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Viareggio, la nuova Giunta e il Trust elettorale

di FRANCO M.ALLEGRETTI – E’ stata nominata la nuova Giunta Comunale, la sua composizione è la conferma che ha vinto un Trust elettorale

Hanno vinto, ma non hanno ragione. Il nuovo sindaco di Viareggio è stato eletto con circa 17.273 voti pari al 54,23 per cento dell’elettorato. Una vittoria indubbia. Questo risultato deriva dall’ampia coalizione a sostegno del sindaco. Oltre alla propria lista Del Ghingaro lista civica (26,39%), il candidato era sostenuto da altre sette liste per un totale di 8 liste: di queste, il Partito democratico (9,65%) Viareggio Democratica (5,42 %), Progetto per Viareggio (3,28%), Giovani per Viareggio (3,16 %), Uniti per Viareggio e Torre del Lago. (2,81 %), Buonsenso (1,99%), Europa verde progressista civica 0,87. La lista del sindaco ottiene 9 seggi, il Partito Democratico 3 seggi, come la precedente elezione, Viareggio Democratica da tre passa ad 1,  Progetto Viareggio un consigliere come Giovani per Viareggio. Nelle precedenti elezioni amministrative Del Ghingaro aveva ottenuto al primo turno 8.424 voti ed al secondo 9.286, mentre oggi ben 17.273. Un confronto con le regionali è quasi impossibile, ma alcune indicazioni si possono trarre.

La Ceccardi a Viareggio ottiene 13.905 mentre alle comunali la coalizione della Lega 10.131, avendo un calo dal 45,3 al 31,81 %. Oltre 3.800 elettori hanno votato alla Regione la Lega ed al Comune Del Ghingaro. Il PD da 7.374 voti pari al 27,3 % come si è detto al 9,65 %,  2894 con un calo di elettori di ben 4480!

A questo punto possiamo affermare che la vittoria di Del Ghingaro si basa essenzialmente sulla distruzione del PD e per aver saputo raccogliere una buona fetta dell’elettorato di destra. Il sacrificio di del PD è stato ricompensato e lo sarà ancora nel prossimo futuro. Come sono state ricompensate tutte le liste minori che hanno partecipato al grande cartello. Perché più di una coalizione siamo difronte ad un Trust: un cartello nato esclusivamente per la gestione del potere. In ballo ci sono le società partecipate, gli stipendi assessoriali, ed altri compensi e privilegi.

La bandiera del “civismo” agitata dal Trust è andata a segno evidenziando proprio il significato di stare fermi, contrapposta al movimento, l’utilizzo del termine civico ha fatto emergere proprio il suo significato più deteriore quello di puntare su una mal definita identità posticcia.

La vittoria di Del Ghingaro, non risolvere i suoi problemi. Anzi. Li aggrava. Sono tutti davanti a lui senza risposta, a partire dal Dissesto. La vittoria si spiega perché si è materializzata l’opportunità per molti fagocitatori  di potere di avere la propria fetta, senza più attendere l’alternanza tra destra e sinistra. Il civismo è stato il velo sotto cui si è condensato il formicaio degli interessi particolare, piace citare Sant’Agostino (De opere monachorum) quando esortava ogni cittadino a far “passare l’interesse comune davanti ai suoi affari privati”.