VERONA - di Giovanni Villani

VERONA – L’ex caserma Busignani a San Zeno

di GIOVANNI VILLANI – Un altro importante edificio militare recuperato per diventare la cittadella degli uffici ministeriali.

Un’importante servitù militare, una delle tante ancora esistenti inutilizzate a Verona, sarà recuperata presto per diventare la cittadella degli uffici ministeriali. Si tratta dell’ex caserma Busignani a San Zeno, di circa 7 mila metri quadrati, dotata di ampio cortile interno in grado di diventare parcheggio per circa 100 posti auto. Il progetto di una sua trasformazione e ristrutturazione è del Demanio che intende adibirla ad uso uffici dei Ministeri del Lavoro, Giustizia, Economia e Finanza, ma pure dell’Inail, del Giudice di pace e dell’archivio del Tribunale di Verona.

Al Comune spetta ora decidere sulla variante urbanistica e la destinazione d’uso, da caserma a ufficio pubblico. La caserma in pieno centro di Borgo San Zeno – uno dei quartieri più vivi e utilizzati della città entro le mura – dirimpettaia alla celebre basilica romanica del Patrono, era stata abbandonata e inutilizzata dal dicembre 2016. Ma il Demanio è ora pronto ad attuare quel progetto che già dal 2015 prevedeva una rivalutazione (il cosiddetto risiko) delle caserme cittadine sulla base del protocollo d’intesa di valorizzazione firmato il 9 dicembre 2015 a Roma, fra il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio e il Comune. Dopo una totale riqualificazione, con miglioramento da eventi sismici, a carico del Demanio (si parla di una ventina di milioni di euro), l’ex Busignani accoglierà dunque gli uffici ministeriali, ma non prima di avere ottenuto il via libera anche dalla Sovrintendenza trattandosi di un edificio di valore monumentale e archeologico.

Dovrà dunque ospitare distretti ora dislocati in diverse zone della città e della provincia per i quali lo Stato versa affitti anche rilevanti e sostiene spese di gestione che potranno essere così razionalizzate. Nel cortile interno sarà realizzato un parcheggio per circa 100 posti auto che saranno funzionali anche all’afflusso del pubblico, specie per quanto attiene l’ufficio del Giudice di Pace. Non è escluso che il Demanio possa costruire anche un ulteriore parcheggio interrato, considerato il “travagliato iter” del vicino park di piazza Corrubbio, da anni utilizzato solo parzialmente a causa del fallimento della ditta costruttrice.

Si tratterebbe di una mossa ben vista dall’Amministrazione comunale, che del Corrubbio può disporre solo in determinate occasioni a causa della elefantiaca procedura fallimentare. La conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto è fissata per il 3 giugno e i tempi per i lavori e il restauro dureranno, secondo il Demanio, fino al 2026 inoltrato. Dopo l’approvazione da parte della Giunta, la proposta di restauro passerà in prima circoscrizione centro, in commissione quarta e sarà poi votata in consiglio comunale. Come si vede la burocrazia non demorde mai.

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