Roma Procura della Repubblica
IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli

Vaccini, Esposto alla Procura contro 10 medici Vip

di BEATRICE BARDELLI – Intervista all’avvocato Margherita Matrella di Foggia, l’esposto alla Procura della Repubblica di Roma.


Nota del direttore

Anche su questo tema, il Covid e i vaccini, TOSCANA TODAY ha cercato e cerca di dare voce a chi la pensa diversamente dal coro generale rappresentato nei grandi media nazionali. La libertà di opinione è quanto mai fondamentale quando si parla del diritto alla salute dei cittadini. Prova concreta è che anche il direttore di questo giornale si è sottoposto alla doppia dose di vaccino anti-Covid: attendendo il proprio turno anagrafico senza avvalersi di alcun privilegio, perdendo tempo e pazienza con il portale delle prenotazioni a singhiozzo della Regione Toscana come tutti i cittadini, e con il dubbio di avere fatto la cosa giusta poiché tutto si può dire in Italia tranne che l’Autorità Sanitaria sia stata trasparente e di conforto razionale al corretto comportamento dei cittadini di fronte al virus.

Personalmente, ho deciso di fare il vaccino perché così mi hanno consigliato i miei medici dei quali mi fido e che voglio citare solo per nome e in ordine alfabetico: Antonio, Gianfranco, Manuela, Nicolò. Nessuno di loro è un divo televisivo, sono tutti ottimi professionisti che con la salute dei cittadini si confrontano ogni giorno nei loro ambulatori e sulle ambulanze. Nessuno di loro mi ha offerto la panacea del vaccino, mi ha semplicemente spiegato onestamente i due piatti della bilancia indicando quello ritenuto meno dannoso, oggi, nel calcolo delle probabilità applicato alle mie personali condizioni di salute.

La Salute non è né un diritto formale né un diritto vuoto. Si fonda prima di tutto sul dialogo, e sempre sull’ultima decisione che spetta al paziente, dopo averlo reso pienamente consapevole. E’ un diritto che non fa spettacolo.

Abbiamo assistito in questi lunghi mesi, in Italia, a due fenomeni drammatici per un paese moderno: la scienza trasformata in politica, con la quotidiana rappresentazione mediatica di uomini della medicina il cui dovere non è sostenere pubblicamente le proprie private opinioni, ma adempiere al Giuramento di Ippocrate là dove si applica la scienza, cioè i laboratori di ricerca e gli ospedali; e la politica trasformata in scienza, mentre il compito del Parlamento è quello di promuovere e garantire la libertà scientifica, e di tradurre le sue conclusioni in leggi.

La politica non è un’autorità scientifica. Quando scienza e politica si sovrappongono, la verità è sempre in pericolo: e così si offende la libertà dei cittadini. La deriva autoritaria cialtrona, in Italia, è palese confrontando ogni giorno le grandi testate giornalistiche e i network televisivi degli altri paesi liberi, dall’Europa agli Stati Uniti d’America. Quando informazione e politica si sovrappongono la verità è sempre in pericolo, e così si distrugge la democrazia.

L’intervista che qui pubblichiamo, della nostra Beatrice Bardelli, è un ennesimo contributo di informazione per i nostri lettori.

Pubblichiamo integralmente anche l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma dall’avvocato Margherita Matrella contro dieci illustri medici italiani. Il fatto che io non condivida completamente questo Esposto (come l’accento sulla massoneria internazionale per la sua impropria genericità o alcune delle ipotesi di reato penale indicate in relazione all’effettiva condotta individuale per ciascuno dei medici citati) è l’ulteriore riprova dello spirito libero e indipendente del nostro giornale. L’azione dell’avvocato Matrella, condivisibile in tutto o in parte, ha il grande merito di avere sollevato formalmente dinanzi alla Giustizia, il problema della legittimità del vaccino e quello della deontologia professionale: “Art. 4 – L’esercizio della medicina è fondato sulla libertà e sull’indipendenza della professione; Art. 5 – Il medico nell’esercizio della professione deve attenersi alle conoscenze scientifiche… non deve soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura; Art.12 – Il medico è tenuto a una adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e delle prevedibili reazioni individuali, nonché delle caratteristiche di impiego dei mezzi diagnostici e terapeutici e deve adeguare, nell’interesse del paziente, le sue decisioni ai dati scientifici accreditati e alle evidenze metodologicamente fondate; Art. 17 – Il medico nel rapporto con il cittadino deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona; Art.53 – Egli deve evitare, che attraverso organi di stampa, strumenti televisivi e/o informatici, collaborazione a inchieste e interventi televisivi, si concretizzi una condizione di promozione e di sfruttamento pubblicitario del suo nome o di altri colleghi”.

