OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini

VERSILIA 22 ottobre 1975, la morte di tre agenti della Polizia

LA NOTIZIA entrò ufficialmente nelle case degli italiani con il giornale radio delle 9,30: l’uccisione di tre poliziotti – il 22 ottobre 1975: in quella che è passata alla storia come ‘la strage di Querceta’, nel corso di un’operazione morirono Gianni Mussi, Giuseppe Lombardi e Armando Femiano, mentre rimase gravemente ferito Giovanbattista Crisci – era già da un paio d’oro dominio pubblico a Viareggio e nel resto della Versilia, con un intreccio di voci più o meno controllate che indicavano fra le vittime anche carabinieri. Un tourbillon di voci vere e oggi diremmo anche fake news che finirono anche per provocare un tremendo choc supplementare ad uno dei figli delle vittime che venne a sapere della morte del padre da un insegnante in classe al ‘Carlo Piaggia’. Il docente non si era accorto della presenza del ragazzo…

IL GIORNALE radio della 9,30 del canale Rai ovviamente chiuse la notizia con la lugubre formuletta ‘le famiglie delle vittime sono state avvertite’, sentita altre volte, prima e dopo quel maledetto giorno che fece piombare la Versilia e Viareggio al centro dell’attenzione nazionale. Erano i così detti ‘anni di piombo’, purtroppo contrassegnati da troppe vittime innocenti. Gli autori della strage vennero arrestati e rischiarono il linciaggio quando vennero accompagnati al pronto soccorso del vecchio ospedale ‘Tabarracci’: l’ambulanza ondeggiò dopo essere stata presa d’assalto da decine di persone. La storia giudiziaria di questa tragedia – per la ‘storia’ è strage di Querceta, in realtà i tre poliziotti vennero uccisi sul territorio del comune di Pietrasanta, a Montiscendi, un’enclave nel comune di Seravezza – ci racconta come chi sparò per uccidere abbia nel corso del processo dichiarato di avere fatto parte di un gruppo ‘comunista combattente’, salvo poi dissociarsi anni dopo quando con la legge Gozzini vennero concessi sconti di pena.CHE non fossero giorni facili per Viareggio e la Versilia, lo conferma anche un altro episodio: il giorno dei funerali – lutto cittadino a Viareggio e nel resto della Versilia – quattro banditi assaltarono l’agenzia del Monte dei Paschi di Siena di Lido di Camaiore. Gli autori del colpo confidavano in un rallentamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine in concomitanza con l’ultimo saluto ai tre agenti. Ma sbagliarono i conti perché poche ore dopo la rapina, tre dei quattro banditi vennero arrestati dai carabinieri e recuperato gran parte del bottino.

ULTIMA annotazione solo viareggina: da 42 anni, i tre agenti morti vengono ricordati con un meeting internazionale di nuoto (organizzato da Giovanbattista Crisci, il superstite) che per il quinto anno consecutivo è costretto ad emigrare (verrà disputato a Livorno); la piscina un tempo comunale dedicata alla memoria delle vittime di Querceta è ancora chiusa dopo essere finita all’asta e acquistata da un imprenditore lombardo. Solo per onor di cronaca…