Viareggio Elezioni. Altro che Bellezza!

di DAVIDE SGUINCIO – Non bastano un bel visino ed un sorriso piacevole a governare la città, nemmeno un passato se pur illustre e neppure protettori esperti nelle tre carte.

Queste lezioni amministrative per Viareggio sono molto importanti. Dopo 11 anni di buio assoluto, di promesse mai mantenute, di impianti inaugurati anche più volte e mai utilizzati perché ancora da terminare, come ad esempio il Vasco Zappelli; di opere realizzate e poi demolite per errori come, ad esempio, la terrazza della repubblica che, per questo, è costata molto di più del dovuto ai viareggini; di paventati successi amministrativi, in realtà il default di Viareggio lo hanno risolto i commissari governativi che lo hanno fatto pagare a caro prezzo ai cittadini vendendo ai privati i gioielli di famiglia, vedi il Principe di Piemonte col palazzo congressi ed altro e facendo pagare le tasse comunali tra le più care d’Italia ai contribuenti (senza dimenticare che per molti anni i cittadin8i di Viareggio dovranno pagare un mutuo per ripianare il debito rimanente).

In questi anni le amministrazioni sono state sorde alle richieste della cittadinanza, e il confronto con i residenti è stato un optional; sono state fatte opere da vergognarsi come ad esempio la via Mazzini, porta d’ingresso della città, che è difficile da percorrere con le auto, o il belvedere di Torre del lago, uno dei più belli che ho visto prima che fosse ridotto ad una pista di atterraggio per elicotteri o alianti di antica memoria e dove anche la statua di Puccini sembra voler andarsene per la vergogna. Si è realizzata una pista ciclabile in Darsena che, oltre a essere pericolosa in quanto attraversa più volte la careggiata di una strada che in estate è molto trafficata, ha fatto diventare il vialone un viottolo, talmente affollato durante la stagione estiva, da procurare ingorghi che penalizzano ancora di più il traffico del quartiere.

Altro che grande bellezza! Comunque, in questo clima di degrado, mi aspettavo una campagna elettorale diversa. Sarà perché sono un residente e al tempo stesso forestiero viaggiando per lavoro, e quindi mi è spontaneo fare paragoni con altre città.

Prima di tutto non avrei voluto vedere liste con il profumo di gruppi d’affari e faccendieri più attenti ai loro interessi e al loro portafoglio che a servire la città; da trombati che tentano di riciclarsi per rimanere attaccati alle poltrone; da orfani del Capo che, dopo averlo leccato per 11 anni, ora lo osannano e lo santificano nella continuità della sua linea amministrativa in quanto privi di idee loro: da dilettanti allo sbaraglio improvvisati alla politica e da rospi saltellanti che zampettano da destra a sinistra e viceversa a seconda di dove credono che spiri il vento. Non mi aspetto nessuna brillante idea da loro, solo altro degrado.

Ho guardato con molto interesse il confronto, trasmesso da 50Canale, tra i candidati a sindaco. Spettacolo penoso, dove si è distinto un po’ di più il conduttore, simpatico e coinvolgente. Peccato che non è stato aiutato dagli interlocutori, certamente per colpe sue. Dai candidati, da cui dovrà emergere (sigh!) il futuro sindaco, non ho sentito un’idea di città futura. Mi aspettavo idee nuove che trasmettessero speranza, che potessero in qualche modo suscitare fiducia e spronassero a credere nel futuro di Viareggio. Il nulla, niente di nuovo all’orizzonte. In com0pensi, si sta ancora a discutere dell’asse di penetrazione che non serve a niente se non alle tasche di qualche costruttore, che tutti, anche i più amministrativamente sordi, hanno capito ce non si può realizzare e che la viabilità si risolve con un progetto complessivo e non distruggendo una grande risorsa cittadine come la pineta.

Purtroppo, ahimè, non bastano un bel visino ed un sorriso piacevole a governare la città, nemmeno un passato se pur illustre e neppure protettori esperti nelle tre carte.