Vaccini Covid. La contro disinformazione a Firenze

di BEATRICE BARDELLI – Gli interventi al convegno del dottor Giacomini, presidente di ContiamoCi! e del dottor Serravalle presidente AsSIS.


Ha attirato centinaia di persone il convegno organizzato dall’Associazione AsSIS al Cinema Odeon di Firenze, lo scorso 19 novembre, nonostante il tentativo di boicottaggio perpetrato dal Comune di Firenze che all’ultimo momento ha negato l’uso della Biblioteca delle Oblate. Un convegno su un tema attualissimo, “Difendere la Costituzione e la Salute per ritrovare l’uomo”, dal momento che il prossimo 30 novembre la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità degli obblighi vaccinali imposti dal governo Draghi con il Decreto Legge 44 del 1 aprile 2021.

Un “pesce d’aprile” che ha rovinato la vita a molti lavoratori che, “colpevoli” di non essersi sottoposti all’obbligo vaccinale, sono stati sospesi dal luogo di lavoro con la conseguente perdita dello stipendio e della maturazione di vari step professionali. Difficile condensare in un solo articolo tutti gli interventi dei relatori invitati dal presidente di AsSIS, dottor Eugenio Serravalle, per cui affronterò alcuni dei temi caldi in diversi articoli anticipando, comunque, che l’intera registrazione del convegno sarà resa pubblica sul canale Telegram di “AsSIS ti ComunicaChe…”.

L’intervento del dottor Dario Giacomini. Il presidente di ContiamoCi!, che ha condotto il convegno insieme al dottor Serravalle,weha affrontato tre temi d’attualità: A) l’intervista pubblicata su Repubblica lo scorso 17 novembre ad Antonio Cassone, membro dell’American Academy of Microbiology, sull’efficacia dei vaccini antiCovid; B) l’ultimo documento del rischio rilasciato da Pfizer ad EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) ed AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) lo scorso 22 settembre; C) il procedimento istruttorio dell’Ordine dei medici di Torino rivolto ai medici che non si sono sottoposti all’obbligo vaccinale.

L’intervista ad Antonio Cassone

Il dottor Giacomini ha commentato parti dell’intervista rilasciata dal dottor Cassone, esperto di riconosciuta fama internazionale nel campo della Microbiologia Medica e Vaccinologia e già direttore della sezione Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, con queste parole: “ Qualcosa sta mutando malgrado che le scelte politiche vadano in direzioni completamente diverse”.

All’ultimo G20, infatti, ha ricordato Giacomini, è stato sottoscritto l’accordo di un passaporto vaccinale globale, internazionale, che “fa strame della nostra Costituzione” come ha già fatto il nostro governo e anche la nostra magistratura”. Tornando al microbiologo Cassone, già il 6 gennaio di quest’anno aveva rilasciato al Fatto Quotidiano queste dichiarazioni bomba: “Vaccini? Con dosi da fare ogni 3-4 mesi, renderli obbligatori è assurdo” ed ancora “L’imposizione del siero dovrebbe essere accompagnato da una legge risarcitoria per chi, nell’interesse della collettività, viene danneggiato dal vaccino”.

Ecco le frasi di Cassone lette al pubblico dell’Odeon da Giacomini.

A) “Non è insolito che molte persone non abbiano le idee chiare sulla distinzione tra infezione e malattia, alcune volte non ce l’hanno neanche gli esperti o perlomeno fanno spesso confusione tra le due cose”. Per questa “confusione” degli esperti, ha denunciato Giacomini, milioni di cittadini italiani hanno perso il diritto al lavoro, subito il lockdown ed hanno reso impossibile per gli studenti andare a scuola, fare attività sportiva ecc.

B) (Alla domanda “I vaccini sono una barriera? Cassone risponde) “In un certo senso è quasi automatico che la gente pensi che questo sia il modo in cui i vaccini funzionano, una barriera che tiene lontano il virus dal nostro organismo e lo espelle rapidamente quando riesce ad entrarci. E ci sono vaccini così, un esempio comune è quello del morbillo, impedisce l’infezione e la sua trasmissione. Non che i vaccini antiCovid che stiamo usando non ci provino a fare anticorpi che bloccano l’infezione, li fanno in abbondanza ma durano troppo poco, solo qualche mese…”.

C) “E poi, a fare un quadro completo dell’immunoevasione anticorpale, ci si mette pure il peccato originale, detto anche immuno-imprinting, quel fenomeno ben noto agli immunologi, che recita così: se ti infetti con Omicron è più probabile che il virus ti re-infetti se sei vaccinato che non vaccinato”.

D) “Il booster vaccinale con lo spike di Omicron ti fa fare più anticorpi neutralizzanti contro lo spike di Wuhan, quello delle prime dosi del vaccino, che quello contro Omicron. Così, il mancato blocco dell’infezione, permette al virus di continuare a trasmettersi nella popolazione e a mutare sotto la pressione selettiva esercitata anche dalla vaccinazione”.