Saremmo ben lieti, per i nostri lettori e la completezza d’informazione, di poter ospitare la replica e l’opinione dei medici citati nell’esposto. (Aldo Belli)


di Beatrice Bardelli

Margherita Matrella, due studi legali in Puglia, uno a Foggia, l’altro a Bari. E’ lei, ad oggi, l’unico avvocato che ha avuto il coraggio di redigere un Esposto ben circostanziato da far firmare ai cittadini che vogliano chiedere al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma di indagare sul comportamento poco deontologico di 10 medici, diventati in questo anno e mezzo veri divi televisivi, che mietono sentenze apocalittiche e/o offensive nei confronti di cittadini che vogliono attenersi semplicemente ai dettami della Costituzione italiana e alle Risoluzioni e Regolamenti dell’Unione europea.

In questi giorni l’avvocato Matrella è stata nominata amministratrice del gruppo No Green Pass di Foggia, “una città che era dormiente ma che oggi si è risvegliata nell’impegno civile”.

Questi i nomi dei 10 medici. 1) prof. Matteo Bassetti, primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova; 2) prof. Roberto Burioni, virologo, immunologo e accademico nonché ricercatore nel campo dello sviluppo degli anticorpi monoclonali, in Milano; 3) prof. Franco Locatelli, medico e accademico italiano, presidente del Consiglio Superiore della Sanità e Coordinatore del CTS del governo Draghi; 4) prof. Silvio Brusaferro, presidente e portavoce del CTS nel governo Draghi e direttore del Dipartimento di area medica della Università di Udine; 5) prof. Massimo Galli, direttore Malattie infettive dell’Ospedale “Sacco” di Milano; 6) prof. Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Scienza della Salute all’Ospedale “Gemelli” di Roma; 7) prof. Ernesto Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Ortopedico di Milano; 8) dott. Giovanni Rezza, dirigente di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità: 9) prof.ssa Ilaria Capua, ospite fissa della trasmissione condotta da Floris sulla emittente “La7”, chiamata “Di Martedì”, virologa emigrata negli USA, autrice di espressioni come questa sulla necessità che i NO Vax risarciscano i danni apportati dalla vanificazione degli effetti della “vaccinazione di massa”; 10) prof.ssa Antonella Viola, ospite della trasmissione “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber sulla emittente televisiva “La7”, docente di Patologia presso la Università di Padova.

Il “caso” Roberto Burioni. Tra i dieci nomi spicca quello del virologo del San Raffaele di Milano contro cui è sceso in campo anche il Codacons per richiederne la radiazione dall’Ordine dei medici. Nonostante il “mitico” Burioni si sia già pentito del tweet più contestato di questi ultimi tempi, ormai la frittata è stata fatta e quel tweet è diventato, davvero, virale: “Propongo una colletta per pagare ai no-vax gli abbonamenti a Netflix per quando, dal 5 agosto, saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”. I non vaccinati, le cittadine ed i cittadini che, in ottemperanza alla legge nazionale italiana ed agli indirizzi dell’Unione europea, “hanno scelto di non essere vaccinati” (punto 36 del Regolamento UE 2021/953 del 14 giugno) sono considerati sorci, topi da intrappolare perché portatori di infezione? D’altra parte Steinbeck ed il suo famoso “Uomini e topi” ha colpito anche il prof. Andrea Crisanti che giorni fa ha confessato che gli italiani sono “topi da laboratorio”. Si sta travalicando ogni possibilità di confronto tra chi difende la propria libertà di scelta “sanitaria” e chi difende interessi personali di cui non sappiamo ancora niente ma che la magistratura potrà, se vorrà, verificare.

INTERVISTA

Avvocato Matrella, cosa l’ha spinta a redigere un simile Esposto?

La baldanza con cui queste persone stanno battendo grancassa sulla necessità di ricorrere ai cosiddetti vaccini che in realtà sono sieri genici come hanno rilevato molti medici e scienziati italiani ed anche scienziati di fama internazionale come Luc Montagnier e Raoul Didier. Sieri genici che possono portare a gravi ed anche a gravissime conseguenze o addirittura a decessi. Non è possibile che i predetti accademici ignorino le gravi o gravissime conseguenze portate dai sieri genici spacciati per vaccini e peraltro in fase sperimentale fino al 31 dicembre 2023. Trovo assurdo e paradossale che non si sia mai sentita pronunciare dai medici e dagli accademici la parola ‘sperimentale’ riferita a questi sieri genici. Questi fautori della inoculazione dei sieri genici che parlano sempre della vaccinazione di massa sono inseriti nel sistema della politica sanitaria adottata da questo governo e svolgono il compito a loro assegnato, quello di essere sempre presenti, in maniera ossessiva, anzi, traumatica, per il pubblico televisivo nelle trasmissioni della RAI SPA-TV nazionale nonché delle emittenti private come Mediaset e “La7”, di Edizioni Cairo, come in altre emittenti.

