PD Viareggio Club dei Carbonari

Viareggio. E il PD chiuse il Cantiere

di FORTESTOMACO – E voilà: Il club dei carbonari aveva fatto tutti i conti ma s’era dimenticato l’oste o gli osti! Tutto come previsto.


di Fortestomaco

Voilà: ecco a voi la crisi del gruppo dirigente del Pd di Viareggio e la conseguente crisi del Cantiere che s’erano immaginati. Il Club dei Carbonari aveva fatto tutti i conti ma s’era dimenticato l’oste o gli osti! Ci credevano davvero: “Costituiamo un Cantiere, lo guidiamo noi, gli altri sono comprimari ai nostri servizi; non possono che seguirci e se no dove vanno senza di noi? I tempi li diamo noi, i temi più controversi li affrontiamo in fondo; quando ci incalzano prendiamo tempo…”.

Poi però serviva una sorta di punto e a capo, un’accelerazione: il Club dei Carbonari, approfittando dei lavori ancora fermi del Cantiere e delle imminenti elezioni regionali, ha ben pensato di mettere tutti gli altri di fronte ad un fatto compiuto: l’indicazione del candidato nella figura di Federica Maineri! Non un’ipotesi da ragionare in via riservata, ma spiattellata con tanto di sigillo in ceralacca: consultazione degli iscritti (naturalmente le poche decine a cui è stata consegnata la tessera, ma comunque facenti parte dell’esercitino ufficiale).

Un contributo hanno detto… e se poi ci fossero altre proposte si va alle primarie hanno decretato! Il massimo di apertura, come si può capire, al resto della potenziale compagine tutta ancora da costruire e verificare!

Ora continuano a dire che è una proposta, un contributo disinteressato per aiutare il Cantiere in costruzione! Pensano, così, che tutti bevano questa fandonia come acqua di fonte pura! Ah ah ah! Che ridere ci fa! Di fronte ai malumori degli altri partiti e movimenti, alle dimissioni di componenti della segreteria comunale e di altri piddini, non solo non si sono fermati, non hanno azzerato la situazione e neppure pensano di farlo. Hanno commentato le dimissioni dicendo: tanto sono una minoranza!

E così continuano a riproporre noiosamente la loro posizione che è un po’ come la novella de’ bisconti vuoi che te la racconti si o no? No o Si ? Non si dice no o sì alla novella… E si ripete il ritornello in un crescendo senza conclusione.

La candidata, altro che in pectore, è invece già scesa in campo sicura che per sfinimento, pressioni regionali e o nazionali alla fine gli altri l’accetteranno come male minore, come la pastiglia di Carosone da prendere e buttar giù. Siente a me! Programmi? Idee per Viareggio? Futuro? Ma che state a dì?
La Maineri è partita in quarta con il piede premuto e incollato sull’acceleratore: incontri, riunioncine, abboccamenti, trasmissioni televisive come se fossimo già in piena campagna elettorale, con tanto di parentela stretta o di secondo grado schierata a suo sostegno sui gruppi social e su Fb.

E poi, poteva mancare una sua bella immagine – viso disteso “tanto gentile…pare la donna mia…” avrebbe detto Dante – in passerella, sul canale Burlamacca col sole risplendente avanti a sé, tanto per far capire chi potrà davvero portare la luce in città, chi potrà aprire le vie del progresso futuro a tutti, anche a quelli, come diceva Tommaso Campanella, che erano rimasti al buio.

A Viareggio festa grande, altro che Carnevale: qui c’abbiamo la moderna Monna Lisa!

La situazione del Pd viareggino è purtroppo alquanto difficile, forse drammatica, ma non lo si dica troppo forte. Sono già in psicosi profonda: la vita interna ed esterna ridotta ad una larva di quello che dovrebbe essere l’organismo comunale dirigente, nelle rarissime occasioni di convocazione è ormai frequentato soltanto da un ridotto numero di habitué perché, come dire, è passato di moda, è vecchio, datato, eletto ai tempi del Letta prima dell’era Schlein.

Riepiloghiamo per i nostri lettori. E’ il gruppo dirigente che iniziò a prendere forma durante la fase degli accordi con il Del Ghingaro sotto la guida del Commissario Franchi. Il Franchi arrivò a Viareggio per garantire le decisioni del partito a livello regionale: espellere tutta la vecchia dirigenza locale, rea di voler proporre un’alternativa programmatica e di metodi rispetto al Sindaco uscente (Giorgio Del Ghingaro).

Federica Maineri era nella segreteria regionale del Pd, proprio quella che decretò il commissariamento del partito. Poi ci furono le elezioni nel 2020 e dopo i risultati il Franchi si dimise dall’incarico di commissario per prendere servizio – meritato incarico dopo tanto lavoro tra bastone e carota – come capo gabinetto del Sindaco. Proprio di quel Del Ghingaro che il Pd di allora, nonostante la frana elettorale alle comunali – solo 2.894 voti pari al 9,65% -, aveva contribuito in maniera determinante a far eleggere al primo turno.

Il nuovo commissario nominato dal regionale del PD, Marco Simiani, oggi deputato della Repubblica, allora anch’esso facente parte della segreteria regionale, prese servizio all’inizio del 2021 e portò a completamento la fase riorganizzativa: nel dicembre di quell’anno Filippo Ciucci, già consigliere comunale, fu eletto come segretario del partito di Viareggio. Per chi volesse ricordare quella fase: clicca qui.

Il Pd è stato per due anni a supporto di tutti gli atti decisi e deliberati dall’amministrazione comunale, senza batter ciglio, assolutamente senza nessun distinguo e poi, dopo il brusco licenziamento della Maineri – non assolutamente previsto dai carbonari scienziati del Pd viareggino – di un’opposizione molto soft, impacciata, un po’ lo dico un po’ lo nego..