Il Documento di Pfizer.

Il dottor Giacomini ha commentato la tabella 46 del recente documento riguardante il rischio di “queste terapie geniche” rilasciato da Pfizer ad EMA ed AIFA che devono rilasciare l’immissione in commercio.

Nella lista di Rischi importanti di informazioni mancanti “come rischi identificati importanti ci sono, come ben sappiamo, miocarditi, pericarditi – ha informato Giacomini – ma tra le Informazioni mancanti ci sono: 1) l’uso in gravidanza e in donne in allattamento; 2) l’uso in pazienti immunocompromessi; l’uso in pazienti fragili con comorbilità; l’uso in pazienti con disordini infiammatori autoimmuni; l’interazione con altri vaccini; i dati sulla sopravvivenza a lungo termine.

L’ammissione pubblica della casa farmaceutica Pfizer sulla totale mancanza di informazioni sui rischi importanti riguardanti le donne in gravidanza e quelle in allattamento che vengono convinte a vaccinarsi da certi medici vaccinatori che dovrebbero essere radiati (loro SI’!) dall’Albo dell’Ordine dei medici, grida giustizia! Donne in gravidanza: attenzione! La stessa Associazione AsSIS, a giugno 2021, sottoscrisse un appello invitando alla cautela prima di proporre la vaccinazione COVID in gravidanza. A più di un anno dopo, si legge sul sito dell’Associazione “il vaccino continua ad essere proposto e somministrato senza molte conoscenze sulla sua sicurezza tra le donne in gravidanza e in allattamento”.

Ora è la stessa Pfizer che lo ammette nel suo documento del 22 settembre. Quante donne incinta o in allattamento sono state convinte a vaccinarsi da medici senza scrupoli né coscienza deontologica e/o professionale? La Magistratura non dovrebbe intervenire per bloccare questo comportamento “fanatico” che mette a rischio la salute, e forse anche la vita, delle future mamme e dei loro bambini? Ma in che Paese viviamo? Un Paese dove la deontologia, la cultura sanitaria, veramente scientifica, viene barattata con “un pugno di dollari” e chi rivendica il rispetto del giuramento di Ippocrate viene trattato come “eretico” e, addirittura, sospeso dal lavoro.

I dati di AsSIS sulle donne in gravidanza e in allattamento.

Già il 16 agosto 2022 le autorità sanitarie inglesi nella loro disamina sul vaccino mRNA Pfizer-BioNTech, si legge sul sito di AsSIS, avevano scritto testualmente che “… si ritiene che al momento non sia possibile fornire sufficienti rassicurazioni sull’uso sicuro del vaccino nelle donne in gravidanza: allo stesso modo, l’uso in donne in età fertile potrebbe essere sostenuto a condizione che gli operatori sanitari siano informati di una gravidanza nota o sospetta prima della vaccinazione. Anche le donne che allattano al seno non dovrebbero essere vaccinate.

Questi giudizi riflettono l’assenza di dati al momento e non riflettono una specifica constatazione di preoccupazione.” Tuttavia, neppure un mese dopo, il 5 settembre, sullo stesso sito del governo inglese, è apparsa questa comunicazione: “Il nostro parere rimane che i vaccini COVID-19 siano sicuri ed efficaci durante la gravidanza e l’allattamento”. Da quali dati abbiano preso questa decisione non si sa. Ora, invece, si sa che Pfizer non ha mai fornito questi dati perché non ci sono !!!

Tuttavia, l’attività investigativa dell’Associazione AsSIS, che continua a predicare cautela, è riuscita ad esaminare i dati che Pfizer ha tentato di tenere nascosti. “Finalmente, su ordine del tribunale, la FDA ha iniziato a rilasciare 12.000 documenti e 55.000 pagine al mese delle 300.000 pagine totali (FDA e Pfizer avevano chiesto di rilasciare i documenti a un ritmo di 500 pagine al mese, il che significava che ci sarebbero voluti 75 anni per divulgarli tutti) – si legge sul sito di AsSIS – .

Gli ultimi documenti mostrano che: tra le donne incinte che hanno preso parte alla sperimentazione Pfizer alcune hanno perso i loro bambini e questi aborti spontanei sono stati classificati dalla ditta produttrice anche come “effetti avversi risolti guariti” (“…come se la morte di un bambino fosse un evento avverso risolto che guarisce in virtù della classificazione adottata”, nota di AsSIS); nella Sezione 5.3.6, Pagina 12 del documento intitolato “Analisi cumulativa delle segnalazioni di eventi avversi post-autorizzazione”, vengono riportati 274 casi di gravidanza in donne vaccinate durante le prime 12 settimane della campagna vaccinale. Per 238 di loro, “non è stato fornito alcun risultato” quindi è noto solo l’esito di 32 gravidanze, tra queste si sono verificati 23 aborti spontanei e 2 aborti spontanei con morte intrauterina; 25 delle 32 gravidanze con esiti noti hanno provocato un aborto spontaneo, un tasso del 78% (contro il 12-15% della norma), si sono verificate 2 nascite premature con morte neonatale, 1 aborto spontaneo con morte neonatale, 1 risultato normale…questi sono un totale di 29 esiti su 32, niente sappiamo degli altri.

