Uscire da soli? Non è così male. Uno studio

by Ugo Cirilli

Uscire da soli: nella nostra società, talvolta è una situazione che provoca imbarazzo e un certo disagio. Uno studio americano suggerisce di cambiare punto di vista

Immaginiamo di aver programmato un’uscita in compagnia di amici, che si tratti di assistere a uno spettacolo, visitare una mostra o cenare fuori. Improvvisamente, le persone che dovremmo incontrare ci telefonano e comunicano che, per un imprevisto, non potranno unirsi a noi.

Che fare? Andare comunque, da soli?

Non serve tanta immaginazione per concepire una situazione simile. È accaduto sicuramente a molti di noi. In casi del genere, probabilmente la reazione più diffusa sarà stata una rinuncia alla tanto desiderata uscita.

Siamo infatti nel profondo “animali sociali”. Spesso l’idea di uscire da soli, magari nel weekend o in contesti affollati, ci provoca un certo disagio.

Uscire da soli: uno studio

Due docenti americane di marketing, Rebecca Ratner e Rebecca Hamilton, hanno pubblicato nel 2015 uno studio del quale diversi media hanno parlato; tra questi, l’italiano Il Post. Le autrici, attraverso cinque esperimenti, hanno valutato quanto le persone ritenessero di divertirsi di più in compagnia piuttosto che da sole e quanto, effettivamente, tale convinzione corrispondesse alla realtà.

I soggetti dello studio, in teoria, consideravano di gran lunga più appagante un’uscita in gruppo. Indotti però a visitare da soli una galleria d’arte, l’esperienza risultava per loro ugualmente piacevole. Secondo Ratner, iniziative come frequentare mostre o vedere a film al cinema possono risultare altrettanto gradevoli in solitudine, poiché non necessitano di compagnia e conversazione per essere apprezzate.

A completare il quadro, la docente cita alcune evidenze scientifiche secondo le quali la maggior parte delle persone, imbattendosi in individui che si presentano soli durante eventi pubblici, non tende affatto a giudicarli negativamente.

Siamo noi, spesso, a temere di non fare “bella figura” uscendo senza compagnia. Rinunciamo così a occasioni piacevoli, per un disagio che è la nostra mente a creare.

Invece, prendere l’iniziativa e godersi uno spettacolo, una mostra, un film di nostro gradimento anche quando gli amici non ci seguono, può arricchire la nostra esistenza, farci sentire più appagati e, probabilmente, più autonomi.

Trascorrere un po’ di tempo in solitudine: benefici psicologici

Trascorrere un po’ di tempo soli con noi stessi può portare diversi benefici a livello mentale, come ha spiegato a Psychology Today la psicologa Sherrie Bourg Carter. Tra questi, la possibilità di compiere un vero “reset” cerebrale scollegandosi dalle routine e dagli impegni per rilassarsi, di guardarsi dentro con calma, capire chi siamo e cosa vogliamo. Saper stare bene da soli per un po’ può inoltre migliorare le relazioni con gli altri, sostiene la dott.ssa Bourg Carter: riusciamo ad apprezzare di più la compagnia e, avendo imparato a conoscerci, interagiamo in maniera più piacevole con le altre persone.

Quindi, quando ci interessiamo a una mostra, un film al cinema, una presentazione letteraria o un altro evento di nostro gradimento, non preoccupiamoci se nessuno ci segue. Usciamo e arricchiamoci di esperienze. Torneremo dagli amici con qualcosa di nuovo da raccontare!  

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