OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini

VERSILIA NOIR, IL MISTERO ORIENTALE

Veniva dall’Oriente, i tratti somatici erano inequivocabili anche nel volto deturpato dalla furia omicida dall’assassino, il giovane che sedici anni fa venne trovato senza vita (e senza uno straccio di documenti) sulle colline del Belvedere che incorniciano il paese di Bozzano nel comune di Massarosa. A trovare il corpo senza vita in un campo, adiacente ad un oliveto, fu un abitante della zona: a distanza di tre lustri quel delitto è andato ad arricchire l’armadio dei casi irrisolti che popolano – nonostante gli sforzi degli investigatori di ieri e di oggi – la storia noir della Versilia. 

INSOMMA quel giorno, 26 novembre, domenica mattina, giornata uggiosa e piovigginosa, venne scritta la prima pagina del giallo…orientale, perché quasi certamente quel ragazzo con il volto martoriato da una serie di colpi sferrati con una mazza di ferro (mai trovata) era cinese. Nessuno, né a Massarosa, né nel resto della Versilia e nella Toscana si era fatto avanti per cercare un ragazzo cinese scomparso. E anche le indagini sul territorio locale non portarono a niente. Nessuna voce. Nessuno spiffero. Nessuna confidenza. Doppio-triplo mistero. Un signor nessuno, dunque, la vittima. Un ‘milite ignoto’ della globalizzazione. Probabilmente non il solo. L’identità del giovane non è stata mai accertata nonostante i carabinieri abbiano cercato in tutte le banche dati a quel tempo disponibili qualcosa che potesse in qualche modo aiutare all’identificazione della vittima del brutale omicidio. Né le impronte digitali aiutarono: non era schedato, non aveva quindi precedenti, venne anche coinvolte prima l’Europol e poi l’Interpol. Niente. Probabilmente un clandestino. Gli uomini del Ris (reparto investigativo speciale) dell’Arma cercarono di ricostruire un identikit partendo da quel poco che rimaneva di integro del volto. Ma anche seguendo questa pista, testa e lische. Niente. Qualcosa in più, ma come cercare l’ago in un grosso pagliaio, gli inquirenti trovarono dall’esame del Dna: venne infatti scoperto che la sequenza del codice del giovane presentava un gene modificato tipico della popolazione di una regione meridionale della sterminata Cina. La vittima, probabilmente, era dunque cinese. Ma è sempre mancata la prova regina. Ma come era finito sulle colline massarosese e per quale motivo sia stato ucciso senza pietà, con ferocia, a colpi di mazza sferrati in faccia, non è stato mai accertato. Solo ipotesi.

Con le ipotesi si arriva ad un certo punto e poi ci si ferma. E così, nell’era delle migrazioni e della globalizzazione, Viareggio & la Versilia hanno potuto arricchire (anche se ne avrebbero volentieri fatto a meno) di un altro capitolo la storia noir della zona, capitolo delitti irrisolti.