Non è giustificabile che i predetti medici non abbiano mai fatto cenno a terapie alternative ospedaliere come la plasmaferesi, la terapia dell’ozono o il ricorso agli anticorpi monoclonali. E non è ancora giustificabile che si rifiutino, da mesi e mesi, di far cenno alla validità della terapia domiciliare, in caso di contrazione della infezione, con farmaci in uso, terapia domiciliare che ha salvato migliaia e migliaia di esseri umani.

Ricordiamo che l’Italia è il Paese con il maggior numero di morti in Europa. Inoltre il governo italiano sta praticando una politica contraria all’orientamento del Consiglio d’Europa che, nella Risoluzione n. 2361 del gennaio di quest’anno, si è dichiarato contrario all’obbligo vaccinale e del Parlamento e del Consiglio d’Europa che, nel Regolamento UE 2021/953 (certificato Covid digitale dell’UE, n.d.r.), pubblicato in Gazzetta europea il 15 giugno con la sigla L 211, al punto 36, inizia affermando che “E’ necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate […] perché […] hanno scelto di non essere vaccinate” e termina sostenendo che “il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che stabilisce un diritto o un obbligo di vaccinazione”.

Allora mi chiedo. L’Italia sta o non sta in Europa? O ci sta quando le fa comodo e quando non le fa comodo non ci sta più?

Lei parla anche di decessi. Ha dei dati aggiornati?

Purtroppo, non si riesce a conoscere quali siano i dati reali dei decessi seguiti alla introduzione dei sieri genici ed anche l’AIFA, che ha pubblicato il sesto Rapporto di Sorveglianza dove parla di 76.206 casi avversi, non ha aggiornato la situazione quanto ai decessi.

Conosciamo i dati europei, purtroppo aggiornati al 5 giugno 2021, che riportano 17.503 decessi accanto a 1.700.000 eventi avversi di cui 850.000 molto gravi. Tuttavia, è impossibile che i medici non sappiano che la cronaca che viene inviata attraverso i messaggi whatsapp parla di un numero di morti che va da due a cinque morti al giorno a causa dei cosiddetti “vaccini”.

Nell’esposto ho voluto mettere in evidenza che è la prima volta che la sperimentazione di prodotti di trattamento sanitario viene fatta sugli esseri umani, fino ad oggi è sempre stata fatta sui topi. Inoltre, la sperimentazione di un qualsiasi prodotto farmaceutico è soggetta ad un tempo che varia dai 3 ai 5 fino ai 10 anni e che nel caso dell’HIV, il virus isolato negli anni Ottanta dal Premio Nobel 2018 Luc Montagnier, quel grande scienziato non è riuscito ancora a fare il vaccino. Figuriamoci se questi adesso sono stati capaci in qualche mese di trovare un vaccino, che infatti è un siero sperimentale, dove sono stati trovati, tra l’altro, metalli altamente cancerogeni ed elementi del virus HIV che possono provocare cancri, tumori, pericarditi, miocarditi, malattie del sangue oltre a emorragie e trombosi cerebrali ed alla sindrome di Bell, una paresi facciale, ma anche una paralisi totale come è capitato ad una donna, ora in coma, ricoverata al “Miulli” di Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari.

Luc Montagnier ha anche affermato che gli uomini non possono essere utilizzati come cavie perché non si possono prevedere le conseguenze che possono succedersi nel tempo a seguito della vaccinazione. Invece, in Italia, l’attuale campagna di “vaccinazione di massa”, pubblicizzata e propagandata a tutto spiano fa pensare, piuttosto, ad una immorale, per non dire abominevole, operazione di marketing piuttosto che ad una campagna diretta a tutelare la salute e la vita di tutti gli italiani.

Sono veramente sconcertata dal comportamento di questi soggetti, divi della tv che, pur rendendosene conto, continuano a tenere un comportamento da Codice penale. In una sua intervista che ho visto su Youtube, Montagnier ha detto di essere molto preoccupato per il futuro delle nuove generazioni per l’altro abominio che vogliono realizzare, costringere gli studenti ed il personale scolastico a inocularsi questi sieri genici per poter entrare a scuola. Sarò costretta a fare un altro esposto sul tema.

Nell’Esposto si chiede al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma di accertare la violazione di una serie di articoli del Codice penale. Ce li vuole illustrare?

