Il Day After. Dopo il rimpasto di giunta, tre consiglieri comunali di maggioranza hanno lasciato Del Ghingaro, era già tutto previsto.
Viareggio, 18 ottobre ore 14:04. Il Sindaco Del Ghingaro sostituisce il vicesindaco Valter Alberici con il professor Gabriele Tomei, al quale assegna anche le deleghe ai Lavori Pubblici e all’Istruzione togliendole agli assessori Federico Pierucci e Sandra Mei. 19 ottobre ore 17:18 i consiglieri comunali Silvia Bertolucci, David Zappelli e Matteo Ricci lasciano la Lista Civica Del Ghingaro e costituiscono il Gruppo Misto in Consiglio Comunale.
Sia che il sipario cali sullo scioglimento del Consiglio Comunale, sia che Del Ghingaro trovi una nuova maggioranza proseguendo il suo cammino fino alla scadenza naturale della legislatura, niente sarà più come prima. Anzi, potrebbe andare molto peggio: perché la rivolta di Corte in atto a Viareggio non ha niente di nobile, e solo l’idea che i discendenti di Bruto possano rigenerarsi per il futuro è semplicemente terribile.
Occorre fare un passo indietro di pochi mesi, al principio dell’estate, quando vanno maturando alcune coincidenze astrali. Il Duca ha preso atto della sua definitiva caduta dalle grazie di Giorgio. La Faraona non ha alcuna intenzione di rimanere costretta nel Museo Egizio. E i Ragazzi di George cominciano a sentire le farfalle nella pancia: non si tratta di innamoramento, piuttosto dello stress generato dall’avvicinarsi delle elezioni comunali (paura di perdere la poltrona e lo stipendio), insieme all’eccitazione per avere trovato nella senatrice Granaiola e nel vicesindaco Alberici una via di sopravvivenza (dando scontata la dipartita di Giorgio ormai a fine mandato e senza sponde politiche per il futuro). Insomma, la classica reazione fisiologica del corpo che rilascia adrenalina, rallenta la digestione e modifica la circolazione sanguigna nello stomaco, provocando, appunto, il tipico sfarfallio.
A lanciare il sasso nello stagno è la senatrice Manuela Granaiola che il 22 luglio dichiara a La Nazione: “Pierucci sarebbe il candidato sindaco ideale”. E’ un messaggio al PD (Pierucci zio è sulla cresta dell’onda) non recepito, e al tempo stesso la riduzione di Del Ghingaro ad un ruolo marginale per la futura amministrazione essendo stato scavalcato.
La Granaiola e Valter Alberici sono due personaggi politici scafati, altrettanto non si può dire dei Ragazzi di George: i due assessori generati dall’Intelligenza Artificiale, Sandra Mei (pupilla della senatrice) e Federico Pierucci (aggiungiamoci anche il mancato consigliere regionale David Zappelli), che se non avessero mai incrociato per caso la strada di Giorgio Del Ghingaro, nessuno saprebbe della loro esistenza ad eccezione dei parenti e degli amici stretti. Lo sfarfallio dalla pancia è salito alla vista, vedono Giorgio sulla via del tramonto, e pure vociferano! Come se Giorgio fosse un vecchio rincoglionito, ormai sordo e incapace di percepire l’odore dell’aria che gli sta intorno.
Il tono felpato delle dichiarazioni di ieri adesso è più chiaro. “Serviva nuova energia. In questi mesi qualcuno è stato troppo attento ai posizionamenti e troppo poco concentrato su ciò che c’era da fare, per la città e per i cittadini” diceva Del Ghingaro.
… L’oro della corona pesava più del ferro delle catene. Chi un tempo gli baciava la mano ora sussurrava alle sue spalle, e i giuramenti fatti sull’altare del potere si erano dissolti come brina all’alba. Tradito non da un nemico, ma da chi aveva chiamato “amico”. La Corte – quella stessa Corte che aveva nutrito con onori e favori – aveva venduto il suo nome per un trono più sicuro e una promessa più lucente.
La saldatura tra i rivoltosi dell’amore infranto e gli avversari esterni alla maggioranza, tuttavia, sembrerebbe al momento non sufficiente per impedire la prosecuzione del disegno diretto alla candidatura a sindaco di Gabriele Tomei (che sia questa, in realtà, la vera paura?).
(foto: Giorgio Del Ghingaro pagina Facebook pubblica)