Molto grave perché da questi dati risulterebbe un 87% di morti del feto o del neonato”.

Ordine dei medici di Torino.

E’ stato l’ultimo argomento trattato dal dottor Giacomini relativo al procedimento istruttorio che l’Ordine dei medici ed Odontoiatri di Torino ha aperto nei confronti dei medici che si sono rifiutati di sottoporsi all’obbligo vaccinale.

E’ stato, tuttavia, l’Ordine degli Odontoiatri e non l’Ordine dei Medici ad inviare una Pec ai medici non vaccinati. “Un procedimento istruttorio nei confronti dei Sanitari iscritti agli Albi Professionali che erano risultati inottemperanti all’obbligo vaccinale imposto dal DL 44/2021″, come recita il testo della comunicazione inviata che denuncia il mancato rispetto delle regole deontologiche prescritte dagli articoli 3-4-7-55.

Quest’ultimo articolo, cambiato dalla Legge Lorenzin, ha ricordato Giacomini, prescrive l’impossibilità di parlare di alcuni temi in pubblico. Nella Pec si chiede ai medici non vaccinati “le motivazioni al rifiuto alla vaccinazione”, “la posizione rispetto alle pratiche vaccinali tanto obbligatorie quanto facoltative”; “le modalità con cui (il medico) ha garantito la sicurezza e la prevenzione del contagio nel suo studio”; “le modalità di aggiornamento del DVR (Documento di Valutazione del Rischio, n.d.r.) e ogni altra informazione rispondendo alle domande standardizzate di seguito”.

Inoltre viene suggerito nel documento inviato la risposta per avere rifiutato il vaccino antiCovid: contrarietà assoluta all’obbligo vaccinale; contrarietà assoluta all’obbligo vaccinale per Covid-19 (“Devi anche autoaccusarti” ha commentato Giacomini); rifiuto per esigenze personali e di servizio (La privacy va a farsi benedire, ha commentato Giacomini). Viene inoltre richiesto se il medico svolge attività di medico vaccinatore antiCovid: SI’ o NO (domanda curiosa…n.d.r.) e come ha garantito la continuità assistenziale ai suoi pazienti. In fondo, la chicca finale: se il medico non risponderà entro 30 giorni dal ricevimento della lettera “il procedimento continuerà il suo corso”. “Sono atti propedeutici ad un provvedimento disciplinare a norma non più esistente” ha commentato Giacomini ricordando che il decreto legge 162 dell’attuale governo Meloni ha reintegrato tutti i medici sospesi per aver rifiutato il siero terapico pubblicizzato come Vaccino antiCovid.

Come si legge sul sito di Byoblu: “L’iniziativa sta suscitando molte perplessità. Da una parte appare come una schedatura dei medici, dall’altra, in una delle questioni che sottopone ai destinatari, chiede di fornire informazioni sensibili sui dati sanitari individuali.

Byoblu ne ha parlato con la dottoressa Rossana Becarelli, medico, antropologo, direttore sanitaria dell’ospedale torinese San Giovanni Vecchio: “I medici non vaccinati sono stati oggetto di una norma particolarmente vessatoria, a cui adesso si aggiunge una richiesta da parte dell’ordine che rappresenta, in alcune sue parti, una violazione della privacy.

La lettera si conclude poi con una precisazione in cui si dice che, se non ci sarà risposta entro trenta giorni, scatterà un procedimento disciplinare. Quindi, secondo chi spedisce la lettera, il non essersi vaccinati sarebbe una violazione del codice deontologico. Ma alcuni articoli dello stesso codice dovrebbero affermare dei principi contrari a quelli per cui si scrive la lettera.

In particolare l’articolo 4 che sancisce l’indipendenza e l’autonomia della professione“. Le richieste del dottor Giacomini. Applausi scroscianti hanno accolto le tre richieste pubbliche del dottor Dario Giacomini: “Da questo palco chiedo che venga ritirata questa Pec e le dimissioni del Consiglio dell’Ordine dei medici di Torino, inoltre chiedo l’intervento del dottor Filippo Anelli, presidente nazionale della FNOMCeO, che probabilmente sarà latitante anche questa volta e qualora lo fosse, ha sottolineato il dottor Giacomini, chiederemo le dimissioni di questo collega”.