OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini

In Versilia il Far West a Mezzogiorno, 1 agosto 2015

Il ricordo è molto fresco. Solo quattro anni fa, 1 agosto 2015. Ma è uno di quei ricordi – per tanti motivi – che molte persone, non solo i cronisti, hanno scolpito ancora nella memoria: il Far West sul viale Pistelli, in Passeggiata e sulla spiaggia di Camaiore, con sirene, colpi di pistola, fughe, inseguimenti, tentativi di linciaggio. Non solo; anche il sospetto alimentato da un mix di suggestione e fantasia, per le prime allarmanti segnalazioni di… uno sbarco di terroristi dell’Isis che si erano messi a sparare alla gente in mezzo agli ombrelloni. Come era accaduto un mese prima su una spiaggia della Tunisia dove gli adepti del Califfato nero avevano seminato il terrore e la morte. Niente di tutto questo, quel sabato 1 agosto: per fortuna. Ma l’episodio, o meglio la concatenazione degli eventi, con i moltiplicatori di una località conosciuta a livello nazionale e internazionale come Lido di Camaiore, il primo weekend delle ferie canoniche e l’allarme sicurezza sempre ai massimi livelli, fece si che la storia lidese finisse in tutti i Tg della giornata con ampio risalto.
Cosa accadde dunque quel giorno, così tanto per rinfrescare la memoria: ‘semplicemente’ (mica tanto: adrenalina a mille e grande sangue freddo degli operatori di polizia) che un tentativo di furto da parte di tre giovani era stato sventato dagli agenti di polizia nella zona Benelli. Inseguimento a velocità sostenuta (eufemismo) sul viale Colombo in direzione Viareggio. Tentativo di speronamento da parte dei fuggitivi nei confronti dell’auto della polizia. Rischio di investire i pedoni che attraversavano il viale Colombo, fra questi anche una mamma che aveva una bambina di pochi mesi in carrozzina. Colpi di pistola esplosi dagli agenti contro le ruote delle auto dei ladri: la vettura dei fuggitivi che tenta di sottrarsi all’accerchiamento imboccando contromano il viale Pistelli all’altezza di via Veneto. Centocinquanta metri poi lo ‘scontro’ con un’altra auto della polizia che arrivava dal senso di marcia opposto, quello giusto. Concitazione al massimo. Due dei ladri riescono a fuggire sulla spiaggia, confondendosi con i villeggianti, inseguiti però vanamente da agenti, carabinieri e volontari. Il conducente dell’auto dei ladri viene fermato e ammanettato: una volta messo al sicuro dentro una volante, la folla cerca di aprire lo sportello. Volano insulti e minacce. Gli agenti – con senso del dovere, in sintonia con lo Stato di diritto – lo difendono e tengono lontano i sostenitori della ‘giustizia sommaria’ a tutti i costi ‘per dargli una lezione, così un’altra volta non lo fa più’.
Gli agenti che si trovavano sull’auto finita contro quella dei ladri rimasero feriti non gravemente. C’erano testimoni – testimonianze raccolte sul posto, anche di personaggi autorevoli – che erano strasicuri che i ladri prima di fuggire sulla spiaggia avessero esploso colpi di pistola contro gli agenti, circostanza che non è stata mai accertata e certificata, anche durante il successivo processo.
UN FAR WEST che resta nella memoria: dall’Isis a una banda di ladri, il passo è lungo ma ci volle un bel po’ di tempo per stemperare la paura generata in quei venti minuti adrenalinici. Se fosse stato una fiction, avrebbe avuto successo. Ma era realtà. Drammatica. Per fortuna non tragica.