Non ci vuole un Lenin di Viareggio o un Carletto Marx locale per capire che dopo queste disastrose avventure e dopo queste scosse epilettiche – tutte rimaste senza una approfondita e sistematica autocritica e critica – il Pd avrebbe dovuto lavorare sistematicamente e senza presupponenza alcuna all’interno di una squadra: una squadra da costruire su basi paritarie, seguendo un metodo corretto e possibilmente ricercando fin da subito, assieme agli altri, una figura esterna ai singoli partiti per poter dare più forza e credibilità al progetto alternativo.

Una figura di prestigio, in grado di parlare anche a mondi e settori sociali e civili diversi da quelli rappresentati dalle forze di quel Cantiere programmato. Ma quando un partito diventa un club ristretto di soci, amici e amiche, rinuncia ad aprire porte e finestre, a chiamare iscritti, simpatizzanti ed elettori a concorrere alla sua vita democratica, si riduce a circa duecento iscritti, senza collegamenti con le realtà rionali e dei quartieri, senza un’anima politica, senza programmi se non lavorare- si fa per dire- sulle disgrazie altrui non può definirsi Democratico e neppure Partito: assomiglia molto di più ad un Club di Carbonari.

Ed è così che quel gruppetto che posava sotto la Torre Matilde nel 2020 accanto al Del Ghingaro tra cui in primo piano Federica Maineri, Filippo Ciucci, Dario Rossi assieme ad altri, decide oggi le sorti di un partito che purtuttavia, su un piano generale, gode ancora un discreto appeal, un brand equity importante. Quel gruppetto decide, invece, di anteporre le ambizioni e la voglia di riscatto di una persona – una ex Vicesindaca umiliata e ridicolizzata dal Del Ghingaro (un po’ come è successo qualche settimana fa a Walter Alberigi) agli interessi, alle strategie e ai programmi del loro partito.
Partito che per il peso che ha, dovrebbe avere nella propria cassaforte quintali di senso di responsabilità. Dovrebbe essere l’anima della federazione, la forza più unitaria di tutte le altre.

No! Niente di tutto questo! Essendo un gruppo ristretto pensano di essere i toccati da Dio: e un po’ toccati di vanesia e presupponenza, di orgoglio ferito in effetti lo sono davvero! Si ritengono incontestabili, insostituibili, si considerano i factotum della città: ma, a differenza del Figaro rossiniano, un san fa niente né di qui né di là, né di su né di giù. Permalosi oltremodo, non accettano critiche, si offendono per un nonnulla, incapaci di capire quando le situazioni non si prestano, né si presteranno a far da supino contesto ai loro desiderata.

Ergo, la cosa più saggia sarebbe che si dimettessero e si dimettesse tutto l’organismo dirigente; che il segretario della Federazione in stretto rapporto con il regionale del partito dopo un’ampia, seria, consultazione e un’assemblea cittadina degli iscritti aperta ai simpatizzanti e agli elettori, assumesse l’onere di gestire la fase attuale fino alle elezioni amministrative del prossimo anno o comunque fino al congresso del Pd. Che si riaprisse su un piano nuovo il Cantiere avendo sgombrato la strada di tutti i detriti seminati in malo modo in questi mesi proprio dal club dei saranno famosi.

Una sorta di gestione straordinaria del partito di Viareggio da parte della Federazione…. Oh …Scusate l’errore: questa è roba di altri tempi, quando c’erano i partiti di massa (spiegate all’attuale segretario del Pd che non ci si riferisce alla città di Massa né alla Provincia Massa Carrara!).

Se il Pd a Viareggio piange a dirotto purtroppo quello versiliese certo non ride! Se pensate a questa situazione un po’ tragicomica del Pd locale e di conseguenza alla vita precaria e stentata del Cantiere, forse già in coma, troverete le spiegazioni del perché Del Ghingaro con il suo civismo in salsa viareggina, con la sua presunzione, le sue provocatorie uscite, con le sue caratteristiche peculiari – spesso un concentrato di boria ed esibizionismo – ha governato la città per quasi dieci anni e si appresta a riorganizzare, sostenere e dirigere dall’esterno una nuova stagione di civismo!

I viareggini ormai sanno bene di cosa si tratta: molto protagonismo, molta presupponenza, conflittualità istituzionale, metodi autoritari ma anche tante realizzazioni, tante inaugurazioni, tanti progetti in itinere e, e proprio per questo, a molti, a tanti cittadini piace.

Nel fantomatico Cantiere del Centrosinistra ad oggi ci sono discussioni, liti, rivendicazioni, fumosi discorsi sul niente, un accapigliarsi alquanto comico sulla candidata Federica; e la Federica rischia di diventare la convitata di pietra di tutte le sedute spiritiche future del costituendo Cantiere del niente.

A Federica potremo dedicare, parafrasata, la famosa canzoncina Lodovica del grande De Sica: “Federica sei la nostra più dolce amica… fra tanti amici ci sta una vera amica … candidata sempre e da una vita…già pronta per la sfida… del cantier futuro è luce e guida… oh Federica sei la nostra miglior amica… Stai serena perché da mattina a sera il popol viareggino s’immolerà per la tua vita … avanti assieme a te o cara Federica…“.

Si parla del Centrosinistra ma se facciamo un quadro più complessivo abbiamo davanti a noi un concentrato di inusitata acidità. Nonostante io sia Fortestomaco di nome e di fatto, non sono del tutto immune da tal mappazza: sento aggallare su per gola questo pastone gastrico e mi viene l’aonco.