Da tre quarti di secolo l'Armadio della Vergogna" della Versilia

DA 75 anni, dall’estate rosso sangue del 1944, anche la Versilia ha il suo ‘armadio della vergogna’ che contiene i fascicoli – solo per la storia, a questo punto – delle stragi impunite compiute dai nazifascisti contro la popolazione civile. Lasciamo fuori da questo ricordo la strage di Sant’Anna di Stazzema (560 vittime, in paese e nelle zone limitrofe) che, sia pure a distanza di anni, perdendo quindi l’efficacia della pena, un po’ di giustizia l’ha ottenuta (la sentenza del Tribunale militare della Spezia del 2005, confermata poi nei gradi di giudizio successivi). Ma restano impunite le altre stragi compiute sul ‘nostro’ territorio che sono costate la vita a decine e decine di persone. Stragi ‘minori’ iniziate a Valpromaro di Camaiore, nelle Seimiglia camaioresi, il 30 giugno 1944 e arrivate fino alla metà di settembre di quell’anno, nei giorni dell’avanzata degli Alleati che risalivano da Sud verso Nord.
IN QUESTO elenco di ‘stragi minori’, ci sia consentito questa definizione, ce ne sono altre che punteggiano soprattutto il territorio di Camaiore e di Massarosa. Proprio come oggi, settantacinque anni fa, a Montemagno vennero fucilate sette persone che il giorno prima erano state arrestate dalle truppe nazifasciste nelle vicinanze di Lucca: Ivo Giusti, la vittima più giovane, aveva 19 anni. Aveva solo 17 anni invece, Lamberto Dati che quattro settimane prima era stato ucciso con altre 11 persone a Valpromaro (il cippo che ricorda la strage si trova lungo la via che dalla Provinciale porta verso Migliano).
‘Stragi minori’ sconosciute al grande pubblico ma che rimangono nella memoria che i parenti delle vittime hanno tramandato nel tempo. Avere avuto l’opportunità di parlare con queste persone che conservano il ricordo e il dolore di quei giorni è stata nel tempo una lezione non solo di storia, ma anche di vita. Dicevamo del 27 luglio 1944, con le sette vittime di Montemagno; la storia – coltivata con impegno civile da chi ha raccolto testimonianze orali e scritte – ci consegna altre date delle stragi nazifasciste: Ponte del Pretale, nel comune di Seravezza, il 28 luglio (quattro morti); il 10 agosto, la Sassaia di Piano di Mommio (31 vittime, uno sopravvissuto, Edilio Dazzi memoria storica di quella carneficina). E ancora Seravezza, Camaiore – nell’area del palazzo Littorio -, Massaciuccoli, Compignano, Pieve di Camaiore, Pioppetti. Osterietta, Querceta. Decine e decine di vittime. Senza colpevoli. Anche questa è storia. O meglio Storia. Da non dimenticare anche se sono trascorsi 75 anni e nei libri di storia non si trova traccia, se non il massacro di Sant’Anna di Stazzema. Delitti e stragi rimasti impunite andando ad arricchire l’archivio, il ‘nostro’ armadio della vergogna.