Si chiede di verificare se nel loro comportamento questi medici rispondano innanzitutto dei reati di cui all’art. 416, Associazione per delinquere, dell’art. 640, Truffa, ovvero truffa ai danni degli italiani perché hanno chiamato “pandemia” una epidemia influenzale ed hanno sparso nella popolazione un autentico terrore per cui chiedo di verificare se hanno violato anche l’art. 658, Procurato allarme.

A me interessa che vengano colpiti anche per il reato di Lesione personale (art. 582) con le Circostanze aggravanti (art. 585) e di Omicidio colposo (art. 589), perché salvare anche una sola vita mi sembra il minimo per una persona che crede in Dio.

Farò anche richiesta di risarcimento dei danni.

Come fare l’esposto?

L’esposto va presentato personalmente nella sede dei Carabinieri o della Polizia del proprio Comune di residenza, firmato e sottoscritto secondo la prassi. Chi presenta l’Esposto delega l’avvocato Matrella a rappresentarlo nel caso venisse aperto un fascicolo di indagine e nel qual caso diventerà parte offesa e chi vuole si costituirà parte civile per avere diritto al risarcimento dei danni. In tutto questo procedimento come sempre ho fatto ed è noto a livello nazionale, mi farò carico di ogni incombenza nel rappresentare coloro che avranno presentato l’Esposto senza mai nulla chiedere a costoro il cui unico compito è quello di dare inizio ad un procedimento che non saranno mai chiamati a sostenere in prima persona.


Il Commento

La democrazia in Italia è in grave pericolo. La strategia del terrore “mediatico” è diventata il modus operandi non solo del nostro governo ed è diventata virale tra la popolazione che, in gran parte, si affida unicamente alle notizie del mainstream. Al posto delle bombe dei terroristi degli anni Settanta che uccidevano fisicamente le persone, l’attuale Strategia della Tensione, evidente frutto di menti (“militari”?) particolarmente raffinate ed esperte di guerra psicologica, si basa sulla tecnica della lenta corrosione dei cervelli in cui instilla, alla stregua di un “acido muriatico virtuale”, panico, insicurezza, paura. E, di conseguenza, sottomissione assolutamente acritica, e per di più volontaria, ai diktat ed alle news che vengono dall’alto. Siano queste le imposizioni alla obbedienza cieca al rispetto delle limitazioni di un “green pass all’italiana” che discrimina abusivamente le persone che “hanno scelto di non essere vaccinate”, secondo quanto sostiene, letteralmente, il Regolamento del Parlamento e del Consiglio Europeo a tutela della libertà di scelta vaccinale garantito in tutti gli Stati membri. Siano queste le quotidiane flebo di puro odio e/o disprezzo da parte di noti volti televisivi contro chi, liberamente, “ha scelto di non essere vaccinato”. Con conseguenze disastrose all’interno delle relazioni sociali e persino familiari. Questa “bomba mediatica” sta distruggendo il tessuto sociale del nostro Paese, sta facendo saltare le relazioni tra genitori e figli, le relazioni affettuose tra amici, tra parenti, tra colleghi di lavoro. Non era mai successo, dal dopoguerra ad oggi, nemmeno nelle tifoserie più accanite a sostegno del “dio” calcio, che la libertà di scelta di vita (vaccinarsi SI’ o NO) diventasse lo spartiacque tra essermi amico o nemico. Purtroppo in questa “trappola mediatica” ci sono cascati in molti al di là del loro livello culturale o di istruzione. Ormai dobbiamo fare una sola distinzione: tra chi non è stato attaccato dal “virus mediatico” del panico e chi se ne è difeso con lo scudo dell’intelligenza e della informazione alternativa sul Web e su Youtube che è diventata la “cartina di tornasole” della “disinformazione mainstream”: Byoblu (anche sul canale tv 262), Radio Radio, Visione Tv, Cento giorni da leoni, Dentro la notizia, Il vaso di Pandora, Border Night, La casa del Sole. Come reagire? Cosa fare? Ci ha pensato una donna, una penalista del Sud Italia che non ha paura di formulare accuse perché supportata da documenti originali a sostegno di quanto afferma. Una donna-avvocato coraggiosa che non è stata mai addomesticata dai contratti televisivi che hanno fatto gola a ben altri personaggi pubblici. (Beatrice Bardelli)

Il testo dell’esposto dell’avvocato Margherita Matrella


Come sempre, nello stile di TOSCANA TODAY, rimaniamo a disposizione di quanti citati in questo articolo, di chi direttamente o indirettamente interessato al suo contenuto, per pubblicare la loro replica, opinione, o versione diversa dei fatti (anche ai sensi e per gli effetti dell’art.8 Legge n. 47/1948 e succ.mod.)