Home OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini VERSILIA NOIR. Il naufragio del Pegasus e la morte dei fratelli Policardi

VERSILIA NOIR. Il naufragio del Pegasus e la morte dei fratelli Policardi

by Giovanni Lorenzini

‘La benedizione dei morti del mare’ – forse il quadro più noto di Lorenzo Viani – può essere considerato il manifesto della ‘gente di mare’ di Viareggio, soprattutto i pescatori: gente che conosce la fatica, il salmastro, i calli sulle mani e purtroppo anche il dolore. Dolore che sedici anni, proprio l’antivigilia di Natale del 2003, colpì duramente non solo una famiglia di pescatori ma tutta la città. In un terribile e angoscioso naufragio avvenuto all’altezza dell’isola di Capri persero la vita due fratelli, Fortunato e Gianni Policardi: riuscirono i salvarsi il padre Antonio e il il terzo figlio Davide.

LA FAMIGLIA Policardi – originaria della Sicilia ma trapiantata da tempo a Viareggio – era imbarcata sul Pegasus, un peschereccio della nuova generazione, costruito a Rimini e destinato a diventare un fiore all’occhiello non solo della cooperativa della quale i Policardi facevano parte ma anche della flotta viareggina. Il Pegasus era dunque salpato da Rimini, destinazione Viareggio con l’obiettivo di arrivare in città per trascorrere tutti assieme il santo Natale: scontata la rotta, costeggiare le coste dell’Adriatico, poi dello Jonio. Infine del Tirreno. In agguato c’era però la tempesta che all’altezza di Capri provocò il naufragio del peschereccio nel quale persero la vita Fortunato (il capitano) e Gianni Policardi. Il corpo di quest’ultimo venne restituito dal mare solo due mesi dopo. A trarre in salvo il papà Antonio e il figlio Davide furono i militari della Capitaneria di Porto di Capri.

LA TRAGICA notizia rimbalzò in città nel pomeriggio del 23 dicembre provocando unanime sgomento non solo nella famiglia colpita da tutto: la Capitaneria di Porto di Viareggio – guidata all’epoca da Giuseppe Tarzia – fu particolarmente impegnata nelle incombenze, anche burocratiche, dopo un lutto in mare.. La ‘gente di mare’ (raccontata da altri autori viareggini, a cominciare da Mario Tobino) capì subito che sarebbe stato un Natale di dolore per le famiglie legate al mondo della marineria. In realtà fu un Natale di mestizia per tutta la città, al di qua e al di là del molo. La commozione, il dolore ma anche l’abbraccio di Viareggio si materializzarono anche nei giorni successivi in occasione dei funerali celebrati nella chiesa di Santa Rita al quartiere dell’ex Campo d’Aviazione.

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