Gigi Proietti con Daniel Oren
FOCUS, Operazione Spartito

Veronesi, Cacciari, Proietti… e le pulci con la tosse

di MATILDE TORRE – Il maestro Alberto Veronesi ha appeso al chiodo la bacchetta, adesso è un “personaggio politico”, parola sua

Le origini di questo proverbio italiano risalirebbero a Napoli: Pure ‘e pullece tenene a tosse. Si dice che sia nato in bocca agli adulti per azzittire i bambini quando s’intromettevano nei discorsi da grandi. 20 ore fa “Alberto Veronesi-personaggio politico” (come adesso si qualifica pubblicamente), sulla sua pagina Facebook si associa stavolta a Massimo Cacciari, una delle maggiori figure intellettuali italiane ed europee (Cacciari ha espresso un’opinione sull’imparzialità del peso subìto dai lavoratori italiani per causa del Covid citando i privilegi contrattuali dei dipendenti statali rispetto ai lavoratori dipendenti di altre categorie).

Scrive Veronesi: “Apprezzo Cacciari ma spesso ha una eccessiva ansia di visibilità”.

Dopo i mesi di astinenza da palcoscenico, il direttore d’orchestra milanese si è riconvertito, in mancanza d’altro, alla carriera politica: essendo un uomo dal fiuto molto affilato, aveva visto con largo anticipo il blocco dei sipari (e quindi delle prebende artistiche), e così si è candidato (sotto l’ala dal senatore Marcucci) alle recenti elezioni regionali toscane nel Collegio di Lucca, purtroppo per lui rimanendo al palo dei non eletti.

Ogni giorno Alberto Veronesi delizia gli appassionati di Facebook con una pillola di saggezza scandita puntualmente tra colazione pranzo e cena (tipo prescrizione medica): il che costituirebbe una meritevole generosità alla riflessione comune, se non fosse che non perde occasione per legare il suo post a qualcuno più grande di lui: Merkel, Macron, Trump, Biden, Putin, Conte, D’Alema, Salvini, Giorgia Meloni, Fassino… E senza farsi sfuggire, ovviamente, il funerale vip del giorno (che fa sempre tanta tenerezza). L’elenco è infinito di notorietà nazionali e internazionali, sebbene nessuna di queste (o quasi) lo conosca personalmente o abbia memoria della sua produzione filosofica e politica. Ma proprio questo è il trucco di Facebook: interloquire con la Merkel, Trump o, appunto Cacciari oggi, è come un presentarsi a tu per tu, pensando che tutti i followers se la bevano liscia come una lattina di Coca Cola. E sarebbe il prof. Cacciari ad avere “un’ansia di visibilità”? Leggo: “Non cerco un nuovo palcoscenico, la vita mi ha già offerto grandi opportunità”: chi l’ha scritto? Veronesi, naturalmente (19 settembre).

Tanto per completare l’idea della truffa mediatica, ovvero lo scrivere e il dire a metà per lasciare dedurre al lettore una conclusione diversa dalla sequenza delle parole, ci sovviene il post del 2 novembre in omaggio alla morte di Gigi Proietti, scrive il Veronesi dissociato tra il direttore d’orchestra e il politico: “Ci siamo incontrati più volte per vari progetti operistici tra cui Carmen e Nabucco”. Il lettore dirà: vedi un po’, Veronesi ha lavorato (autorevole riconoscimento) anche con Gigi Proietti (coincidenza, nel giorno della morte), tra cui la Carmen e Nabucco. Ma in realtà, niente Gigi, né Carmen, né Nabucco.

Fu Daniel Oren, infatti, a dirigere con Gigi Proietti regista, le due produzioni, Carmen e Nabucco, nel 2009 e 2010. All’annuncio della morte dell’attore, Daniel Oren ha dichiarato da Bilbao, ricordando quei giorni: “Durante le prove un silenzio tombale, tutti volevamo imparare dall’uomo di teatro. Non accade mai che regni il silenzio, solo con coloro i quali si avverte il sacro fuoco dell’arte ardergli dentro”. Si è ben guardato, Oren, ovviamente, di omaggiare il grande attore italiano per celebrare se stesso o la loro amicizia (vera in questo caso).

Facebook è anche questo: Pure ‘e pullece tenene a tosse. Il più grande palcoscenico del mondo sul quale anche alle pulci può venire la tosse. (matilde torre)

(foto: Carmen, Teatro Verdi Salerno)